Detto tra noi

La Lucchese avanza, la dirigenza pure, il comune che fa?

domenica, 27 gennaio 2013, 23:48

di aldo grandi

Ci voleva. Anzi. Ci volevano questi tre punti che proiettano in alto la Lucchese alla rincorsa del San Miniato e con, nel mirino, il Piacenza che sembra non perdere colpi. La vittoria di Fidenza è un vero e proprio toccasana per il morale della truppa di mister Innocenti che, finalmente, ha ribadito il ruolo di rompipalle in trasferta che la sua squadra si è guadagnato in questo campionato. Adesso si tratta di fare altrettanto al Porta Elisa, ma non ne dubitiamo. Così, se la squadra reagisce alle critiche e agli sproni, la dirigenza rossonera comincia ad aprire gli occhi che aveva foderati di prosciutto e a rendersi conto che il Porta Elisa casca a pezzi e va rimesso a nuovo. Come tutti sanno, la colpa della crisi economica mondiale che attanaglia il sistema è dell'ex assessore Marco Chiari il quale, però, proprio l'altro giorno ha, giustamente, fatto notare che lo stadio di proprietà sarebbe stato, per la Lucchese e non soltanto per lei, una sorta di straordinaria opportunità che la città e la sua classe politica di ebeti si è lasciata sfuggire. Chi scrive lo ha ribadito da sempre. Giovanni Valentini e Giuliano Giuliani avranno avuto tutti i difetti di questo mondo, ma l'idea di lanciare in orbita la società rossonera realizzando uno stadio di proprietà era non buona, eccezionale. Il problema è che a Lucca tutti se la fanno sotto quando c'è da assumersi delle responsabilità e, ora, il prode pope rosso Tambellini si è accorto che fare il sindaco non è la stessa cosa che fare opposizione. Diciamo pure che Lucca ha perso una grande, grandissima opportunità e si è ritrovata, tra l'altro, con il culo per terra.

La lettera che la società rossonera - e che noi, in esclusiva, abbiamo pubblicato - ha spedito al palazzo dei Bradipi, è la testimonianza dello squallore in cui vegeta il Porta Elisa, un impianto vecchio che avrebbe bisogno di un restyling chirurgico urgente. Il comune, che ha soldi per i campi nomadi, per il teatro del Giglio, per tutte le manifestazioni che non guadagnano ma che costituiscono, al contrario, una rimessa o quasi, non riesce a trovare un cent né per lo stadio né per il palasport. Il povero Tuccori si muove come un anguilla cercando di sfuggire alla logica dei numeri, ma il Cerbero Sichi non lascia passare nemmeno un filo di vento. Così e fino a prova contraria, questa amministrazione ha già fatto incazzare i tifosi rossoneri, i tifosi di basket, i commercianti, le persone che lavorano e si fanno un mazzo tanto e via di questo passo. Giannecchini - Nicola, non l'ultimo dei partigiani Lilio - lo conosce bene chi scrive. E' uno che sopporta e ha anche un elevato livello di tolleranza, ma, quando perde le staffe e la pazienza, sbotta e spara a zero senza tanti complimenti. Il palazzo dei Bradipi rischia, così, di diventare una sorta di Fort Alamo sotto assedio costante. Non sarebbe male se, dai pensieri e dalle parole si cominciasse a pensare ai fatti. Lo stadio fa schifo? Bene, che Giannecchini organizzi un bel corteo autorizzato fin sotto palazzo dei Bradipi per far capire che i lucchesi vogliono uno stadio decente e non un cesso a cielo aperto. Ragazzi, ora o mai più. A questa amministrazione e ai politici in genere, dello sport frega un cazzo. Anzi. Si fanno vedere in tribuna quando le cose vanno bene o sotto elezioni, ma se c'è da dimostrare coraggio e responsabilità, sono come i topi che fuggono quando la nave comincia a imbarcare acqua. Lucca deve tornare ai suoi fasti e per poterlo fare deve avere uno stadio decente. Noi l'anno prossimo, checché ne pensino alcuni giustamente preoccupati per i soldi e lo sforzo economico, vogliamo tornare in serie C. Non si vive senza passione e vola solo chi osa farlo. La prudenza la lasciamo ai timorosi e a chi preferisce l'uovo oggi e la gallina domani. Noi vogliamo tutti e due, ma le vogliamo al più presto, poiché dell'uovo senza la gallina e della gallina che non fa le uova non sapremmo cosa farcene.



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