Porta Elisa News
sabato, 3 maggio 2025, 08:47
di fabrizio vincenti
Il 7 giugno del 2023, con la Lucchese da poco nelle mani del Gruppo Bulgarella –attraverso due sue società (Immobiliare Pisa e La Tonnara) – vide l'attesa ricapitalizzazione societaria che permise l'iscrizione al successivo campionato. Quella ricapitalizzazione portò in dono alla Lucchese un albergo e un nuovo socio. Il ripianamento e l'aumento di capitale furono infatti conseguiti attraverso un terzo soggetto l'Immobiliare Ponte srl, sempre del Gruppo Bulgarella.
E l'Immobiliare Ponte srl conferì un immobile pari al valore di 4.160.992 euro, secondo la stima di un geometra di Camaiore. Una cifra enormemente più alta di quella corrispondente all'8 per cento del capitale del club rossonero (pari a 40mila euro del capitale stesso su un totale di 500mila) di cui entrò in possesso l'Immobiliare Ponte. Tecnicamente l'operazione avvenne con un sovrapprezzo di 3.682.992 euro, ad un prezzo nettamente superiore a quello avrebbe dovuto essere pagato, di fatto pagando una sorta di "avviamento" che venne riconosciuto al club per entrare in società.
Dunque, attraverso l'Immobiliare Ponte srl il complesso immobiliare Hotel Granduca di San Giuliano Terme è dal 7 giugno è nella piena proprietà del club rossonero e che doveva essere utilizzato, si leggeva nella relazione allegata, "dalle squadre della Lucchese Calcio 1905 per i ritiri e come foresteria per i propri tesserati ed un'altra parte sarà oggetto di affitto di azienda, per la quale esiste già un'ipotesi con canone di locazione pari ad euro 500.000 annui". Un'idea, quella della foresteria in provincia di Pisa, che fece comunque storcere il naso a qualche tifoso.
Da allora, però, qualcosa non è andato, come tante altre volte, nella direzione giusta. Ecco cosa dichiarava l'amministratore delegato Salvatore (detto Ray) Lo Faso nell'agosto di quell'anno, direttamente dal campo erboso del Porta Elisa, nel giorno della presentazione dei lavori di manutenzione all'impianto: “San Giuliano nel giro di due anni sarà la nostra foresteria e lì andrà anche il convitto, potrebbe essere propedeutico per una sinergia ancora maggiore con il campo sportivo che è proprio accanto alla struttura per dare vita a un polo importante: pensate che vorrebbe dire avere il campo di allenamento accanto alla foresteria: può divenire un polo di eccellenza. Dobbiamo dare vita a una struttura che ci consenta di essere indipendenti”.
La lancetta del tempo scorre inesorabile, passa un anno e arriviamo al luglio 2024, quando Bulgarella nell'ultima sua conferenza stampa al Porta Elisa torna sulla vicenda dell'albergo foresteria non prima di aver ribadito "che la Lucchese sarà protagonista: lo sottoscrivo”. E in effetti, la società rossonera, nel giro di qualche mese, sarò protagonista delle cronache nazionali per la sua drammatica parabola. “Abbiamo presentato il progetto – sostenne Bulgarella – per la ristrutturazione, l'immobile sarà diviso in due parti, in una ci sarà uno studentato, nell'altra sarà la foresteria: ho scelto lì perché siamo a due passi”.
Non basta. A novembre dello scorso anno, nel corso di una intervista rilasciata al nostro quotidiano, anche Lo Faso torna sulla questione: “Il progetto è pronto, ma è una partita legata allo stadio, delle due l'una: o lo stadio va avanti e lì andrà la foresteria e in quel caso San Giuliano rimane un asset nel patrimonio della Lucchese che andrà a reddito, oppure lì sarà realizzata la foresteria come previsto nei progetti iniziali”. Parole. Le ennesime.
Ad oggi l'immobile di proprietà del club è ridotto come si può vedere dalle foto: nessun lavoro in corso, un degrado esterno evidente, una struttura che appare fatiscente. All'ingresso, sul cartello dove sono riportate le autorizzazioni (del 2022 e del 2023) del Comune di San Giuliano, in mezzo a una simulazione di come sarebbe dovuto diventare l'immobile, sfilano i nomi noti, molto noti, ai tifosi rossoneri. Il committente dei lavori è ovviamente l'Immobiliare Ponte, il progetto architettonico è (insieme a Ignazio Bulgarella) a cura dell'architetto del Gruppo Bulgarella Giuseppe Cosentino, che doveva curare il rifacimento a tempo di record del Porta Elisa e che è tuttora presidente della Lucchese Academy che ha in gestione l'impianto di Saltocchio. Anche la direzione dei lavori, sulla carta, è assegnata ai due, mentre il responsabile dei lavori e Salvatore Bosco che è anche il responsabile del cantiere. E l'azienda che cura o, meglio, che dovrebbe, o ancora meglio, che doveva curare i lavori? La Bulgarella Costruzioni.
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