Porta Elisa News
domenica, 15 giugno 2025, 11:54
di alessandro lazzarini
Sembra proprio che le fiabe sportive a Lucca non possano mai esser suggellate dal lieto fine, così un'altra impresa di un gruppo di ragazzi che fra mille difficoltà era riuscito a salvare una squadra societariamente alla deriva è stata vanificata e la Lucchese dovrà, se va bene, conoscere di nuovo il fango dell'Eccellenza.
Eppure l'ennesimo fallimento sembrava potesse esser mitigato da molteplici opportunità che avrebbero permesso al calcio cittadino di mantenersi su livelli accettabili, ma non si è affacciato nessuno con la necessaria consistenza economica per proseguire fra i professionisti, mentre l'ipotesi di ripartire dalla prima serie dilettantistica rilevando il Ghiviborgo è naufragata in una trattativa fra privati di cui forse non sapremo mai i dettagli, ma che lascia anche il dubbio della pantomima, visto che il Ghiviborgo una settimana prima che ne fosse annunciato il naufragio aveva già comunicato che sarebbe andato avanti nella categoria in autonomia, dopo l'esito negativo della stessa trattativa col Viareggio.
Il fatto è che queste due circostanze avevano in qualche modo alimentato le speranze di una tifoseria che vede così aggiungersi delusioni alla delusione e che all'orizzonte non intravede niente che possa cambiare le sorti di una squadra ormai da decenni ridotta alla più derelitta mediocrità sportiva, sia dal punto organizzativo delle società che si sono succedute che delle ambizioni.
Ovviamente c'è da prendere atto che, come in molti altri ambiti del contesto cittadino, anche sotto il punto di vista sportivo Lucca non offre niente all'altezza del blasone che la città sembra rivestire nella narrazione di politici che non si rendono conto dell'irrilevanza politico amministrativa in cui hanno ridotto un territorio che, da anni, viene immaginato come una folkloristica meta turistica da gentrificare a son di decoro, eventi e festival.
Preso atto del fatto che non esistono imprenditori locali che vogliano impelagarsi con il calcio, chi dovesse decidere di avvicinarsi ai rossoneri troverà il deserto infrastrutturale: uno stadio che cade a pezzi, nessun centro sportivo degno di questo nome, difficoltà nel reperire campi di allenamento qualora volesse imbastire un settore giovanile, che peraltro dovrebbe inventarsi pressoché da zero.
Non è dato sapere se gli attuali amministratori non sono stati in grado per mancanza di contratti di attrarre grandi investitori o se il deserto di cui sopra scoraggia qualsiasi eventuale interessato, fatto sta che in ottica commerciale, a livello di immagine, una città che si sente tanto al centro dell'attenzione ma non è in grado di offrire nessun ambito sportivo professionistico di eccellenza, sicuramente qualcosa perde. Ed è anche questo il motivo per cui, a prescindere dalle categorie in cui la società locali si esprimono, la politica deve andare avanti negli investimenti che creino le necessarie strutture: i privati che devono poi tirar fuori i soldi vanno a costruire la casa dove ci son già le fondamenta.
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