Detto tra noi
domenica, 9 dicembre 2012, 22:55
di aldo grandi
Seconda sconfitta consecutiva e Piacenza che si trova a nove punti. Troppo presto per abbandonare sogni di gloria, ma troppo tardi per coltivarne di esageratamente ottimisti. La Lucchese fatica, non ha il passo né la statura della squadra che può ammazzare il campionato, rischia, in sostanza, di lottare per i primi posti, ma niente di più. Comunque sia, sarà meglio prendere atto di quanto sta accadendo e non farne un dramma. Nessuno, del resto, aveva promesso la luna. Detto ciò, tuttavia, crediamo sia giunto il momento in cui, oltre a Bruno Russo, si faccia sentire anche la società, ma, attenzione, non tanto nei confronti della squadra - siamo sicuri che una strigliata la darà lo stesso Russo - quanto verso chi, in questo periodo difficile, sta prendendo per il sedere presidente e soci rossoneri. Ci riferiamo, innanzitutto, alle ripetute esortazioni indirizzate anche tramite lettera all'amministrazione comunale guidata da Alessandro Tambellini. Giannecchini ha detto bene: abbiamo fatto di tutto, ma non ci fila nessuno. Le caldaie fanno schifo, l'impianto di illuminazione e di sicurezza anche, i bagni non ne parliamo, i costi della gestione del Porta Elisa ricadono tutti sulla società rossonera nonostante, dicono i soci rossoneri, il 60 per cento delle spese dipendano dai consumi della Pugilistica Lucchese. Tambellini e l'assessore Tuccori, quest'ultimo anche allenatore di calcio, fanno finta di non sentire oppure non sanno che pesci prendere e, in sostanza, è la stessa cosa. Forse Giannecchini e i suoi compagni di avventura non si rendono conto che non alzare mai la voce vuol dire, alla fine, accettare lo status quo, ma la Lucchese non se lo può permettere e i tifosi pretendono autorevolezza e autorità. Qui siamo arrivati al punto che il calcio rossonero, a Lucca, non conta più un cazzo e perdonateci lo sfogo. Andare ora a proporre, come veicolo di trasmissione pubblicitaria, i colori rossoneri, è come voler vendere del salame in un salumificio. Non gliene frega niente a nessuno e questo, badate bene, non è solamente perché la Lucchese non ammazza il torneo, è anche perché la Lucchese non riesce più a fare notizia, ossia non se ne parla più.
Gazzetta Lucchese, l'unico, sostanzialmente, quotidiano sportivo che da sette anni percorre su e giù lo stivale senza dipendere da nessuno se non dai soldi che ci mettiamo noi, è diventato il punto di riferuimento di chi vuole essere informato, un nocciolo duro di 12 mila visitatori unici ogni 30 giorni che non aumenta e non diminuisce, sparsi qua e là per il globo terrestre nella speranza di ritrovare fasti perduti.
Eppure, nonostante questo, la Lucchese non riesce più a trainare come faceva fino a qualche anno fa. Vero, siamo in serie D, ma anche in serie D si può far parlare di sé. Prendi, ad esempio, il settore giovanile rossonero. Come lo seguono e lo curano Diego Checchi e Fabrizio Vincenti non c'è nessuno. Rivolgono attenzione e partecipazione emotiva a gare di squadre giovanili che, altrimenti, si farebbe perfino fatica a capire da chi sono composte. Eppure, non c'è un cane cui freghi qualcosa. Allora, forse, sarà il caso di cominciare ad alzare la tensione elettrica perché andando avanti così, c'è il rischio, concreto di ammalarsi di depressione.
Settore giovanile: sono due anni che Bruno Russo e la dirigenza rossonera ci stanno facendo una testa - e non solo quella - così per ricordarci che il futuro della Lucchese dipende, proprio, da quanti giovani riusciranno a venir fuori dal vivaio rossonero. Buoni allenatori e buoni giocatori, ma capita anche di sentir dire che ci vorrebbe una maggiore partecipazione societaria alle vicende di questo settore che, in realtà, appare un po' lasciato a se stesso. Servirebbero impianti adatti e la Fc Lucchese ha già chiesto, ripetutamente, al comune di mettere a disposizione spazi adeguati, ma Tambellini si limita ad assentire salvo, poi, far perdere le tracce e, nel frattempo, la questione langue senza costrutto. Senza lilleri non si lallera, ma il presidente Nicola Giannecchini non vuole arrivare a uno scontro diretto. Intanto, però, l'Acquedotto non può bastare anche perché, come è stato fatto più volte notare, è impossibile procedere alla realizzazione di opere adeguate visti i divieti imposti dalla soprintendenza. Allora cosa aspettiamo? Come Gazzetta Lucchese abbiamo chiesto a Alessandro Tambellini, tramite la sua addetta stampa, di partecipare, a suo piacimento, a un incontro da tenersi in un locale alla presenza della società e del pubblico per capire che cosa vuole fare, questa amministrazione, per i colori rossoneri. Si sciacqua la bocca con lo sport e gli spazi per i giovani, ma, poi, quando si tratta di muovere le chiappe, non c'è verso di vederne una di cose realizzate. Attendiamo una risposta.
La sconfitta di oggi lascerebbe il tempo che trova se fosse figlia del caso e, probabilmente, lo è. Ci sembra, però, che il clima intorno alla Fc Lucchese sia di quelli mosci e non ci sembra la cosa migliore di questi tempi in cui, al contrario, sono necessari grinta, reattività, polemica, coraggio, voglia di migliorare e migliorarsi. Noi vogliamo sapere che cosa sta accadendo: sono settimane che sentiamo dire ai vertici societari che stanno aspettando una risposta dal comune sui problemi legati allo stadio e all'impianto sportivo per il settore giovanile. Magari Tambellini e Tuccori risponderanno con il piccione viaggiatore, ma, allora, cosa si fa? Si aspetta il piccione?
sabato, 2 maggio 2026, 09:21
C'è un'immagine che conserviamo con emozione della serata di Agliana dove la Lucchese ha centrato la vittoria in Supercoppa di Eccellenza, un trofeo, si dirà, dal sapore platonico. Eppure, ci pare, che a nessuno piaccia perdere, e comunque resta una coppa che arricchisce la bacheca del club.
martedì, 14 aprile 2026, 11:01
E festa sia. Composta. Con una esultanza adeguata alla categoria. Ma che festa sia. La Lucchese conquista con pieno merito e contro quasi tutti i pronostici la promozione in Serie D. Ancora abbiamo nella mente le previsioni dei sedicenti esperti che collocavano la squadra rossonera nemmeno nel ruolo di outsider.
sabato, 4 aprile 2026, 17:26
Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.
martedì, 24 marzo 2026, 07:55
Il campionato è ormai al suo epilogo, ci sarà modo di analizzarne l'andamento a bocce ferme, quando la matematica decreterà il suo verdetto, ed ormai sembra davvero questione di poco, di pochissimo. Ma sin da ora crediamo ci sia invece di parlare del futuro rossonero.