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Il rimpianto di Brega: "A causa degli infortuni, Lucca non ha visto il mio vero valore"

venerdì, 23 agosto 2013, 12:43

di diego checchi

Dopo l’addio alla Lucchese non avevamo più avuto occasione di parlare con Cristian Brega ed allora ne abbiamo approfittato per fargli una lunga intervista e per toccare diversi argomenti. L’attaccante viareggino ha risposto al telefono con grande entusiasmo e ha parlato di Lucchese senza alcuna vena polemica ma anzi, lo ha fatto in maniera positiva: “Lucca è una grande piazza e anche per i tifosi che ha merita sicuramente altri palcoscenici – ecco le prime parole dell’attaccante del Ponsacco e poi, ancora – non so quale sia stato il gol più bello, ma quello che mi è rimasto impresso è senz’altro quello contro il Pro Piacenza prima di Natale: c’era il pubblico delle grandi occasioni e poi giocavamo contro la prima in classifica, in quella circostanza scartai il portiere e misi la palla dentro”.

Secondo lei, a Lucca hanno visto il vero Brega?

“No, perché sono stato condizionato dagli infortuni che ho avuto e che non mi hanno fatto giocare con continuità e poi, forse, giocando da solo avanti non ho reso al meglio delle mie potenzialità visto che quando ho fatto gol ho sempre avuto un attaccante accanto. Diciamo comunque che per le partite che ho giocato, lo score è stato più che buono”.

Segue ancora le vicende della Lucchese?

“Certo che sì, sono rimasto in contatto con i miei ex compagni, soprattutto con Casapieri con cui, lo scorso anno, ho instaurato veramente un bel rapporto. Facevamo tutti i giorni il viaggio insieme e lo considero come un fratello minore. Lui ha grandi doti e spero veramente che possa spiccare il volo verso categorie importanti, credo che sia il miglior portiere della categoria”.

Come si trova a Ponsacco?

“Mi trovo bene, i dirigenti sono persone che già conoscevo e con cui c’è un rapporto di stima reciproca. I raggazzi sono tutte ottime persone ed il mister è bravo sia come allenatore che come uomo. Con noi ha un feeling particolare, scherza quando c’è da scherzare ma è estramente serio sul lavoro e i suoi risultati parlano da soli”.

Qual è il vostro obiettivo?

“Dico, senza mezzi termini, che vogliamo vincere il campionato. Sono sceso in Eccellenza per fare tanti gol e per aiutare questa squadra a salire di categoria”.

Nel vostro girone, quale squadre vi possono insidiare?

“Ci sono diverse buone squadre: Pro Livorno, Ghivizzano, Pescia-Uzzanese ecc”.

Come va la coabitazione con l’altro ex rossonero Granito?

“Con granito ci siamo trovati subito benissimo, anche se qualcuno diceva che non potevamo giocare insieme perché abbiamo caratterustiche simili ma è bastata una partita per trovare l’intesa”.

Tornando a lei, quale pensa che sia la categoria dove può rendere meglio?

“Mah, non saprei. Perché nel calcio, adesso, contano le annate e poi tra Eccellenza e Serie D non c’è questa gran differenza. Anche in Eccellenza sono scesi giocatori di valore che magari per la regola dei giovani non trovano spazio nelle categorie superiori”.

Ecco, appunto, cosa pensa della regola dei giovani?

“In generale penso sia sbagliata. Un giovane dovrebbe giocare solo se è bravo e lo merita. Ci sono ragazzi di 23-24 anni che costretti a scendere di categoria per colpa di questo regolamento un po’ bizzaro e credo che anche per i giovani sia controproducente perché dopo un paio d’anni, la maggior parte non trova più spazio”.

Se le chiedessero di tornare a Lucca?

“Ci tornerei volentieri, nel calcio non si può mai dire quello che succederà”.

 

 



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