Porta Elisa News
venerdì, 29 marzo 2013, 21:30
di fabrizio vincenti
135mila e passa euro per le imposte di pubblicità in un anno, in uno stadio che raccoglie incassi al botteghino per un sicuramente importo inferiore, senza parlare di quello che arrriva, appunto, dalle entrate pubblicitarie. Cifre anche in questo caso modeste. A Lucca, quando si ha a che fare con il Comune, succede anche questo.
L'avviso di accertamento per il mancato pagamento delle imposte relative alla pubblicità per le affissioni allo stadio Porta Elisa, per circa 135 mila euro complessivi e relativi al solo 2013 recapitato alla Lucchese nei giorni scorsi, ha messo ancora una volta in imbarazzo l'amministrazione comunale. Che, per essere chiari, una volta tanto, probabilmente, non c'entra davvero nulla nella vicenda. La responsabilità è tutta della struttura dei tecnici comunali. L'avviso, infatti, arriva dall'ufficio tributi di palazzo Orsetti che attraverso un suo funzionario ha pensato bene di recapitare la mega richiesta alla società rossonera, premurandosi di garantire un pagamento scontato a "soli" 70mila euro qualora il dovuto fosse stato versato in tempi stretti.
Ma come può essere maturata una cifra che sembra totalmente fuori dalla realtà, quasi frutto di un viaggio ai confini dell'immaginazione con steven Spielberg in cabina di regia? Presto detto. Il calcolo, per le informazioni in nostro possesso, è semplice per quanto incredibile. Alla Lucchese non solo sarebbe stati conteggiati gli spazi esterni allo stadio, quando a sua disposizione c'è solo il lato tribuna e non quello gradinata, ma in relazione a quelli interni, ovvero a quelli a bordo campo e sugli spalti, i tecnici comunali non sarebbero andati troppo per il sottile.
Nel palazzo dei Bradipi avrebbero conteggiato il metraggio complessivo degli spazi potenzialmente, e sottolineiamo potenzialmente, utilizzabil, applicando poi la massima tariffa per tutto l'anno e per ogni spazio disponibile. Come se in sostanza il Porta Elisa fosse aperto 365 giorni l'anno e dunque le pubblicità fossero sempre sotto gli occhi di cittadini e turisti. Avete presente un cartellone sul viale Europa? Ecco, più o meno così. Peccato che lo stadio è aperto, a dir tanto, 30 volte l'anno, e che le pubblicità sono state solo in parte vendute, come può vedere chiunque frequenti i gradoni del Porta Elisa. Non è finita: per non farsi mancare nulla, nel conteggio sono stati inserite anche le imposte di pubblicità relative ai pannelli rotanti a bordo campo. Peccato che questo tipo di attrezzatura non ci sia più da un bel pezzo al Porta Elisa. Probabilmente l'estesore dell'avviso comunale è rimasto a qualche anno fa oppure segue gare di categoria superiore dove regolarmente campeggiano questi cartelloni elettronici.
Una vicenda davvero dai contorni quasi surreali, grotteschi per l'approssimazione con cui è stata gestita. La sensazione, detto da chi come noi non ha risparmiato critiche all'amministrazione comunale, è che, almeno stavolta, i vari Tambellini, Sichi e Tuccori più che responsabili siano "vittime" del funzionamento da burocrazia zarista dei tempi di Dostoevskij degli uffici comunali. La retromarcia, a quanto si apprende, sarebbe già iniziata. La pessima figura per l'ente comunale, oltre al tempo perso, resta. Per la Lucchese, invece, un'altra pillola amara proveniente da via Santa Giustina.
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