Detto tra noi
lunedì, 1 settembre 2014, 23:57
di fabrizio vincenti
"Voglio sfatare una diceria che gira: la Lucchese non ha assolutamente un budget risicato per completare la squadra ma ha una disponibilità piuttosto importante e quindi i tifosi possono stare tranquilli perché faremo una squadra ben miscelata fra esperienza e gioventù". Così parlava Bruno Russo la sera del 7 di agosto, subito dopo l'amichevole con l'Empoli. Affermazioni chiare, quasi perentorie. E dette da una persona serie e perbene come il direttore dell'area tecnica rossonera.
Da allora, però, è arrivato ben poco dal mercato, davvero modesto, condotto dalla Lucchese. Una sfilza di ragazzini, alcuni di belle speranze, quasi tutti a costo zero e poco altro. Qualche ritocco con giocatori provenienti dalla serie D, e dunque da testare in Lega Pro, o in cerca di rilancio. Come se non ve ne fossero già abbastanza di giocatori da dover adattare alla categoria. In avanti, per settimane, è andato in onda il tormentone sul nome che avrebbe potuto far fare il salto di qualità alla Lucchese e a un attacco che si annuncia anemico. Un tormentone sul quale tutti in società erano ottimisti: vi sorprenderete dai nomi. In effetti la sorpresa c'è stata, ma non nel senso auspicato.
Nomi illustri ne sono circolati a iosa, nomi in grado di garantire gol, peso e esperienza, che difetta in modo davvero pericoloso a questa Lucchese. Nomi importanti ne sono stati fatti anche nelle ultime ore di mercato, ultime ore che a inizio agosto dovevano essere decisive e in grado di garantire acquisti a prezzi calanti e a fine mercato, invece, si sono trasformate in una corsa a ostacoli tra richieste sempre maggiori. Se fossero giuste le prime considerazioni o le seconde poco importa. Come importa relativamente l'individuazione delle responsabilità: incapacità di concludere le trattative? Valutazioni tecniche negative dell'allenatore su alcuni dei nomi, anche di grido, proposti? Poco importa, dicevamo. Solo dentro la Lucchese sanno esattamente com'è andata. Quello che conta è che non è arrivato un nome uno in grado di accendere la fantasia dei tifosi, non è arrivato un giocatore uno di esperienza in mezzo a questa nidiata di ragazzi, non è arrivato un bomber uno in grado di garantire non diciamo venti gol, ma almeno dieci. Luppi, Ginestra, Chevanton, Ceccarelli, Del Sante: tutte trattative rimaste tali.
Curriculum alla mano, nessuno degli attaccanti, tantomeno l'ultimo arrivato ex Viareggio Benedetti che con i suoi 22 anni e quattro gol nell'ultima stagione è quasi un veterano in questa Lucchese baby, ha particolare confidenza con il gol. Sarà un'incognita in più, con la speranza, che chi ci legge sa essere vera e non retorica per pararsi le spalle, di essere smentiti dal campo. A mercato chiuso, ci viene però naturale chiederci chi farà gol nella Lucchese. La domanda, per noi, rimane senza risposta.
E ci viene ancora una volta da pensare, con convinzione, che in questa squadra un attaccante come Nazzzareno Tarantino sarebbe stato utile e non poco. Si è preferito fare diversamente, ma le soluzioni perseguite ci lasciano alquanto dubbiosi. Perplessi. Sarà come sempre il campo a dire la sua insindacabilmente, con la speranza, fondata, che ci siano squadra messe più o meno nella situazione della Lucchese. O anche peggio. E con la certezza che chiunque scenda in campo vada sostenuto sino alla fine. L'obiettivo di salvare la categoria dovrà venire prima di tutto e di tutti. Bando alle polemiche, ma quello che abbiamo scritto andava scritto. Dirci contenti di questo mercato, iniziato con clamorosi ritardi, sarebbe una bugia. Nemmeno tanto piccola.
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