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Mastalli: "La Lucchese ha significato tanto per me. Sulle seconde squadre in Serie C..."

mercoledì, 4 dicembre 2024, 08:40

di gianluca andreuccetti

Alessandro Mastalli non ha dimenticato la Lucchese. Seppur abbia rappresentato una breve parentesi della sua carriera, Lucca gli ha lasciato tanti ricordi positivi. Indelebili, sia dentro che fuori dal campo. A 28 anni, il centrocampista ha girato tante piazze importanti: cresciuto nel vivaio del Milan, ha vestito le maglie tra le altre di Avellino e Juve Stabia, ottenendo con quest'ultima la promozione in Serie B. Nella stagione 2022-23, ha vestito i colori rossoneri, collezionando 4 reti e 1 assist in 40 presenze. Centrocampista centrale e all'occorrenza mediano o trequartista, quest'anno ha deciso di scendere in Serie D con il Siena. Alessandro Mastalli ha rilasciato un intervista ai nostri microfoni. Queste le sue parole. 

Che cosa le ha lasciato l'esperienza maturata con la Lucchese?

"Ho dei ricordi bellissimi. Un'esperienza che a livello umano ha significato tanto per me: un gruppo forte e fatto di bravi ragazzi. L'ultimo giorno ci salutammo in lacrime. A livello calcistico, è stata una stagione tutto sommato positiva, conclusa con la qualificazione ai playoff". 

Ad Ancona, la Lucchese arrivò a pochissimi secondi dalla qualificazione al secondo turno...

"Per passare dovevamo per forza vincere. Trovammo la rete del vantaggio con Romero, a cinque minuti dalla fine. Ormai sembrava scontata la nostra qualificazione al turno successivo. E invece...l'Ancona segnò il gol qualificazione nell'ultima azione della partita. Che beffa".

 Una partita che le è rimasta particolarmente impressa della sua avventura in rossonero?

"La sfida disputata in casa contro il Rimini. Una gara speciale per me, perché segnai di fronte a mio figlio Edoardo: per lui era la prima volta allo stadio".

La Lucchese la segue sempre? 

"Si, assolutamente. Principalmente la seguo attraverso i risultati e i post pubblicati sui social".

Rimanendo sull'attualità, c'è un calciatore della Pantera che ha attirato la sua attenzione?

"Tumbarello è un calciatore che apprezzo molto. Ho giocato insieme a lui e lo reputo un centrocampista completo, in grado di svolgere bene entrambe le fasi. Nell'attuale Lucchese può dire assolutamente la sua". 

Come sta procedendo l'esperienza in Serie D con il Siena? 

"Veniamo da un periodo poco fortunato. Considerando che siamo una neopromossa, sono soddisfatto perché stiamo raggiungendo gradualmente dei traguardi importanti. La Serie D è un campionato competitivo, dove ti ritrovi ad affrontare squadre che hanno militato in categorie importanti. Nessun risultato è scontato, anche quando giochi con l'ultima in classifica".  

Facendo un passo indietro, da giovanissimo è stato allenato da Zeman al Lugano...

"Era la mia prima avventura lontano dal Milan. Qualsiasi giovane vorrebbe essere allenato da Zeman. La sua preparazione atletica, sebbene sia molto intensa, mi ha consentito di raggiungere una stabilità fisica importante. Dall'altra parte devo dire che è stata un'esperienza anche poco fortunata, considerando che ho giocato poco".

Le seconde squadre possono contribuire alla crescita del sistema calcio italiano?

"Sono importanti perché consento ai giovani di misurarsi con calciatori più esperti. La Serie C è un campionato vero. Inoltre, il passaggio dalla Primavera al calcio professionistico è uno step che non tutti i giovani riescono a compiere. Reputo quindi che le seconde squadre siano un trampolino di lancio molto utile".



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