Detto tra noi
domenica, 28 dicembre 2014, 10:22
di fabrizio vincenti
2014: non un anno qualsiasi. Quello che si va a chiudere non è stato un anno ordinario. Tutt'altro. Resterà impresso nella memoria dei tifosi rossoneri per molto. Troppi avvenimenti, talmente tanti che, guardandosi indietro, sembra sia passato un quinquennio dal gennaio 2014. E' cambiato tutto da un anno fa. Tutto o quasi. A partire dalla categoria. Il sogno fattosi realtà di una gara che ogni tifoso di una squadra vorrebbe poter gustare almeno una volta nella vita, a Lucca è arrivato nel maggio.
Il match di Correggio, con le sue emozioni, la sua sceneggiatura degna di un giallista di successo, meriterebbe un film. O almeno un libro. Dentro di esso c'è l'essenza magica del calcio. E della vita. Speranze. Sofferenze. Delusioni. Sorprese. Gioie infinite. E inaspettate. L'attimo perfetto, quello che aspetti da una vita. Che pensi ti sia negato per sempre e che invece arriva per merito di un ragazzino che trova la giocata che vale una promozione sul filo di lana a tempo scaduto. Estasi che solo il calcio offre.
Del 2014 ricorderemo anche la trasferta di Fidenza, contro una formazione votata alla retrocessione, che bloccò sullo 0-0 i rossoneri e che dette vita a una gioia sguaiata, volgare, offensiva, quasi a ricordare che per le nobili decadute non c'è pietà. Il loro destino è combattere e vincere per essere rispettate. Altrimenti sono guai. E botte in testa.
Da Correggio è cambiato tutto. Tutto o quasi. La Lucchese sta cambiando pelle, lavori in corso si direbbero. Quanto è cambiato? Lasciando stare i giocatori, alcuni dei quali hanno scritto il loro nome nell'albo d'oro della società ricevendo una mezza pedata, ecco l'elenco di un mosaico che si è sgretolato: Pagliuca, Fracassi Russo, Rosadini, medici, massaggiatori, preparatori dei portieri e probabilmente stiamo dimenticando qualcuno. Non però il vice presidente, non ancora sostituito, Giannecchini, uno di quelli che si rimboccò le maniche nell'abisso del nuovo fallimento e che ha rotto definitivamente con il presidente Bacci.
Una rivoluzione pezzo dopo pezzo. La Lucchese non è più la stessa. Difficile dire se e quanto andrà in meglio. Sono arrivati due seri professionisti, anzi tre compreso il segretario: Galli e Galderisi, piacciano o no, è gente che mastica calcio e che ha un nome alle spalle. Dove andrà la Lucchese, però, non sappiamo dirvelo. E' cambiata anche la strategia. In estate la squadra è stata allestita all'ultimo tuffo e con un occhio particolare ai contributi per i giovani, ora è stata cambiata direzione, consci che il rischio di una retrocessione sarebbe devastante. Tutto questo avrà un costo che dovranno sostenere i soci, naturalmente anche quelli lucchesi che ci pare, rispetto all'estate, si siano riposizionati. Anche nei rapporti con il socio di maggioranza.
E' cambiato, per l'appunto, anche il presidente Bacci: piaccia o no sta provando a svolgere le sue funzioni di presidente, ovvero decidere. Le drastiche, e almeno in parte opinabili, decisioni prese portano prima di tutto la sua firma. A Milano dicono: lavoro, guadagno, pago, pretendo. Bacci è l'azionista di maggioranza e fino a che ottempererà ai suoi obblighi ha tutto il diritto di scegliere. Anzi: deve farlo. Quello che conterà sarà, sopra tutto e tutti, salvare la categoria, un obiettivo alla portata dei rossoneri, e irrobustire la società. Più di una cosa ancora non sta andando.
E per il 2015, nel quale serve un riavvicinamento dei tifosi alla squadra, gli spettatori sono in picchiata come anche il tifo e forse qualcuno farebbe bene a ricordarsi dov'era la Lucchese solo tre anni fa, ci auguriamo che in società ci si ricordi che a maggio la Pantera festeggerà 110 anni. Non una data qualunque e nemmeno alla portata di tutti. A Firenze, tanto per dire, dovranno attendere il 2036. Viva la Pantera. La Pantera è viva. E buon anno in rossonero a tutti voi.
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Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.
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