Galleria Rossonera
giovedì, 30 agosto 2012, 19:06
di diego checchi
Un sogno che purtroppo non si è realizzato quello di Francesco Di Mauro, classe '87, che per nove anni ha giocato nelle giovanili rossonere e ha sperato fino in fondo di vestire la casacca rossonera. Ma il calcio a volte è crudele e in certi momenti ci vogliono le persone giuste e la fortuna di poter essere buttato in prima squadra dall'allenatore di turno o da un direttore sportivo che crede in te. Non è stato il suo caso, perchè Di Mauro, dopo aver disputato le finali nazionali con la formazione berretti, ha spiccato il volo verso altri lidi ed ha cominciato la sua onesta carriera collezionando vittorie di campionato tra i dilettanti: Viareggio, dove ha contribuito alla Promozione in C2, Ghivizzano dalla I° Categoria alla Promozione come pure a Serravezza. Non ci scordiamo poi la salvezza miracolosa con la Fortis Lucchese nel campionato di Eccellenza.
Quanti rimpianti di non aver toccato la prima squadra con la Lucchese?
“Abbastanza, ma il calcio è così. Mi ricordo che, quando ero negli allievi, mi allenavo il sabato mattina con Viscidi durante la rifinitura e poi sono stato protagonista della formazione Berretti ma, in quegli anni, la società ha puntato su altri giocatori come Masiello, Sabatini, Bertolucci etc”.
Come considera la sua esperienza alla Lucchese? “
Nel settore giovanile rossonero ho imparato molto, sia dal punto di vista tecnico che umano, ho avuto allenatori di prim'ordine come Bertolucci e Graziani. La mia peculiarità era quella di difendere e spingere allo stesso tempo infatti tutti i tecnici apprezzavano la mia generosità”.
Il calcio, con lei, non è stato tanto benevolo...
“È vero, avrei voluto farlo come lavoro ma per vari motivi non ci sono riuscito. Nella stagione in cui abbiamo vinto a Viareggio, pensavo di meritare una chance in C2 ed invece mi sono ritrovato a dover andare in Eccellenza al Ponsacco dove, peraltro, ho vinto ancora un campionato. In quell'estate potevano aprirsi diverse soluzioni, addirittura sarei dovuto andare a Barletta o a San Donà di Piave ma non se ne fece nulla. Nel calcio, bisogna salire sui carri giusti e le spinte giuste che io non ho mai avuto”.
È rammaricato di quello che sta facendo ora nel calcio?
“No, assolutamente, e lo dico perchè quello che ho fatto l'ho ottenuto solo con il sudore e la voglia di lottare partita dopo partita. Gli allenatori mi avranno potuto rimproverare tante cose ma mai l'impegno che ho messo in ogni allenamento”.
Ha degli amici nel mondo del calcio?
“Sì, un mio maestro è stato un ex difensore rossonere come Gabriele Baraldi, con cui ho giocato a Forcoli per una stagione. Lui, oltre che un amico, è sempre stato uno che mi dava consigli e mi spronava a fare sempre di più”.
Qual è il suo obiettivo attuale nel mondo del pallone?
“Cercare di divertirmi e, magari, guadagnare qualcosa. Adesso ho un lavoro, da circa due anni ho aperto la Pizzeria El Paso a pranza e quindi il calcio viene in secondo piano. Spero di poter trovare una squadra che mi dia la possibilità di esprimermi al meglio e dimostrare le mie qualità. Mi sto allenando con il Lammari e sono pronto per un'eventuale chiamata”.
Il problema è che lei non è un fuori quota...
“Quello è un bell'handicap, perchè nel mio ruolo di terzino sinistro, molte società di Eccellenza e Serie D tendono ad utilizzare gli under e io sono un po' tagliato fuori. Vedremo quello che riserverà il mercato. Voglio sottolineare che sono pronto e aspetto un chiamata per un progetto importante”.
Segue le vicende rossonere?
“Leggo i giornali e so bene quello che è successo negli ultimi anni, fa male vedere la Lucchese nei campionati dilettantistici, spero che possano tornare al più presto nel calcio che conta. Apprezzo molto quello che stanno facendo gli imprenditore che sono alla guida della Lucchese in questo periodo, non è facile investire nel calcio, soprattutto nelle serie minori, vista la crisi che attanaglia il nostro paese. Bisogna avere passione e cercare investimenti oculati”.
Cosa ricorda del Derby in famiglia con suo fratello Diego?
“Che ai play-out ho vinto io e il Castelnuovo è retrocesso. Era una sensazione strana trovarselo di fronte, ma ognuno, quando andava in campo, pensava esclusivamente alla sua squadra”.
Lei ha giocato anche con Cristian Brega nella Fortis Lucchese, che giudizio da di questo attaccanti?
“La Lucchese ha scelto molto bene, i 29 gol nel campionato di Eccellenza dell'anno scorso non li ha fatti per caso. Cristian è un gran giocatore per queste categorie e non deluderà”.
Qual è il suo modello di giocatore?
“Io sono di fede interista e mi ispiro al nostro capitano Zanetti, lui è un 'highlander' del calcio”.
Quali sono i suoi prossimi obiettivi?
“Al primo posto ci metto la salute e il lavoro, poi, ovviamente il calcio e spero di poter trovare al più presto una sistemazione”.
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