Mondo Pantera

Faccia a faccia tifosi-società a 360 gradi

lunedì, 17 dicembre 2012, 22:35

di fabrizio vincenti

Con chiarezza, guardandosi negli occhi, evitando che si ripetano situazioni del passato. Con un occhio di riguardo per le questioni tecniche e uno per gli sviluppi societari. Tutto esaurito nella sala stampa del Porta Elisa dove si sono ritrovati una sessantina di tifosi, in gran parte irriducibili rossoneri da una vita, per l'incontro tra i dirigenti rossoneri e i propri sostenitori; un'occasione per chiarirsi, per approfondire le prospettive, per “sputare” qualche rospo. Sempre senza mai trascendere.

Al tavolo della sala stampa presente gran parte della dirigenza rossonera: dal presidente Giannecchini, al vice Micheloni, a Gonzadi, a Sgrò, a Nannini. Seduto tra il pubblico anche Bruno Russo, che è stato fatto oggetto di molte domande da parte dei tifosi, durante la serata arriva anche Michele Tambellini. La Lucchese è quasi tutta qui, a riprova che la società tiene in modo particolare all'appuntamento. A sciogliere il ghiaccio ci ha pensato Nicola Giannecchini, ripercorrendo le tappe fondamentali di questo anno della nuova società: “Ci eravamo prefissi degli obiettivi, oltre alla promozione dall'Eccellenza. Non era solo il risultato sportivo a cui miravamo lo scorso anno quando siamo arrivati. Intanto far ripartire il settore giovanile che è risorto anche grazie all'accordo con la Lucchese Junior; poi a rafforzare la proprietà, e sono arrivati nuovi soci e altri ne arriveranno. I nuovi potenziali soci sono condizionati anche dalla mancanza di un progrmmazione precisa per situazioni che non dipendono dalla nostra volontà. Tanto per dire, abbiamo una convenzione con il Comune per lo stadio e i campi dell'Acquedotto che scade a giugno e dopo non si sa cosa accadrà. Difficile programmare in queste condizioni e attrarre nuovi imprenditori".

"Questa amministrazione comunale - ha aggiunto il presidente rossonero - è entrata da poco, ma mi pare che non abbia tra le sue priorità la Lucchese, staremo a vedere, anche se questo ci condiziona nella capacità di programmare e di avere strutture adeguate. Senza risposte dalla pubblica amministrazione è difficile andare avanti. In Comune abbiamo chiesto un contributo, ci è stato detto che non era etico dare soldi al calcio, come se noi fossimo speculatori. Idem per quanto riguarda le utenze: noi paghiamo costi non nostri. Stiamo lavorando per coinvolgere la città: da soli non ce la possiamo fare, capiamo la fretta dei tifosi, ma ci vuole pazienza per raggiungere certi obiettivi".

"Quanto agli incassi, siamo con qualche problema visto che gli spettatori sono diminuiti. La raccolta pubblicitaria - ha spiegato Giannecchini - è decisamente incrementata, ma ancora dobbiamo aumentare se si vuole ragionare in un certo modo. Abbiamo alcuni sponsor che stanno facendo slittare i versamenti e questo provoca alcuni ritardi: ci sono delle persone che pare si stiano lamentando per la mancata corresponsione di alcune spettanze. A loro dico: non abbiamo dipendenti e chi è con noi lo deve fare prima di tutto per l'amore per questi colori, non siamo tra i professionisti, altrimenti possono pure dirlo in faccia e andarsene”. Marco Gonzadi è un po' amareggiato: “Mi fa piacere questo incontro, ma certe voci non hanno motivo di essere. Stiamo provando ad andare avanti con le nostre gambe, e non è facile”.

I tifosi chiedono quali e quanti nuovi soci, in prospettiva, possono arrivare. Ecco la risposta di Giannecchini: "Un socio sta uscendo, tre o quattro stanno entrando, oltre all'ipotesi di Lucca United, ora stiamo cercando di risolvere la prima questione per poi dare spazio ai nuovi soci In ogni caso nei prossimi mesi contiamo di avere delle novità importanti per il futuro della società. Un centro sportivo rossonero a Capanori? Prematuro parlarne ora. Quello che è certo è che non vogliamo certo che l'esperienza si chiuda a giugno e faremo il possibile per portarla avanti ma ci vuole il concorso di tutti, a partire dall'amministrazione comunale, che deve capire che una fetta della città è appassionata di calcio e che la Lucchese è un biglietto da visita della città".

il rapporto non semplice con l'amministrazione comunale viene ripreso da più di un tifoso che chiede persino di abbandonare il Porta Elisa in caso di mancata collaborazione con palazzo Orsetti. "“Ci sono problemi di ordine pubblico – spiega Giannecchini – alcune gare non potrebbero essere disputati in campi più piccoli e a porte aperte”. "E poi - aggiunge Micheloni - questa è la casa della Lucchese".

Accanto alla questione societaria, tiene banco l'aspetto tecnico e a essere chiamato in causa più volte è naturalmente Bruno Russo che non si tira indietro. A partire dalla questione dell'allenatore: "Non pensiamo di cambiarlo perché è valido e capace di portare avanti il progetto della Lucchese. Un secondo portiere non under? E' un ruolo delicato, ecco perché abbiamo preferito avere un portiere affidabile nel caso che Casapieri si dovesse far male. Manca grinta e velocità? Non è vero, anche se a volte non la dimostrano. E' una cosa che mi spiego male anche io. Forse qualcuno si è montato la testa ed è mia responsabilità. Scontiamo qualche limite anche per i fallimenti che hanno azzerato il settore giovanile da cui potevamo attingere alcuni under".

E ancora: "Perché giochiamo a una sola punta? Intanto abbiamo tutto l'organico a disposizione solo da due partite, si vedrà. Barretta? Abbiamo contatti con il direttore sportivo Sogliano, Barretta lo abbiamo fatto vedere ai veneti, intanto deve giocare qui. Se ci credo nella vittoria finale? Intanto arriveranno sei punti dagli scontri diretti con il Piacenza poi si vedrà”. Alla faccia della scaramanzia.

E i giocatori? Per alcuni tifosi non hanno sempre mostrato il massimo impegno in tutte le gare: mancherebbe il giusto atteggiamento in campo. Un'ipotesi smentita sia da Giannecchini che Russo: "Si è creata una cappa negativa intorno al gruppo  che ne risente, ma l'impegno c'è stato e ci sarà”. Un'ora e mezza scorre via veloce, molto più che di tante partite. Qualche tifoso ha parlato, molti si sono limitati ad ascoltare, cercando rassicurazioni da una società che dopo due fallimenti non può sbagliare ancora una volta, né deludere questa gente. Una cosa è certa: il gruppo di chi dirige attualmente la società rossonera ci sta mettendo la faccia e, soprattutto, sta dicendo come stanno le cose, senza girarci intorno. A partire dalla questione dei mancati pagamenti. La chiarezza, siamo convinti, paga. 



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