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Pea attende la chiamata giusta: "Voglio continuare a dare sfogo alla mia passione per il calcio"

martedì, 17 maggio 2016, 13:51

di diego checchi

A colloquio con Fulvio Pea un vero e proprio conoscitore di calcio che ti fa capire tutte le dinamiche di questo sport che ci sono per un allenatore. Lui in questa stagione è stato esonerato dalla cremonese e questa è una ferita che ancora gli brucia e alla domanda preferisce glissare, ma lui ci apre orizzonti anche importanti sul mondo giovanile e sulla Lega Pro che ci dovrà essere in futuro. Insomma con Pea è sempre un piacere parlare di calcio.

“Dopo l’esonero non mi sono mai fermato e sono andato a vedere soprattutto partite di primavera e del girone B di Lega Pro, visto che il girone A avendolo fatto lo conoscevo già piuttosto bene, mentre il girone C lo seguo con i dvd. Nel girone B ho visto partite dal vivo ed anche la Lucchese.”

Ci sono dei giovani in Lega Pro che possono sfondare?

Ce ne sono diversi molto interessanti. Ma se proprio devo fare un nome dico Gliozzi attaccante del Sudtirol classe ’95 ma di proprietà del Sassuolo che farà parlare di se in futuro. Un esempio di società che crede molto nei giovani è il Pontedera, che sa valorizzarli e poi farli crescere in modo che possano andare in altri palcoscenici.

Quali sono le squadre che le piacciono di più del campionato Primavera?

Credo che Fiorentina, Inter, Juventus, Sassuolo e Spezia hanno giovani della Primavera ottimi. Nel calcio di adesso però manca uno step giusto per far crescere i giovani perché è impossibile che dopo una Primavera siano già pronti per giocare in una squadra di Serie A. Ci sono rarissimi casi di giocatori già pronti per il grande salto quindi mancano le così dette seconde squadre, come accade già negli altri paesi.

Quindi lei è favorevole alle seconde squadre in Lega Pro?

Si, parlo di questo da almeno 10 anni e lo posso dire perché ho allenato sia squadre Primavera che prime squadre. Sarei favorevole alle seconde squadre in Lega Pro per permettere proprio a questi giovani di rimanere in proprietà dei loro club, perchè fra i 18 e i 23 anni pochissimi sono pronti per soddisfare le esigenze di questo calcio.

Come è cambiato il livello della Lega Pro negli ultimi anni?

E’ rimasto più o meno uguale negli ultimi anni, sono cambiate le strategie. La ristrettezza economica ha portato magari ad un calo di qualità.

Ha livello personale è soddisfatto della sua carriera di allenatore?

Sono molto soddisfatto perché è stato un privilegio allenare così tanti anni nel calcio professionistico per un allenatore che non ha mai giocato al calcio.

A parte Simoni che è stato il suo maestro chi deve ringraziare nel mondo del calcio?

Quando si lavora per tanti anni nello stesso mondo bisogna dover ringraziare tutti e tutti sono stati importanti.

Secondo lei nel calcio conta ancora la meritocrazia oppure no?

Essendo un romantico voglio pensare di si, se uno è bravo prima o dopo emerge.

A livello italiano c’è un modello di calcio che le piace di più?

Prendete un esempio come Montella che secondo me alla Fiorentina ha fatto molto bene, facendo giocare molto bene le sue squadre ed invece alla Sampdoria non c’è riuscito. Ma Montella è sempre lo stesso, quindi tutto dipende dal materiale che un allenatore ha a disposizione. Comunque a me il calcio italiano piace in generale.

E’ d’accordo sul fatto che gli allenatori italiani siano quelli più preparati?

E’ una domanda alla quale non so rispondere perché mi occupo poco di calcio estero.

Parliamo della Lucchese, una squadra che gli è rimasta sempre nel cuore.

E’ vero e poi a Lucca ho anche casa e sono rimasto molto affezionato a questi colori e alla città. Seguo sempre le vicende del club e spero proprio di vedere la Lucchese prima o poi di nuovo in Serie B. Nella Lucchese che ha appena concluso il campionato ci giocava Giovanni Terrani che ho avuto per un mese e mezzo lo scorso anno a Monza, poi la società decise di mandarlo a giocare e fu una scelta giusta, perché questo ragazzo è potuto maturare ed adesso è un buon giocatore di Lega Pro. Mi allaccio quindi al discorso già fatto in precedenza, i giovani vanno fatti maturare e non si può pretendere che siano pronti a 18 anni.

Che cosa prevede nel suo futuro calcistico?

Spero che presto arrivi un'altra possibilità, dove andare a sfogare la mia passione per il calcio. Posso dire che per ora non ho ricevuto nessuna chiamata anche se sono stato accostato al Teramo.

E fuori dal calcio che cosa fa?

Ho un bimbo di due anni e otto mesi, in questi periodo che sono libero me lo sto godendo 24 ore al giorno.



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