Mondo Pantera
martedì, 18 dicembre 2012, 12:17
di fabrizio vincenti
Applausi. Senza false ruffianerie di maniera. Applausi, perché quanto detto dai dirigenti rossoneri ieri sera nell'incontro con i tifosi non ha, a nostra memoria, precedenti. Mai ci pare di ricordare, in un mondo come quello del calcio dove si cerca di mettere sotto il tappeto anche la polvere, e non solo quella, abbiamo assistito a un incontro con dei dirigenti che, senza aspettare che i buoi siano scappati dalla stalla, chiariscono in pubblico le difficoltà anche economiche, dando indicazioni del perché delle stesse e dei ritardi, sia pure minimi, nei pagamenti.
O che dicono quello che tutti pensano, ovvero che i controlli delle forze dell'ordine, ultimi solo in ordine di tempo quelli contro il Castelfranco, in vari casi sono sembrati eccessivi. O che parlano dell'avvicendamento all'interno della compagine societaria, senza nascondersi. O, ancora, che, finalmente, dicono della scarsa sensibilità dimostrata sinora dall'amministrazione comunale verso la Lucchese specificando nomi e circostanze. Il tutto non davanti a un giornalista, o a mezza bocca al confessore di turno, oppure, peggio ancora, a qualche privilegiato che poi diffonde il verbo. Magari facendo filtrare quello che più gli aggrada. Ma consentendo di tirare il sasso e nascondere la mano.
I dirigenti rossoneri, che sono dilettanti ma non sprovveduti e, soprattutto, hanno un solo grande patrimonio costituito da passione e credibilità, non vogliono giocare a carte coperte e hanno scelto quello della trasperenza e del contatto diretto con i tifosi. Chiamatelo pure populismo, che, a noi piace pure, per quanto sia un termine bistrattato ogni giorno. A noi piace comunque chiamarla chiarezza e voglia di guardarsi in faccia, nella convinzione che qui "ciccia" non ce n'è - e sarebbe bene lo capissero anche in Comune quanto prima, piuttosto che sciacquarsi la bocca con la parola etica, abusata, per non dare una mano - e c'è da salvaguardare la comunità sempre più decimata dei tifosi rossoneri.
Una comunità che, altro messaggio per l'amministrazione comunale, è sì erosa, ma pur sempre ben oltre i mille scarsi spettatori. Prova provata è questa stessa testata, che vede ogni mese collegarsi oltre 12mila computer diversi. La Lucchese è in sonno, ma non è morta. Ecco perché è bene serrare le fila e provare a traghettarla oltre questo momento non certo esaltante, riassaporando il gusto di essere vicini a due colori, al di là del risultato e di una partita. Come i nostri padri, come, speriamo, i nostri figli. Il calcio di provincia o riscopre questa dimensione o chiude. Bene lo capiscano tutti. E la chiarezza può aiutare nell'opera di ricostruzione.
A dirigenti rossoneri che si lamentano per la ridda di voci che escono, molte totalmente prive di fondamento, come quella della presunta rissa negli spogliatoi, ricordiamo che in questa città le chiacchiere, alle spalle, sono pane quotidiano, a tal punto che durante la Repubblica (Lucchese) venne istituito il Discolato, ovvero un istituto giuridico che prevedeva persino l'esilio anche per chi diffondeva, ripetutamente, voci lesive delle istituzioni. La chiacchiera, spesso acida e che nasconde invidia, è pane quotidiano e dovranno continuare a farci il callo, ma, almeno, chi è in buona fede potrà avere, nella chiarezza, un metro di valutazione, si spera sempre tempestivo, di quanto accade. Un applauso per la sincerità.
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