Detto tra noi

All'inferno e ritorno

lunedì, 16 novembre 2015, 14:26

di fabrizio vincenti

Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette: ecco cosa ci è passato in mente al gol dell'aretino Cori. Un conteggio sino a sette. Proprio quante sarebbero state le sconfitte consecutive, senza contare la coppa, della Lucchese. Diciamo la verità: non ci abbiamo creduto a una rimonta dei rossoneri, che peraltro sino al gol dei padroni di casa avevano retto bene il campo, correndo sostanzialmente un paio di pericoli, senza, a loro volta, mai tirare in porta, eccezion fatta per un diagonale finito a lato di un soffio da parte di Calcagni.

Non ci credevamo perché la reazione della Lucchese, sino al pari, non c'è quasi stata e anzi sembrava che su una delle azioni di rimessa l'Arezzo potesse, come il Rimini, chiudere il match. Ci siamo sentiti all'inferno. Calcistico, naturalmente. Con conseguenze imprevedibili e con un'agonia che avrebbe conosciuto un'altra tappa. Ma il bello del calcio è proprio questo: che a volte di rende quello che ti ha tolto amaramente magari pochi giorni prima. E il suo fascino, anche per situazioni tipo quelle vissute nell'arco di una sola settimana, è incommensurabile nonostante in molti tentino di distruggere quello che Pier Paolo Pasolini definiva l'ultima rappresentazione sacrale della vita. 

Fanucchi, proprio lui, ha tirato fuori dall'inferno i rossoneri. E regalato un finale a colori invertiti rispetto a quello visto con il Pontedera. Persino con l'esultanza, che fino che è tale potrà dare fastidio ma da tollerare, sotto la curva di casa, nei pressi della bandierina. Così è il calcio: oggi a te, domani a me. Come la vita. La vittoria, peraltro, dopo il pari era nell'aria, la formazione di Capuano si era come squagliata. Ma un conto sono le speranza, uno la realtà. Serviva buttarla dentro, e Fanucchi lo ha fatto. In una squadra dove l'allergia al gol pare evidente.

I tre punti sono importantissimi: ora c'è solo da saperli far fruttare, ovvero da dare continuità in una gara delicatissima come quella contro il Savona dov eil pubblioc è chiamato, come con il Pontedera, semplicemente splendido, a dare tutto se stesso. Poi, servirà mettere pesantemente mano alla squadra, perché mister Lopez sta riuscendo a dare loro piccole certezze con un mix di bravura e buonsenso, ma la formazione va rafforzata. E non di poco. Tenendo conto anche di un dato che forse può sorprendere: la Lucchese ha realizzato dieci gol, e si piazza circa a metà tra gli attacchi più prolifici; ma ne ha incassate sedici: solo due formazioni hanno fatto peggio. Urge correre ai ripari. Chi di dovere immaginiamo lo sappia da sè. Senza cullarsi su allori che purtroppo, almeno per ora, non esistono. 

 



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