Detto tra noi
lunedì, 24 settembre 2018, 17:32
di fabrizio vincenti
E’ difficile, e persino sbagliato, tracciare un quadro del reale valore dei rossoneri dopo solo due giornate di un campionato che ha sempre più il sapore della farsa, tra rinvii, sentenze, appelli e reclami. Troppo pochi 180 minuti per farsi un'idea, o peggio, emettere sentenze. Tuttavia, non sarà sfuggito a nessuno, e men che mai agli attuali quadri societari, che l'organico a disposizione di mister Favarin è carente in più ruoli. C'è chi sottolinea i limiti a centrocampo, chi sugli esterni di difesa: non ci addentriamo nei meandri tecnici. Ma i limiti della fase difensiva, anche a Pistoia, sono apparsi evidenti. A fronte del carattere mostrato, segno che Favarin sta già dando un'identità, gli errori si sono sprecati. E che la Pistoiese abbia fatto di peggio, come errori commessi, non deve consolare. Noi abbiamo un fardello pesante da recuperare.
Tutto questo per dire che servirebbero come il pane rinforzi, richiesti persino da chi mostra benevolenza a piene mani verso questa società. Dal fronte societario, però, ovvero da Arnaldo Moriconi, reale proprietario della Lucchese a dispetto della percentuale tuttora nelle mani di Carlo Bini e del suo bassotto (80 per cento, se non andiamo errati), nessun via libera. La sensazione è che l'imprenditore dalla ieratica barba voglia solo tenere al minimo i costi. Se possibile azzerarli o quasi, e in questo senso sarebbe curioso sapere quanti e quali debiti sono stati nel frattempo regolati degli oltre 150 creditori che figuravano nel bilancio.
Quasi una navigazione con il motore al minimo, senza team manager, con persone che ricoprono, anche nel settore giovanile più ruoli, senza prospettive. Soprattutto senza prospettive. Le domande vengono da sé: cosa vuol fare Moriconi? Rinforzare la squadra? Vendere la società? E a chi? Sono in corso trattative? Pensa di andare avanti così sino magari all'approvazione del bilancio che arriverà a novembre e poi salutare tutti e ritirarsi nel suo mondo di antenne e paraboliche e ponti radio? E della fideiussione da sostituire? Non sappiamo nulla, altri misteri di una gestione che di sicuro non è stata minimamente condivisa e trasparente con chi della Lucchese fa una ragione di vita. Quello che ci pare improbabile è che resti, accollandosi spese, sino a fine stagione. Non ce lo vediamo, francamente. Ma sono considerazioni che non trovano riscontro, visto che chi dirige (realmente) la società non parla e gli altri non contano nulla, malgrado l'impegno.
Una città, con il sindaco che brilla come al solito per la sua assenza salvo pontificare su fatti di cronaca, e la sua tifoseria hanno però il diritto di sapere, perché, Moriconi se ne faccia una ragione, la Lucchese non è una tv privata né un'azienda che costruisce ponti radio. Un concetto che fatica a far breccia in chi non ha minimamente idea di cosa sprigioni, come sentimenti, il gioco del calcio. Ecco perché lui con il calcio non ha nulla a che spartire.
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