Porta Elisa News
martedì, 23 ottobre 2018, 07:03
Anche la seria A ha deciso di esporsi sull'entrata in vigore del Decreto Dignità inviando un comunicato congiunto con Lega serie B, Lega Basket e Lega Volley, in cui si fa esplicita richiesta di essere maggiormente coinvolti nel processo di elaborazione delle leggi in contrasto al disturbo da gioco d’azzardo.
Il decreto è stato fortemente voluto dal vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, votato dalla maggioranza 5 Stelle – Lega. Entrato in vigore a luglio, convertito in legge ad Agosto, il decreto tocca diversi aspetti quali la contrattualizzazione e la semplificazione fiscale, ma all’articolo 9 pone il focus sul gioco d’azzardo e la necessità di contrastare la ludopatia. La legge si articola in questo modo:
Proprio quest’ultimo punto è quello che va a ledere l’interesse delle società sportive, queste avevano già stretto accordi milionari con le società di betting e dovranno ora riconsiderare il loro bilancio alla luce dell’invalidità dei contratti a partire dall’anno nuovo. Il testo del comunicato congiunto comincia proprio con l’esposizione dei dubbi relativi all’impatto di questa legge sull’economia dello sport italiano. Di seguito il testo:
“In merito alla conversione in legge del decreto n.87 del 2018 (c.d. Decreto Dignità), Lega Serie A, Lega Serie B, Lega Basket e Lega Pallavolo Serie A Maschile e Femminile esprimono unanimemente la propria preoccupazione sull’impatto che il divieto di pubblicità e sponsorizzazioni per giochi e scommesse con vincite in denaro avrà sulle risorse dello sport italiano, professionistico e amatoriale e chiedono di essere coinvolti nel processo di riordino del settore del gioco d’azzardo.
Condividendo l’importanza dell’obiettivo di lotta all’azzardopatia fissato dal Governo, le rappresentanze del mondo sportivo italiano hanno apprezzato la decisione del Parlamento di inserire in legge un impegno del Governo per una riforma complessiva in materia di giochi per eliminare i rischi connessi alla malattia da gioco d’azzardo e contrastare il gioco illegale e le frodi a danno dell’erario derivanti dal gioco illegale.
Auspichiamo che questo percorso di riordino scaturisca dal confronto non solo tra Governo, Agenzia dei Monopoli e operatori dei giochi con vincite in denaro, ma anche dal coinvolgimento del mondo dello Sport, dati gli effetti che avrà sulla competitività economica e agonistica del settore. Da parte loro, Lega Serie A, Lega Serie B, Lega Basket, Lega Volley Maschile e Femminile intendono mettere a disposizione del contrasto all’azzardopatia e ad ogni devianza e dipendenza le proprie competenze e il ruolo educativo e di modello positivo da sempre costituito dallo Sport, facendosi parte attiva e propositiva in questo percorso”.
Insomma, obiettivo condiviso ma emerge chiara la necessità che si consulti anche il mondo dello sport per diversi motivi. La prima ragione è, come segnalato nel comunicato, l’esperienza maturata dalle società nel contrasto all’illecito e all’azzardo compulsivo. Ne è un esempio il caso del club del Milan: insieme ad una storica agenzia di scommesse ha messo in piedi l’iniziativa “Giù le mani dal pallone” per dare risposta al fenomeno del match fixing ovvero delle partite che vengono truccate. Il progetto prevede corsi e lezioni ma anche spot, quest’ultimi non potranno essere messi in onda poiché rientrerebbero nel veto pubblicitario imposto dal governo.
C’è poi il mero dato economico: stop ai loghi del betting partner di turno su magliette e tute d’allenamento per ben 11 squadre della Seria A su 20 (Milan, Inter, Juventus, Napoli, Roma, Cagliari, Genoa, Lazio, Sampdoria, Udinese, Torino). Tra queste alcune hanno provato ad accorciare i tempi sui contratti per usufruire almeno dell’anno bonus, ma la risposta del Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio fu questa: “Le aziende corrono a sottoscrivere contratti prima che con il DL entri in vigore il divieto di pubblicità al gioco d’azzardo. Potenzieremo la norma transitoria. I contratti stipulati tra l’approvazione del decreto in CDM e la sua pubblicazione non saranno validi. Ma entro il 2019 cadranno tutti”.
Forse anche per evitare che in futuro si comunichi tramite i virgolettati dei giornali il mondo dello sport chiede ora udienza.
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