Galleria Rossonera
mercoledì, 14 ottobre 2015, 12:12
di diego checchi
Era tanto che non parlvamo con Giuseppe Geraldi ma è sempre un piacere scambiare due chiacchiere con l’ex difensore rossonero che arrivò nella nostra città al primo anno di Fouzi e rimase a Lucca per due stagioni. Di Geraldi ricordimo soprattutto la serietà e la bravura nel marcare l’uomo; il difensore siciliano, insieme a Ceccarelli, formò una coppia centrale molto affidabile, tra le più forti del campionato. In questa intervista affrontiamo diversi argomenti, sul calcio giocato e non e sul momento che sta attraversando la Lucchese.
Prima di tutto cosa sta facendo?
“Mi sono laureato in legge e da poco ho aperto una scuola calcio a Sciacca”.
Quali sono i suoi ricordi più belli da calciatore e che cosa vorrebbe insegnare ai suoi ragazzi della scuola calcio?
“Mi ritengo fortunato di essere stato un calciatore professionista e intanto vorrei insegnare i valori del fair play”.
Come è cambiato il calcio dai tempi in cui giocava lei? E quanto le manca lo spogliatoio?
“Lo spogliatoio è la cosa che mi manca di più. Il calcio è cambiato in peggio perché i giovani non hanno sbocchi dopo una certa età”.
Dal punto di vista dei regolamenti che cosa andrebbe modificato?
“Servirebbe che le rappresentative regionali giovanili funzionassero bene”.
Che ricorda di Lucca e quale evento ricorda con maggiore piacere?
“Lucca è una città ideale per vivere con la propria famiglia. La partita che ricordo con maggior piacere è Lucchese-Torres vinta 2 a 1. Quella gara la ricordo in particolare perché ero l’ex di turno”.
Ha dei rimpianti nel mondo del calcio? E che cosa pensa della Lucchese di adesso?
“Fortunatamente non ho nessun rimpianto. La Lega Pro è un campionato impegnativo e lungo ma la Lucchese ha una tradizione che le dà alcune certezze su cui basare il proseguio del proprio campionato”.
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