Detto tra noi

Troppe due domeniche consecutive senza calcio

mercoledì, 20 febbraio 2013, 22:32

di aldo grandi

Chi scrive non vuole, assolutamente, entrare nel merito delle decisioni societarie. Aver scelto di restare una domenica in più al palo può essere stata una scelta saggia o sbagliata a seconda dei punti di vista, ma se la Lucchese vincerà a Ferrara allora avrà fatto bene, se perderà, avrà commesso un madornale errore. Purtroppo anche nel calcio - o per fortuna - soprattutto nel calcio così come nella vita, sono i risultati a fare la differenza. Fatta questa premessa, necessaria, l'autore di questa rubrica ritiene, tuttavia, che due domeniche consecutive senza gare ufficiali siano state troppe e ne spiega, in breve, i motivi indipendentemente da come andrà a finire la gara in Emilia. La Lucchese veniva da una vittoria e poteva, quindi, mantenere alto il livello di adrenalina oltreché di concentrazione pregara. 15 giorni senza partite, lo abbiamo visto noi attraverso i dati che, quotidianamente fornisce Google Analytics, hanno causato una disaffezione da parte dei tifosi di circa il 10-15 per cento, ossia questa è la percentuale di supporters che hanno evitato di connettersi al nostro sito per informarsi su cosa stesse accadendo in casa rossonera e, dopo 15 giorni di niente a parte infortuni e squadre giovanili, c'era ben poco da dire e da fare. E' stato, quindi, un errore perché era ed è importante mantenere alto il livello di attenzione e di entusiasmo, in particolare in questa fase così delicata e importante ai fini della classifica con i rossoneri che hanno recuperato posizioni e sono lì lì per tentare l'attacco finale. Gli infortuni, purtroppo, non erano preventivabili, ma hanno finito per rendere, addirittura, dannosa, la sosta che avrebbe dovuto, al contrario, produrre effetti opposti. Queste due settimane di silenzio agonistico hanno, però, favorito la percezione, degli addetti ai lavori, che la Lucchese e il suo universo non possono vivere senza una costante, attenta, produttiva, visibilità mediatica pena il finire nel dimenticatoio o, peggio ancora, nel disinteresse generale. Qui bisogna darsi da fare per recuperare allo stadio gente che, allo stadio, non viene più per noia e per scelta. Qui non si riesce a creare mobilitazione, a suscitare voglia di vittoria, grinta, determinazione, fame di successi. Possibile che il secondo fallimento abbia steso, completamente, ogni desiderio di rinascita e di ripresa? Possibile che la mazzata inferta da Giovanni valentini complice, suo malgrado, Giuliano Giuliani, non sia stata ancora digerita? Possibile anzi, probabile. Ecco, quindi, perché, a nostro avviso, si sarebbe dovuto fare tutto e anche di più per tenere alto il livello di tensione e di attenzione. Comunque sia, niente è perduto, basterà non perdere a Ferrara e ripartire con un punto in più, almeno, sul groppone. In vista di Rosignano.



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