Galleria Rossonera
martedì, 23 settembre 2014, 08:38
di diego checchi
Un guerriero, un leader, un capitano nello spogliatoio. Simone Angeli è stato questo per la Lucchese e anche se ha giocato poche partite, ha sempre dato il suo contributo allenamento dopo allenamento pedalando e accettando con grande professionalità e umiltà le scelte del miste. È stato un esempio per i ragazzi, uno che nei momenti più difficili della stagione ci ha messo la faccia non tirandosi mai indietro caricandosi sulle spalle molte responsabilità, agendo sempre per il bene della Lucchese, la squadra della sua città e del suo cuore. Era già un po’ di tempo che non parlava a Gazzetta Lucchese e lo ha fatto volentieri toccando diversi argomenti che riguardano il passato, il presente e il futuro: “Parlo sempre volentieri di Lucchese e della Lucchese”.
Che partite ha visto della squadra di Pagliuca di quest’anno?
“A dire la verità ero in tribuna anche sabato contro il Pontedera e sono stato molto felice della vittoria. Poi ho visto la partita contro il Santarcangelo e tutte le amichevoli più importanti che i rossoneri hanno giocato. Sono contento che siano partiti bene e anche sabato scorso si è vista la compattezza e l’unità da parte della squadra, due caratteristiche nel dna delle formazioni di Pagliuca. Ho salutato il mister e gli ho detto che deve andare avanti così senza mai mollare e demordere”.
Che tipo di girone è quello dove è inserita la Lucchese?
“Non mi sembra che il livello sia altissimo e quindi sono convinto che la squadra rossonera si possa togliere delle soddisfazioni anche se il Pisa rimane la squadra favorita dato che ha giocatori esperti e sono convinto che alla lunga pagherà in positivo. Poi c’è l’Ascoli e anche altre squadre molto attrezzate. Ma nel calcio le sorprese sono sempre dietro l’angolo e la Lucchese potrebbe essere una di queste”.
Che effetto le ha fatto vedere la curva aperta?
“È stata una bella emozione e mi fa piacere che i tifosi siano sempre vicini alla squadra. Vi faccio un esempio: Leandro Casapieri ha fatto alcuni errori a Prato ma i tifosi lo hanno sempre difeso e ho letto su facebook che non è mai stato messo in discussione. Credo che questo sia un grande segno di maturità da parte del pubblico. Poi è ovvio che ognuno si comporta come crede e so che in un recente passato la tifoseria ha avuto da ridire con la società, ma l’importante è che tutti lottino insieme per un unico obiettivo ovvero quello di fare una buona stagione”.
Come si trova a Ghivizzano?
“Bene, siamo partiti con il piede giusto e sono convinto che ci possiamo togliere delle belle soddisfazioni. Peccato che nell’ultima partita contro il Cenaia abbiamo subito un rigore all’ultimo minuto e non ci ha permesso di ottenere i tre punti”.
Per quale motivo ha scelto questa compagine?
“Perché, dopo averci pensato un po’, ho deciso che non mi sentivo di smettere. Mi sento ancora bene e finchè proverò certe sensazioni come l’adrenalina della domenica e la voglia di andare in campo, non appenderò le scarpette al chiodo. Di conseguenza non mi pongo limiti”.
Torniamo solo per un attimo al suo divorzio con la Lucchese. A mente fredda che cosa ci dice?
“Che un direttore ed una società sono liberi di scegliere quello che vogliono, per carità, ho sempre soltanto criticato il tempo con il quale mi è stata comunicata la decisione della mancata riconferma. Fino al 15 luglio pensavo di far parte della rosa per la Lega Pro, invece non è stato così. Se me lo avessero detto prima, avrei potuto prendere in esame anche altre soluzioni”.
Che tipo di campionato è quello di Eccellenza?
“Ovviamente il livello è più basso rispetto alla Serie D ma ci sono tanti ragazzi giovani che hanno voglia di emergere e nel nostro girone ci sono formazioni importanti come Viareggio, Querceta, Castelnuovo, Camaiore, Forcoli, ecc, ecc..”.
È rimasto soddisfatto di quello che è riuscito a fare nell’arco della sua carriera?
“Ho fatto tutto quello che potevo e mi sono sacrificato anche andando a mille chilometri da casa per giocare. Peccato perché se fossi stato promosso in Serie B, forse la mia carriera sarebbe cambiata. Ho fatto due playoff dalla C1 alla B e due dalla C2 alla C1. Ma ripeto, non posso lamentarmi”.
Tornerebbe in futuro volentieri alla Lucchese in un’altra veste?
“Nel calcio non si sa mai le occasioni che potranno capitare in futuro. Sapete quanto sono legato a questi colori, magari ci sarà qualcuno che mi chiamerà e che mi riporterà in rossonero. Quando arrivai in Eccellenza sposai il progetto e sono contento che in tre anni siamo riusciti ad arrivare in Lega Pro. questo è stato un sogno che si è avverato”.
Che cosa ricorda della stagione passata?
“Non c’è una partita in particolare che ricordo ma tutta la cavalcata, dalla prima all’ultima giornata. Eravamo un gruppo fantastico e siamo riusciti ad incarnare bene le caratteristiche di mister Pagliuca. Il match di Correggio è stato il punto più alto della nostra stagione e l’apoteosi. Quella gara la porterò sempre nel cuore. Sabato ho rivisto le stesse caratteristiche, soprattutto nella mentalità e nella determinazione, dello scorso anno”.
Simone, un’ultima domanda: che cosa farà nel dopo carriera?
“Mi piacerebbe rimanere nel calcio. Non ho ancora il patentino di allenatore e valuterò le occasioni che capiteranno. Certo è che mi piacerebbe iniziare da un settore giovanile o fare l’allenatore in seconda in una prima squadra. Vedremo”.
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