Rubriche : romanzo rossonero
lunedì, 15 aprile 2019, 14:09
di alessandro lazzarini
Fra le cose che sarà difficile dimenticare di questo campionato c'è anche l'insofferenza e il nervoso di chi gioca contro la Lucchese e non riesce a vincere malgrado la società rossonera sia inesistente e i giocatori abbandonati a loro stessi. Anche alla luce dell'incredibile e insulso gesto di Kessie e Bakayoko del Milan, che hanno festeggiato una vittoria esibendo la maglia di un avversario come fosse uno scalpo, l'argomento del giorno sembra essere la sportività, così riteniamo doveroso spendere qualche parola sull'atteggiamento che ci è sembrato gli avversari assumano al cospetto della Pantere. In alcune delle partite degli ultimi due mesi, infatti, ci è parso che chi si trovava sul cammino della Lucchese mal riuscisse a capire perché i ragazzi rossoneri non si facessero da parte, incapaci di comprendere il loro impegno e la loro lotta in un campionato probabilmente già segnato per la società. Pare che a Olbia qualcuno sia stato esplicito nel chiedere il risultato, mentre ad esempio nell'ultimo turno contro la Pro Vercelli sono sembrate davvero eccessive le proteste e l'atteggiamento dello stadio verso quel rigore atteso per qualche irrilevante contatto di gioco e che poi infatti è prontamente arrivato a due minuti dalla fine.
Sia ben chiaro le nostre non sono altro che illazioni che ci permettiamo solo perché la nostra particolare rubrica punta sul colore e sulla rilevanza sociale del gioco del pallone e, come ben sappiamo, in questo ambito folkloristico le dicerie e le sensazioni che diventano sedicenti certezze sono una realtà che non può essere ignorata da chi si propone di raccontare il calcio in tutte le sue coloriture. Una di queste illazioni-certezza che 'arricchisce' il campionato rossonero è quella riguardante direzioni arbitrali orientate a penalizzare e punire (su presunto ordine della Lega) la società disastrata lucchese destinata al ritorno fra i dilettanti. Sarà vero, non sarà vero? Non si sa, ma di certo si può affermare che per i tifosi rossoneri è verità scritta. A tal proposito si può osservare che tale verità è avvalorata da alcuni episodi con scelte arbitrali al limite del comprensibile, vedi rigore su Zanini non dato nel finale della partita col Novara e quello dato sabato alla Pro Vercelli, che così in diretta era sembrato una sorta di 'cecchinaggio' ai danni della Pantere comminato dato che i bianconeri non riuscivano a risolvere in una vittoria la loro partita. Lì per lì i primi commenti vertevano sul rimando cromatico delle maglie dei padroni di casa e sulla probabile influenza dell'aria della vicina Torino con annesso tic del direttore di gara, poi nel dopopartita i rossoneri hanno ammesso che il rigore c'era, anche se ci piacerebbe sapere come avrebbero commentato l'episodio se invece che calciata malamente fra le braccia di Falcone la massima punizione fosse finita in rete.
Si fa per parlare di qualcosa in un campionato che ha senso solo per l'abnegazione e l'impegno di giocatori che stanno veramente rinfrancando i tifosi dalle miserie cui devono assistere fuori dal campo e che sembrano finalmente volgere verso il fallimento di una società che si presume decotta. Il 'finalmente' ovviamente non deve essere letto come un auspicio, perché sappiamo cosa significhi fallire a giugno, ma ormai la posizione degli appassionati è logorata al punto che pur di avere certezze sono pronti anche a prendere atto di un esito che non va certo nella direzione delle loro migliori speranze, peraltro tenute vive solo grazie ai ragazzi e allo staff della Lucchese che continua a scendere in campo. Fra le domande cui i tifosi vorrebbero sentirsi finalmente raccontare una risposta che sappiamo non arriverà mai, c'è quella che riguarda il perché il trio di soggetti romani a dicembre abbia, consapevole dei debiti, acquistato la società per abbandonarla a se stessa senza gestirla nemmeno per un minuto; la soluzione del quesito sembrano saperla in molti, ma sarebbe bello sentirsela dare con coerente sviluppo della spiegazione da qualche fonte ufficiale, ad esempio le persone che stanno indagando sulle vicende contabili.
Siccome il calcio si inserisce nella tradizione popolare come forma di riconoscimento a cui si legano i sogni, anche in una situazione così sportivamente drammatica i tifosi rossoneri (i pochissimi rimasti, a dire il vero) non hanno smesso di nutrire i loro: poche altre squadre sono entrate nell'immaginario degli appassionati come questa che lotta contro i mulini a vento, così adesso grazie a quel lumicino di speranza che Favarin e la sua ciurma stanno tenendo accesso, il sogno è diventato quello di un mecenate illuminato che arriva, prende la società, conferma quanti più persone possibili di questa compagine e gli fa giocare un campionato sereno.
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