Detto tra noi
lunedì, 14 settembre 2015, 08:34
di fabrizio vincenti
Più volte non siamo stati teneri con lui. E non lo saremo probabilmente in varie altre circostanze, ma l'uscita del presidente rossonero Bacci, circa il numero degli abbonati e degli spettatori del Porta Elisa, ci trova pienamente d'accordo. Di più. E' quello che avremmo voluto sentire dire da molti altri dirigenti, anche di epoche lontane e decisamente più fastose. Rileggiamo quello che ha detto il numero uno rossonero al termine della prima gara contro la Lupa Roma, esordio casalingo dei rossoneri davanti a 1352, meno della gara contro il Santarcangelo che segnò il ritorno in Lega Pro lo scorso anno, e con un numero di abbonati ancora imprecisato, ma sicuramente non esaltante. Anzi modesto.
"La campagna abbonamenti? Non ho ancora i dati definitivi - ha spiegato Bacci - ma è più difficile portare i lucchesi allo stadio che portare la Lucchese in serie A: è una strada lunga. E' davvero difficile trovare la strada per portarli allo stadio, per quanto sia cambiato tanto nel mondo del calcio, ma basta vedere altre città per capire che qui si segue la squadra diversamente. Ci sono culture diverse, inutile non vederle, vero che il Pisa avrà un altro tifo ma a Lucca hanno perso e ci tengo a sottolinearlo. Fanucchi? non ci si poteva aspettare che la tifoseria rimanesse indiffierente per quello che è successo, ma ora spero si faccia qualche riflessione visto che Fanucchi ci mette il massimo impegno".
Parole misurate e posate. Che hanno evitato l'ennesimo incendio (non richiesto) con l'ambiente rossonero. Parole che sono incontestabilmente vere. D'accordo: il calcio fa schifo. Ogni giorno che passa diminuisce la voglia di seguire quello che ormai è sempre più una parodia di ciò che conoscevamo. La Lega Pro è una barzelletta e il suo commissario esibisce modi di fare e di parlare a metà strada tra quelli di un cardinale e quelli di un burocrate di Stato, in ogni caso di gente che mediamente schifiamo. Basta vedere la storia dei calendari delle partite decise con una tempistica degna nemmeno di un torneo di briscola tra amici. In quel caso, infatti, il preavviso per gli incontri, tanto per dire, tra Damiano e Alessandro o tra Nicola e Beppe sarebbero maggiori. Siamo alla farsa totale.
La scorsa settimana mister Baldini ci ha confessato, con qualche imbarazzo, che ha dovuto far allenare i rossoneri il lunedì subito dopo la gara di Ferrara, perché non sapeva quando avrebbe giocato contro la Lupa Roma e dunque come distribuire il carico di lavoro settimanale. La Berretti, giusto per dirne un'altra, sabato gioca la gara inaugurale: dove e con chi non è ancora dato saperlo. Da far rimpiangere Macalli. E abbiamo detto tutto, crediamo. I limiti e le leggi sono da regime poliziesco: diteci in quale altro settore della vita civile ci sono obblighi odiosi come quelli che ci propinano nel calcio. Tutto vero, ma resta il fatto, incontestabile che a Lucca, a differenza di tante altre piazze, non solo quelle vicine per intenderci, la popolazione non vede più nella propria squadra un segno distintivo di attaccamento alla città. Ne abbiamo avuto testimonianza, tanto per dire, anche a Ferrara. Donne e uomni, vecchi e bambini: nei pressi e dentro lo stadio estense c'erano tutti. A Lucca non accade da tempo immemore. Una questione di cultura, ci dicono.
E allora la considerazione del presidente Bacci è pura realtà. Incontestabile. Con la quale doverci fare i conti. Questi siamo e anche quando le cose andavano meglio i numeri non sono mai stati esaltanti. Solo pochi acuti. Dagli anni '90 in poi c'è davvero poco da salvare. Nel corso di una ricerca, a proposito preparatevi a una sorpresa tutta da gustare, anzi da leggere, forse già per la fine dell'anno, abbiamo rintracciato il numero degli abbonati nel primo anno di serie B con Corrado Orrico. Sparate una cifra. Fatto? Ecco: ora confrontatela con la realtà, che parla di poco più di tremila abbonati. Capito? Tremila abbonati in un calcio mille volte migliore, con una formazione che faceva sognare, con la serie B che tornava dopo una vita, con la tessera del tifoso e le mille complicazioni per andare allo stadio che erano ancora nella testa di qualche burocrate. Per fare un raffronto, Reggio Emilia, non Napoli, quest'anno ha già superato le 2300 tessere in Lega Pro. Lucca è questa. Pochi ma buoni? Dai, mettiamola così, sempre sperando di recuperare qualche cuore raffreddato. E' un motivo in più per sostenere la Pantera. Anche per coloro che non ci sono. Anche per coloro che non vogliono e il lunedì mattina ci guardano con un sorrisetto ebete davanti a una tazzina di caffè, chiedendo come ha giocato la Lucchese. Se n'andassero affanculo. Naturalmente con il sorriso. Il nostro.
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