Porta Elisa News
mercoledì, 1 aprile 2020, 13:02
Sull’emergenza che colpisce oggi il commercio sotto ogni punto di vista interviene il presidente della Commissione Città di Lucca di Confcommercio Giovanni Martini: “Bene ha fatto – afferma – il nostro direttore Rodolfo Pasquini a rimarcare come le attuali misure a sostegno delle imprese varate dal Governo siano gravemente insufficienti, a partire dalla indennità da 600 euro che, anche qualora venisse innalzata a 800 euro come si legge da più parti, somiglierebbe comunque ad una elemosina anziché ad una vera misura di sostegno”. “Peraltro – aggiunge Martini – leggiamo degli enormi problemi di accesso al sito dell’Inps registrati stamani (martedì): si parla di 100 domande di accesso al secondo. Questo da una parte dimostra da una parte l’incapacità di aver predisposto canali adeguati per la presentazione delle domande; dall’altra è l’ennesima dimostrazione di quanto vasto sia il cosiddetto popolo delle partite Iva, una maxi aziende senza eguali in Italia per numero di aderenti, capacità produttiva e occupazionale. Va capito che se questo popolo non verrà aiutato a rialzarsi con misure straordinarie e senza precedenti, oltre a esser messo in ginocchio il cuore pulsante dell’economia del Paese, andranno chiuse centinaia di migliaia di saracinesche e perduti milioni di posti di lavoro”.
“In attesa di capire il contenuto del decreto annunciato dal Governo per aprile – insiste il presidente della Commissione -, c’è solo una cosa da fare immediatamente: bloccare ogni tipo di pagamento, a livello nazionale ma anche locale. Stiamo parlando di scadenze fiscali, tributi, mutui bancari, affitti e utenze di luce, acqua e gas. L’equazione è semplice: zero incassi per cause di forza maggiore, uguale zero pagamenti. Fino a che la macchina produttiva non sarà tornata a regime, la linea deve essere quella e non ci sono alternative. Non si può pensare certo che con 600 o 800 euro si possano pagare tutte le scadenze, visto che di euro ne servono 10 mila al mese. Quindi o lo Stato stanzia quella cifra per ogni imprenditore, altrimenti vanno stoppati i pagamenti”.
“Ovvio – dice Martini – che questo ragionamento chiami in causa anche il Comune: bene ha fatto il sindaco Alessandro Tambellini a raccogliere il nostro appello, chiedendo ai locatori dei fondi di ridurre i costi degli affitti, ma è chiaro che queste parole da sole non bastano e servono altre misure forti e massicce a sostegno delle imprese, da valutare periodicamente dalla riapertura delle attività in poi, in base alle necessità del momento. Intanto però gli affitti vanno bloccati subito e più avanti rimodulati alla luce di un quadro economico che alla fine dell’emergenza sarà purtroppo completamente diversi da quello precedente l’emergenza stessa. E poi le bollette: alle società che gestiscono i servizi di luce, acqua e gas chiediamo di bloccare ogni fattura sino a che le imprese non si saranno rimesse in piedi, tenendo conto anche del fatto che per noi commercianti le utenze sono doppie perché ci sono anche quelle di casa. E per rimettere in piedi non intendo riaprire, visto che poi servirà comunque tanto tempo perché la gente riprenda a uscire e i consumi vengano davvero rilanciati. Si legge che anche le riaperture avverranno per gradi, ovvero sia non tutte le tipologie di negozi lo faranno in contemporanea: anche questo naturalmente è un aspetto di cui occorrerà tener conto per la ripresa dei pagamenti”.
“Il mondo del commercio lucchese – afferma ancora Martini – ha tenuto in queste settimane così difficili un comportamento esemplare: inizialmente chiudendo le attività in modo coordinato e massiccio, prima ancora che arrivassero le imposizioni del Governo, con ammirevole senso civico e volontà d tutelare la salute di dipendenti e clienti. Poi rispettando in pieno le restrizioni del Governo tanto che ad oggi non si ha notizia di sanzioni elevate ad esercizi commerciali. Ad ognuno dei nostri imprenditori io faccio i miei complimenti più sinceri, perché hanno dimostrato e dimostrano ogni giorno grande spessore umano prima ancora che professionale”.
“La chiusura dei negozi a Lucca prima ancora che arrivassero le ordinanze – termina Martini – e le successive richieste e proposte che stiamo portando avanti sono l frutto di un intenso e continuo confronto attraverso canali social fra la base dei commercianti e i rappresentanti dei vari sindacati di Confcommercio. Una voce unica, compatta e forte, che sinora ha volutamente e giustamente fatto prevalere il principio di tutela della salute, ma che se non verrà ascoltata una volta terminata l’emergenza è pronta a valutare ogni possibile e forte forma di protesta”.
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