Detto tra noi

Bulleri, ovvero l'occasione sprecata per lanciarci nell'empireo del calcio

martedì, 28 maggio 2013, 10:16

di fabrizio vincenti

Se ci ripensiamo, finiamo per morderci le mani. Macché mani, persino i gomiti. Avevamo in casa coloro che potevano portarci in alto, lanciarci nell'empireo del calcio internazionale. Gente innovativa, che aveva per le mani il know how per fare il salto di qualità invano atteso da generazioni di sportivi rossoneri. E invece ci siamo accontentati di un gruppetto di imprenditori, quasi dei ragazzotti, per ben due anni, per poi finire nelle mani di un uomo che ancora una volta viene da fuori. E sul quale alcuni hanno già trovato da ridire. Chi è? Perché è qui? Cosa vuole?

E invece la soluzione, come ci ha indirettamente ricordato la Camera di Commercio del giovane, forse nello spirito, presidente Guerrieri, la soluzione era a portata di mano. E si chiamava Pino Bulleri, che con la sua Bulleri Sas è stato premiato nell'ambito della giornata dedicata alla "Fedeltà al lavoro e del Progresso economico". Un premio importante, prestigioso, che a Bulleri è stato attribuito per l'elevato grado di innovazione sviluppato. Mica pizza e fichi, insomma. Diciamo sul serio. Ne siamo contenti, perché Bulleri in quell'estate drammatica, sportivamente parlando, ci è regalato momenti esilaranti. In un articolo del luglio del 2011 scrivevamo che il parlare "con Pino Bulleri è un'avventura a metà tra Bulleri, ovvvero l'occasione sprecata per lanciarci nell'empireo del calciodiventare sempre dopodomani".

Bulleri, per chi avesse la memoria corta, fu il rappresentante locale del gruppo di Savona che rilevò con un'operazione mai del tutto resa pubblica la quota della Lucchese in mano a Giovanni Valentini, ovvero il pacchetto di maggioranza. Lo ricordiamo in un'accesa conferenza stampa nella Domus romana con accanto l'avvocato Gianfranceschi, l'avvocato Petrocelli, il commercialista Serpi. Questi ultimi due persone molto conosciute in città. Serpi, tanto per dire, dopo essere stato nominato da Fazzi nel collegio dei revisori dei conti del Comune, a Gesam da Favilla, è approdato per il solito incarico in Sistema Ambiente grazie a Tambellini. Una persona, come si dice?, evidentemente al di sopra delle parti o buona per tutte le stagioni. Buon per lui che si è evitato almeno il collegio sindacale della Lucchese targata Bulleri e poi fallita.

E ora facciamo un piccolo viaggio a ritroso nel surreale per rinfrescarvi la memoria e rompere la monotonia di questi giorni senza calcio giocato e troppo pieni di chiacchiere. "Abbiamo allestito una grande squadra, vi faremo divertire. Dovete smetterla di essere pessimisti: vi faremo ricredere". "Confermo quanto ho detto: era stato contattato e Ventura (allenatore attualmente del Torino ndr) aveva dato la sua disponibilità". "Il torneo (con Bruges e Monaco ndr) è confermato, anche oggi sono giunte notizie in tal senso". "Resta il fatto che la Lucchese è disastrata e che noi stiamo provando a salvarla e ci riusciremo. Qui c'è gente che ha già tirato fuori tanti soldi". "In quel caso valuteremo, ma sono convinto che riusciremo, insieme a questo gruppo di persone esperte che sono nel mondo del calcio da una vita, a fare bene qui e allora vorrò vedere dove sarete voi a quel punto". "Bene, vorrà dire che entrerete con il biglietto e non con l'accredito se dovessero continuare certi atteggiamenti negativi". Ecco alcune delle dichiarazioni ad effetto dell'allora numero uno rossonero.

E per finire: "Abbiamo già a Lucca giocatori che hanno militato in C1 e C2 e che calcheranno i terreni della terza categoria. Abbiamo anche individuato un campo sportivo dove poterci allenare. A questo punto, vorrei sapere perché la mia idea di far giocare una squadra fortissima in terza categoria debba trovare così tanta opposizione? E scusatemi, ma una squadra formata dai giocatori che scoprirete oggi, non merita, forse, un palcoscenico come il Porta Elisa pur essendo in terza categoria?". Bulleri, già presidente del Consorzio per la tutela del cipollotto nocerino, nella ristorazione, anche da noi, almeno per la Camera di Commercio, sta dando prova di grande abilità. Estro. Inventiva. Questo premio è evidentemente una parziale ricompensa per le tante energie spese e i ceffoni, metaforici, naturalmente, subìti agli irriconoscenti tifosi rossoneri e che testimonia il suo indubbio spessore imprenditoriale. Probabilmente il calcio è davvero un mondo a parte: almeno per alcuni che sono nel settore della ristorazione. Ce ne faremo una ragione. Anzi, ce la siamo fatta due estati fa. E ci è bastato.



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