Galleria Rossonera

La speranza di Di Masi: "Lucchese sino alle fine"

mercoledì, 5 agosto 2015, 08:29

di diego checchi

Una lunga chiacchierata con il portiere rossonero Giuseppe Di Masi, colui che domenica scorsa è tornato a giocare nello stadio della sua città, ovvero lo Zaccheria. Questa intervista ci ha raccontato le emozioni che ha provato e i tanti aneddoti del suo inizio di carriera quando, appunto, giocava nel Foggia. Ha poi parlato del momento attuale della Lucchese e del suo futuro professionale. Insomma, con lui sono stati toccati molti argomenti.

Come le è sembrata la partita di domenica?

“Abbiamo giocato bene perchè c'era una squadra che giocava come noi. Però c'è tanto da migliorare, da mettersi sotto per migliorare tanti aspetti: sul possesso palla, sulla qualità del possesso palla, sulla fase difensiva, dobbiamo amalgamarci ancora meglio per essere pronti tra un mese a giocare ad occhi chiusi”.

Sembra che il gruppo ci sia.

“I ragazzi arrivati hanno capito chi sono le linee guida da cui prendere esempi e noi daremo loro una mano molto volentieri”.

Che emozione è stata giocare a Foggia?

“Tantissima emozione. Mi hanno fatto anche un coro personale. Ora aumenteranno la capienza a 15000 spettatori, quindi sarà ancora più bello. Come i miei ricordi, dato che esordii lì con Braglia come allenatore. Sono tifosissimo sin da piccolo. Contro il Foggia ho giocato molte altre volte ma quella di domenica è stata una delle mie esperienze più belle”.

Chi sono i tuoi vecchi idoli del Foggia?

“L'idolo indiscusso è Franco Mancini che ci ha lasciati qualche anno fa. Poi, Baiano, Signori, ecc, ecc..”.

Vorrebbe chiudere la carriera al Foggia?

“L'idea è quella di chiudere la carriera a Lucca se ce ne sarà la possibilità”.

Un preparatore dei portieri con cui è rimasto più legato che con altri?

“Con Isetto ci sentiamo sempre, forse con uno o due allenatori non sono andato d'accordo, ma per il resto non ho mai avuto problemi con nessuno”.

Quando si è distaccato da Foggia è stato un trauma oppure no?

“No, perchè dalla C2 andavo alla Roma in Serie A, quindi era un passaggio importante. Feci il terzo per sei mesi e poi andai a Palermo (con la Roma abbiamo vinto il campionato e anche con il Palermo)”.

Come si aspetta il prossimo campionato?

“Difficile come sempre, impegnativo sotto tutti i punti di vista. Ci sarà da allenarsi tanto”.

Che consigli dà a Ferrara e Leòn?

“Di lavorare tanto ma anche guardare e stare attenti ai consigli del mister e un compagno di squadra esperto”.

Quanto tempo vuole ancora giocare?

“Magari arrivare anche fino ai quaranta e forse intraprendere il ruolo di preparatore dei portieri”.

Come si trova con mister Baldini?

“Mi trovo molto bene, è un allenatore preparato”.



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