Detto tra noi

Le cordate sono come le ciliegie

giovedì, 25 agosto 2022, 16:54

di fabrizio vincenti

Continuiamo a trovare tifosi che, per strada, ci chiedono aggiornamenti sulle vicende societarie e molti che, quasi increduli, si stupiscono che "Gazzetta non abbia preso posizione sulla vendita della Lucchese". A tutti rispondiamo nel solito modo e lo facciamo anche da qui: scriviamo quello che sappiamo. E di cui, aggiungiamo, siamo ragionevolmente sicuri. Non siamo abituati a prendere posizione a comando e nemmeno a caso, chi ci conosce lo sa. Ecco perché nella vicenda delle tante trattative avviate e poi troncate – a proposito: i primi a dare il nome sulla cordata Scali, come ricorderete, siamo stati noi – ci siamo limitati a dare notizia di quello che sappiamo. Sono tante, troppe le persone e le cordate che si sono affacciate alla Lucchese per poi sparire (per colpa di chi non lo sappiamo di certo) nel breve volgere di qualche settimana. Di recente, è spuntata anche una ipotesi che porta a Roma, i controlli faticosi non ci hanno del tutto tranquillizzato, mentre nel frattempo l'ipotesi pare essere derubricata a piano b, c, d. Tutto spunta, tutto finisce nel breve battere di ciglia, in pista resterebbe, e sembra con qualche ragione, solo una strada che porta a Milano. Non ci chiedete nomi, non li sappiamo e non vogliamo spararne certo a caso, peggio che mai con la facilità con ci si possono fare al bar. E allora noi dovremmo buttare là nomi con informazioni spesso scarse o peggio che rischiano di essere fuorvianti per fare pubblicità a chicchessia, o in assenza di riscontri persino sulle ragioni sociali o peggio ancora illudendo i tifosi? Non è nel nostro stile e men che mai prenderemo posizioni senza dati che sono, o ci appaiono, affidabili.  

Quella che è la nostra opinione sulla situazione societaria la ripetiamo, per i distratti, ancora una volta. L'attuale compagine societaria, che peraltro sta ben operando sul mercato nonostante tutto e che ha iscritto con una propria fideiussione la squadra al campionato, non ha mezzi per poter pensare in grande. E' un limite invalicabile, o meglio colmabile solo se uno dei quattro soci principali azzeccasse la lotteria. Diversamente, questo è quanto, al massimo, possono offrire, al netto degli errori, come la stagione di due anni fa ha confermato e ai limiti dimostrati talvolta nei rapporti con i tifosi. Se si deve parlare razionalmente, c'è solo da augurarsi che arrivi qualcuno più robusto di portafogli in grado di tornare a fare sognare una città. Ma altrettanto razionalmente, e a nostro avviso per il bene della Lucchese, non si può augurarsi che arrivi qualcuno, chiunque esso sia purché si levino di torno Deoma-Russo-Vichi-Santoro. Se per prendere posizione, qualche tifoso pensa che è questo che si debba dire, ovvero che si deve cambiare per cambiare, non lo sentirà pronunciare da noi. Questa dirigenza ha colpe ma anche meriti, negarli ci sembra senza senso come per forza voler solo muovere critiche. Di situazioni che si sa dove si parte (e poco) e non dove si arriva ne abbiamo viste abbastanza. L'ultima ci avrebbe dovuto portare in Australia, e ci è servita per farci dire dall'altra parte del mondo che qui c'è la guerra e la pandemia. Grazie tante. 



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