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Controlli cardiologici per chi fa sport: quali sono e perché sono importanti

venerdì, 28 novembre 2025, 09:05

I benefici dell’attività sportiva sono ampiamente dimostrati e sono riconosciuti da tutta la comunità scientifica. Non è certo un caso che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomandi dai 150 ai 300 minuti alla settimana di attività fisica aerobica a intensità moderata oppure, in alternativa, dai 75 ai 150 minuti di attività fisica vigorosa o, ancora, una combinazione equivalente delle due modalità.

Gli studi infatti dimostrano che un’attività fisica regolare riduce il rischio di eventi cardiovascolari (per esempio infarto e ictus), abbassa la pressione arteriosa, migliora la funzione cardiocircolatoria, aiuta a controllare il peso e la glicemia, alza i livelli di colesterolo “buono” (frazione HDL), rinforza lo scheletro, la muscolatura e le articolazioni, riduce lo stress, aumenta le difese immunitarie.

2.Lo sport deve essere praticato in sicurezza

Sull’importanza di fare sport non si discute, è però necessario che lo sport sia praticato in assoluta sicurezza. Esistono infatti condizioni cardiologiche che potrebbero controindicare la pratica sportiva amatoriale o professionistica.

La visita di idoneità medico-sportiva può identificare varie problematiche cardiache, ma vi sono condizioni che, per la loro particolare natura, potrebbero sfuggire ai tipici esami.

Ecco quindi che un controllo presso un centro di cardiologia ed eccellenza a Milano, ad esempio, può risultare di grande importanza, sia per gli amatori che per i professionisti.

Dato che sono molti coloro che praticano attività sportiva, scopriamo quali sono gli esami più importanti per uno sportivo, in quanto possono evidenziare problematiche come cardiomiopatia ipertrofica, aritmie cardiache, patologie coronariche o valvulopatie.

3.L’elettrocardiogramma

L’elettrocardiogramma (ECG) è un esame diagnostico indolore e non invasivo che permette di analizzare il ritmo e l’attività elettrica del muscolo cardiaco. Si effettua con un apparecchio denominato elettrocardiografo e può individuare la presenza di aritmie o segni di cardiomiopatie. Nella sua versione standard viene eseguito a riposo e non presenta controindicazioni di nessun genere.

4.L’elettrocardiogramma sotto sforzo

Particolarmente utile per chi pratica attività sportiva è l’ECG sotto sforzo. È un esame con cui si verificano le variazioni elettrocardiografiche durante uno sforzo fisico e il comportamento del cuore quando è sottoposto a uno sforzo. Dopo il posizionamento degli elettrodi, il paziente deve pedalare su una cyclette oppure correre su un tapis roulant. È controindicato per i soggetti che non possono effettuare sforzi fisici, per coloro che hanno un’ischemia o un’aritmia in corso e a chi ha una grave insufficienza cardiaca con sintomi a riposo.

5.L’elettrocardiogramma dinamico secondo Holter

L’ECG dinamico secondo Holter è un particolare ECG effettuato per monitorare la funzione cardiaca per un periodo di tempo più lungo, in genere 24 ore. Di norma viene richiesto se si sospetta un’aritmia a carattere discontinuo, che non potrebbe essere rilevata con un ECG standard o sotto sforzo. Gli elettrodi sono collegati a un dispositivo portatile che il paziente deve indossare per il tempo stabilito.

6.L’ecocardiografia

L’ecocardiografia è un esame non invasivo con cui si possono valutare la funzionalità e la struttura del cuore. Questo tipo di esame risulta molto utile perché è in grado di individuare valvulopatie (per esempio un’insufficienza o una stenosi), anomalie della funzione ventricolare non individuabili con l’ECG standard o l’ECG sotto sforzo, gli ispessimenti delle pareti del cuore, che sono reperti caratteristici della cardiomiopatia ipertrofica (una delle principali cause di morte improvvisa negli atleti giovani), anomalie cardiache congenite.

7.I risultati

Se i risultati degli esami mostrano problemi cardiaci, il cardiologo Milano o della città dove si è effettuato il consulto, potrebbe richiedere ulteriori accertamenti (per esempio uno studio elettrofisiologico, una TAC delle coronarie, una risonanza magnetica del cuore o un’angiografia coronarica) oppure suggerire una terapia farmacologica indicando anche se il paziente può o meno continuare a praticare sport. Se sì, spiegherà le modalità per farlo in assoluta sicurezza.



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