Detto tra noi

La Lucchese? Questa è...

giovedì, 30 novembre 2023, 17:47

di fabrizio vincenti

Il famoso e mai abbastanza abusato detto "dalle stelle alle stalle" ancora una volta pare attagliarsi benissimo alla ormai cronicamente insoddisfatta piazza lucchese. Nel giro di meno di due mesi (quando i rossoneri si sono imbarcati per Sassari c'era chi fantasticava, ripetiamo: chi fantasticava, di primo posto) l'umore pare totalmente cambiato, e persino alcune situazione esterne al campo di gioco ora trovano spazio nel chiacchiericcio da bar, mentre solo poche settimane fa venivano catalogate come operazione di sabotaggio verso il nuovo proprietario del club, intento a portarlo verso i più fascinosi traguardi e i più reconditi sogni. Del resto, lui stesso al momento dell'ingresso in società aveva parlato, giustamente, di poter tornare a sognare.

Ma, dopo un inizio molto confortante, il barometro rossonero sembra di nuovo tornato a segnare una accentuata depressione. Basta leggere gli stessi commenti sui social. Persino la sconfitta di Cesena è stata vissuta come l'ennesima occasione buttata via per completare il rilancio avviato con Olbia e Entella (un tiro nello specchio in due gare, bene non dimenticarlo). La realtà dice che tra questa Lucchese e il Cesena capolista ci sono milioni di euro di investimento di differenza, ci sono giocatori in Romagna che, se pur giovani, hanno mostrato già di meritare altri palcoscenici; c'è un settore giovanile che a Lucca è a tutt'oggi da rilanciare (e se ci dovessimo limitare ai risultati delle formazioni professionistiche, ma preferiamo dare tempo al tempo, diremmo ancora in buona parte da ricostruire).

In sostanza, stiamo parlando di due pianeti diversi, come consistente è la differenza anche rispetto a molte altre formazioni del girone. Le ambizioni della società, la partenza entusiasmante hanno illuso molti. Ma la realtà dice che questa squadra ha bisogno di innesti robusti e di un percorso di crescita a cui serve, prima di tutto, pazienza. Lo sappiamo: invocare pazienza a una piazza come quella lucchese è quasi come sfidare la legge di gravità, visto quanto successo nell'ultimo ventennio, ma altre strade non ne vediamo. C'è solo da andare passo dopo passo, senza inutili piaggerie verso una società che deve dimostrare ancora molto ma nemmeno senza catastrofismi o repentini cali di umore che peraltro avrebbero solo l'effetto di avvitare ancora di più la situazione. Serve pazienza, piaccia o no: la Lucchese, questa è. Poi ci sarà modo di tirare le prime somme, a partire da quanto l'imminente mercato di gennaio potrà, per quel poco che valgono i mercati di riparazione, offrire. 

 



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