Porta Elisa News

Fallimento Lucchese Libertas, chiesti due anni di galera per Arnaldo Moriconi

mercoledì, 12 marzo 2025, 07:15

Dopo quasi sei anni dal fallimento della As Lucchese Libertas (che venne dichiarata fallita nel giugno del 2019), sono arrivate le richieste del pubblico ministero al processo che è seguito all'indagine della Procura. A giudizio, come noto, sono andati quattro ex amministratori rossoneri: Carlo Bini, 79 anni e Arnaldo Moriconi, 80 anni, Aldo Castelli, di 65, e Umberto Ottaviani, di 73, subentrati in società dal dicembre 2018.

Per Moriconi il pm Antonio Mariotti ha chiesto una condanna a 2 anni di reclusione, dopo aver valutato che la sua posizione da amministratore di fatto della Lucchese si è parzialmente attenuata grazie al pagamento di circa 800mila euro al Tribunale delle Imprese per i danni chiesti dal curatore fallimentare e che in quella sede hanno trovato una composizione. Anche per  Carlo Bini è stata chiesta una condanna a 2 anni, riconoscendolo estraneo ad alcune contestazioni. Stessa richiesta anche per Umberto Ottaviani. Assoluzione da tutte le accuse, invece, per Aldo Castelli. Ora la parola passa al giudice con la sentenza attesa per il 20 marzo prossimo.

I reati contestati in concorso a tutti erano quelli di bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice, legati a varie specifiche contestazioni. In particolare, agli accusati si imputa  di aver distratto somme di denaro sottraendole ai creditori fallimentari: sia gli incassi delle partite al Porta Elisa dal 20 gennaio al 17 febbraio 2019, per 23.800 euro, sia per il contante di cassa risultante al 30 marzo 2019, pari a 48.900 euro. Non solo: è stata contestata anche la bancarotta semplice in concorso, per aver aggravato il dissesto della società rossonera astenendosi dal dichiarare il fallimento nonostante le gravi perdite riportate dal 2015 al 2018 (3 milioni e 241mila euro) comportanti la perdita del capitale sociale con un dissesto della società che fu risultato aggravato per 1 milione e 600mila euro. A Carlo Bini in qualità di amministratore della società rossonera e ad Arnaldo Moriconi come amministratore di fatto erano inoltre contestati i pagamenti a favore della “Telnet Systems Srl“, riconducibile per gli inquirenti alla famiglia Moriconi, per 112.240 euro, dopo il 30 novembre 2018: un sistema di videosorveglianza, realizzato nel 2014. All’imprenditore romano Umberto Ottaviani e allo stesso Moriconi sono stati contestati anche i pagamenti di altre tre fatture.

 

 




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