Detto tra noi
martedì, 15 luglio 2014, 21:31
di fabrizio vincenti
C'è chi sta peggio. Ma, naturalmente, non è una consolazione. Dalle notizie che arrivano dall'Umbria, il Gubbio viene segnalato con due soli giocatori disponibili per l'ormai prossimo raduno. Giusto una partita a tennis, la Lucchese, invece, almeno per ora, può fare un doppio grazie ai suoi quattro confermati nei giorni scorsi. Per il resto, ancora tutto nelle nebbie. O, se preferite, in alto mare. Uno stallo che ha del clamoroso e che ha fatto slittare il raduno di almeno una settimana. Senza parlare delle amichevoli.
Senza considerare che, con la penuria di mezzi a disposizione, mister Pagliuca contava di poter godere di qualche giorno di vantaggio rispetto ad altre formazioni. Si dirà: questo è quello che passa il convento, e del resto giocatori sul mercato ce ne sono a bizzeffe. Tutto vero, ma quello che non ci piace è che quello che sta succedendo non riusciamo a leggerlo come frutto di una strategia, quanto, piuttosto, di conflitti che si sono finiti per ripetere inesorabilmente e che hanno paralizzato l'attività; conflitti che si sono intrecciati con alcuni atteggiamenti dilettantistici con cui sono stati gestiti questi due mesi abbondanti da quando Pecchioli regalò una ormai insperata promozione.
Sembra passata una vita. La squadra che vinto il campionato verrà in buona parte smembrata. Inevitabilmente, considerando i due campionati di differenza, ma, anche su questo aspetto, la Lucchese ha brillato in dilettantismo attendendo quasi metà luglio per comunicare le proprie scelte agli esclusi. Incomprensibile e grave. Soprattutto se si tenta di fare dello stile un proprio tratto distintivo. Nel dettaglio delle esclusioni, lascia perplessi quella di Tarantino, non tanto e non solo perché al giocatore erano state fatte promesse lo scorso anno - le parole, si sa, le porta via il vento nel mondo del calcio - ma perché siamo convinti che l'attaccante sarebbe molto utile a una formazione che dovrà provare a mettere punti in carniere prima possibile. Tarantino è uno che la punizione, il rigore, il numero li ha nel sangue. La storia dell'età media non sappiamo sino a che punto regga. Per quanto sia una legge del calcio, dispiace per gli altri, a partire da Aliboni e Angeli il cui sguardo alla coda per prendere il biglietto per il prato di Correggio non lo scorderemo mai: c'era il furore e la forza di chi sputerebbe l'anima per la Lucchese. Ci auguriamo che possa restare come proposto in altro incarico, ma, certo, avvertirli a metà luglio, lo ripetiamo, è davvero senza stile.
La squadra, siamo certi, verrà completata in qualche modo, e qualcuno magari sosterrà che sono solo i giornali ad avere creato i casi. Balle. La paralisi è evidente. Resta la sgradevole sensazione dell'improvvisazione a vari livelli pur con tutte le attenuanti del caso visto il doppio salto. Anche nel lavoro per l'approntamento del settore giovanile. Dove i ritardi ci sono tutti. Senza dimenticare il conflitto aspro in società che ha portato anche alle dimissioni da vice di Giannecchini: qualcosa si è rotto, considerando che Giannecchini era forse il socio più vicino a Bacci. A Giannecchini, che si è fatto sorprendentemente da parte, anche come tempistica, resta il merito di aver creduto, insieme a pochi altri temerari ancora presenti, sin dall'inizio a questo sogno della ripresa rossonera, quando sembrava davvero dura nell'inferno dell'Eccellenza. Non è poco.
Ci sono anche luci, bene comunque non dimenticarlo, in questa estate anomala. A partire dall'iscrizione arrivata con qualche patema, ma senza intoppi, a differenza di altre formazioni. Considerando che la Lucchese era una matricola è un ottimo risultato. Basta guardarsi intorno per capire l'aria che tira. Come pure la ricapitalizzazione, per quanto, sul piano degli impegni finanziari i soci sanno senz'altro che il denaro da far arrivare nelle casse rossonere sarà parecchio di più. Si tratterà di mantenere gli impegni senza se e senza ma. Anche quelli maturati nella passata stagione. E, possibilmente, senza arrivare sempre all'ultimo minuto. Una caratteristica questa che mal di adatta con una dimensione professionistica. E che pare un vizio di fabbrica di questa Lucchese. La società deve crescere. E alla svelta. Altrimenti le ombre saranno sempre più delle luci.
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