Porta Elisa News

Pardini e Raspini si confrontano sulla Lucchese

lunedì, 20 giugno 2022, 20:26

La Lucchese e tutto il mondo rossonero al centro del dibattito che è andato in scena stasera tra il candidato del centrodestra Mario Pardini (che in vista del ballottaggio ha trovato l'accordo anche con le forze che hanno sostenuto al primo turno Elvio Cecchini e Fabio Barsanti) e quello del centrosinistra Francesco Raspini, organizzato da Lucca United. Con la moderazione del vice presidente di Lucca United, Moreno Micheloni, che ha ricordato come la Lucchese sia una fede, una passione che va ben oltre i confini comunali e che aspetta risposte dalla politica. Oltre 150 persone hanno affollato il piazzale esterno della Curva Ovest per un dibattito che è andato avanti nella serata. L'inizio è stato riservato alle presentazioni. 

“Ho accettato di buon grado l'invito – ha attaccato Mario Pardini – un'amministrazione non può non ascoltare laddove c'è una passione come quella per la Lucchese. Sono molto interessato a sentire la vostra voce”. “Immagino che la maggior parte di voi mi conosca – si è presentato Francesco Raspini – anche questa è una occasione importante per esprimere il proprio punto di vista, e siamo a parlare di una realtà importante come la Lucchese e di come la futura amministrazione possa fare per consolidarla”. La prima domanda ha finito per riguardare lo sport in generale.

A che posto metterete lo sport nella gamma delle problematiche che dovrete presentare e cosa avete di innovativo?

“Ci sono margini di miglioramento importanti – ha spiegato Raspini – nel nostro programma lo sport ha un posto di rilievo e una delle questioni su cui abbiamo puntato, anche perché abbiamo ottenuto nella fase finale del mandato abbiamo ottenuto finanziamenti straordinari. Sul PNRR abbiamo caricato alcuni progetti: ristrutturazione palestra Bacchettoni, riqualificazione impianti Acquedotto, un po' delicato visto che siamo in golena del fiume, la palestra San Lorenzo a Vaccoli, gli impianti di Massa Pisana. Due sarebbero attrezzate per il pubblico spettacolo. E ancora una piscina accessibile, una palestra per il pugilato e spogliatoi a Santa Maria del Giudice. Siamo favorevoli a un vaucher alle famiglie che hanno minori possibilità economiche. E poi nel piano triennale un nuovo palazzetto dello sport come volano per il vecchio quando verrà ristrutturato”. 

“Lo sport è fondamentale – ha ribattuto Pardini – ma vanno fatti notare i treni persi, siamo ben contenti siano arrivati dei fondi, ma negli ultimi anni si sono viste lacune. Lo sport va resa un'attività primaria e con un assessorato che non sia all'interno di altri assessorati importanti, e poi è un elemento fondamentale sulla sicurezza, sul sociale, sulla salute: quando si investe nello sport, si investe in più direzioni, ci consente di fare aggregazione: lo sport dovrà essere tra le priorità, servono impiantistiche ma anche aiuti alle società. Chi è strutturato è riuscito a presentare bandi, chi lo è meno deve essere aiutato a presentare progetti attraverso uno sportello dedicato”.

Da anni le società sportive reclamano un'attenzione maggiore sugli impianti, anche tramite l'allungamento delle convenzioni per la concessione degli impianti.

“Le concessioni lunghe sono la premessa per gli investimenti – ha ricordato Raspini – dove è possibile è stato fatto, come nel caso di una palestra per la scherma. In altri casi no, per varie ragioni, anche perché non sempre c'è la disponibilità delle società. Va distinto: dove è possibile, va fatto; dove non è possibile dobbiamo utilizzare altre forme, magari pensando a liberare una parte del bilancio corrente del Comune. Uno o due impianti all'anno è possibile metterli a norma”.

“Quando si parla di aiuti – ha aggiunto Pardini – dobbiamo come ho detto partire dalla possibilità d accedere ai bandi. L'amministrazione deve diventare un facilitatore, e divenire partner delle società, laddove può arrivare. Per questo ci vuole una delega ad hoc per lo sport e non una superdelega”.

Che fine farà la consulta dello sport che è ferma?

“Se non partiamo dall'ascolto è impossibile lavorare bene – ha ricordato Pardini – serve una consulta forte che dia indicazioni su dove lavorare, su come migliorare. Lo sport deve essere prioritario, con un assessore dedicato e con una consulta che funziona: serve ascolto a 360°”.

“L'assessore allo sport è opportuno sia uno che ha solo quella delega ma non è facile – ha replicato Raspini – detto questo lo sport si deve riallargare. Serve anche una struttura comunale adeguata e non è semplicissimo, da tanti anni le strutture tendono a asciugarsi e la difficoltà sta più lì che nel presidio politico. La consulta c'è, è stata convocata anche nei mesi scorsi, casomai ha bisogno di essere ristrutturata per essere veramente rappresentativa del variegato mondo dello sport locale”.

A che punto è lo stadio di Saltocchio? La Lucchese dovesse cambiare società, potrebbero cambiare le prospettive visto che alcune possibili acquirenti hanno detto che sono interessati al marchio ma non agli impianti? E sull'Acquedotto?

“Quando si prendono certe vie si deve andare avanti – ha spiegato Raspini – chiaro che chi dovesse subentrare deve portare avanti le situazioni che sono state pattuite. Il Comune ha messo a disposizione quello spazio, deve essere portato avanti e con le risorse prese per quello che è stato progettato. Sull'Acquedotto il progetto prevede l'integrazione con il planetario, c'era anche l'idea per realizzare una palestra da arrampicata: c'è da capire che i volumi presenti non possono essere aumentati, le esigenze della Lucchese e del rugby sono le prioritarie, così come le altre attività”.

“Se c'è una idea che si è interessati al marchio ma non agli impianti qualcosa non quadra – ha aggiunto Pardini – il Comune deve vigilare e controllare se ci sono speculazioni. Esistono accordi che sono stati presi, e l'amministrazione deve portare avanti. Quanto all'Acquedotto, dipende dallo stato dell'arte delle cose, su tutta quell'area vorremmo divenisse un unicum che va dal palazzetto sino all'Acquedotto. Il progetto pugilistica e piscina va capito se va in porto e come eventualmente rivalutarlo: le cose in essere non verranno certo bloccate, ma va inquadrata tutta la zona. Sull'Acquedotto faremo il possibile per portarlo in fondo anche nell'interesse di chi gestisce o gestirà la Lucchese”.

Questione stadio Porta Elisa: si può andare avanti? E non dovesse andare avanti il progetto c'è un progetto di riserva, magari ristrutturando a quel punto con soldi pubblici?

“Sono a favore del nuovo stadio e dobbiamo fare di tutto e di più per far andare avanti il progetto: la quantità dei lavori è importantissima, ma devo spiegare perché c'è voluto tanto. Il project financing non è una cosa banale, il progetto all'inizio non aveva le caratteristiche per essere qualificato come di interesse pubblico, c'erano errori, e non aveva sostenibilità urbanistica con funzioni incompatibili e non lo era dal punto di vista economico: a fronte di 50 milioni di euro non era chiaro come avrebbero ripagato i costi. E in quel caso se la società ci fallisce dentro, fallisce anche con un diritto di concessione per 90 anni dello stadio che va alle banche. Il Comune che è titolare di una infrastruttura non può attivare un diritto di concessione se non si è sicuri che venga portato in fondo. Siamo arrivati alla fine di un primo percorso, ora serve che la Lucchese presenti il progetto definitivo, a fronte di questo si approva in conferenza dei servizi e il Comune bandisce la gara. Non è un lavoro breve ma è la condizione per parlare di calcio professionistico. Altrimenti vanno cercati i bandi per ristrutturarlo a pezzi. Si poteva fare prima? Sì, qualcosa poteva essere fatto diversamente, ma l'operazione stadio deve essere realizzato da un privato e così come l'amministrazione non deve far perdere tempo, il privato deve presentare tutto quello che serve: per larghi tratti non sono stati presentati i materiali sufficienti”.

“La prossima amministrazione dovrà fare di tutto per arrivare al progetto – ha rintuzzato Pardini – altrimenti servono 15 milioni di euro del Comune per ristrutturarlo. Non possiamo scordarci che i tempi sono andati molto alle lunghe e potevamo essere molto più avanti, ma negli ultimi anni abbiamo visto una considerazione dello sport che non è quella che ci aspettavamo. Il progetto doveva andare più velocemente. E c'è stata una promessa di una targa che ancora non c'è che è ferma dal 25 maggio del 2015. Manca la progettualità, basta pensare che a Firenze lo stadio inserito nel PNRR”.

E la targa per la Lucchese che attende dal 2015?

“Doveva essere messa prima – si è difeso Raspini – non c'è molto da aggiungere. Mi risulta che sia in corso il consenso dei condomini, e della Soprintendenza. Ma non ci sono scuse: doveva essere messa prima”.

 Verrà rinnovata la convenzione del museo a Lucca United?

"Assolutamente sì – ha spiegato Pardini – per meriti e quando lo stadio sarà in ristrutturazione prendo l'impegno a trovarvi un altro spazio alternativo e di avere sempre un dialogo costante con voi. Prendo l'impegno anche sulla targa, massimo entro il prossimo compleanno della Lucchese il 25 maggio 203, ma non scordiamo che il turismo sportivo, con lo stadio nuovo, potremo sfruttare anche questa opportunità".

"Sì riconcederemo lo spazio a Lucca United – ha confermato Raspini lo faremo il prima possibile".

 




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