Galleria Rossonera
mercoledì, 6 marzo 2019, 12:19
di diego checchi
Toni Carruezzo aspetta una chiamata per rientrare in panchina e intanto commenta le vicende della Lucchese a pochi giorni dal derby di Pisa e non nasconde che soffre per tutte le vicende che stanno accadendo in casa rossonera e dà la sua versione sul momento che sta attraversando la squadra. Ma soprattutto ha una speranza: quella che la Lucchese si possa salvare in extremis.
Che cosa sta facendo adesso?
“Sono in attesa di una chiamata per un ruolo nel mondo del calcio. Aspetto un progetto che mi possa coinvolgere”.
Come vede la Serie C?
“Rispetto a quando giocavo io le partite sono noiose e devo dire che un appassionato di calcio si diverte di più a guardare la Serie A o la Champions. Adesso ci sono tanti giovani e poca qualità. Guardando il calcio dei miei tempi, devo dire che era un calcio vero fatto di giocatori importanti in tutte le squadre, ma tutto ciò è stato condizionato dalle regole dei giovani e forse è anche giusto sia così per dare spazio maggiore ai ragazzi. Però è chiaro che la qualità sia scesa notevolmente”.
Ha mai visto la Lucchese?
“Sì, l’ho vista. Anche la squadra di Favarin ha un mix di giovani ed esperti come tutte le altre squadre. In questo caso si vede in maniera più marcata la mano del tecnico che ha dato un gioco alla squadra. Mi sembra di rivedere lo stesso gioco dell’esperienza precedente come allenatore della Lucchese”.
Secondo lei perché è così difficile fare calcio a Lucca?
Non c’è una società legata al territorio e alla città. I piccoli imprenditori lucchesi che sono ripartiti dall’Eccellenza non avevano tutte queste capacità economiche per sostenere budget di Serie C, allora si sono dovuti affidare ad altre persone. Prima Bacci e poi Moriconi che è un imprenditore del posto, ma non un appassionato di calcio. Forse in questo caso ha voluto fare troppe cose e non si è fatto consigliare bene. Questo è stato il problema. Ci sono state gestioni non all’altezza della situazione”.
Secondo lei c’è una via d’uscita o andiamo verso un nuovo fallimento?
“La via di uscita è solo l’intervento di un imprenditore o di alcuni imprenditori decisi ad accollarsi la situazione economica. Serve che qualcuno metta davanti il cuore rispetto al borsellino, anche se la situazione economica della Lucchese è molto difficile e sto soffrendo per tutte queste vicende che accadono”.
Sabato ecco il derby contro il Pisa: che partita sarà?
“Sono convinto che un 10 per cento di ciò che succede a livello societario i ragazzi se lo portano in campo. Per un 90 per cento sarà una gara combattuta che probabilmente farà venire fuori una partita speciale, non la solita gara noiosa”.
Qual è stato il suo più bel derby giocato?
“Forse sono colui che ha segnato di più al Pisa nella storia dei derby. Forse il primo gol che ho segnato quando vincemmo in casa con D’Arrigo in panchina. In quel momento si respirava un’aria di calcio vero. C’era un feeling, un legame con la società, con la città, ci sentivamo forti e uniti”.
Se Carruezzo fosse chiamato ad aiutare la Lucchese cosa risponderebbe?
“Come ho sempre fatto chiederei garanzie. Quando ero capitano, nessuno poteva venire a Lucca a raccontare fandonie. Infatti nell’ultimo anno di Fouzi denunciai la situazione e me ne andai perché non potevo essere più garante per i tifosi e la città. E così farei tuttora. Chiederei garanzie nei confronti dei giocatori, dei tifosi e della città. Molto probabilmente in altre realtà accetterei il ruolo, a Lucca mi sentirei più responsabile. Spero che in un’eventuale nuova società o rinascita, ci possa essere il mio coinvolgimento perché Lucca è casa mia”.
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