Rubriche : romanzo rossonero
lunedì, 19 marzo 2018, 13:16
di alessandro lazzarini
Chissà se sarà la volta buona che che gli sportivi Lucchesi potranno tornare a pensare al calcio giocato e smettere di aprire le pagine che parlano di Pantera e trovarci Portobello. Forse la società ha trovato un nuovo padrone, non lo conosciamo ma fra le ipotesi che si erano affacciate alla finestra pare la migliore. Così si chiuderebbe l'ascesa e la caduta dei cosiddetti 'Soci lucchesi', iniziata con un lodevole salvataggio dopo che il renziano Bacci era finito in disgrazia un anno prima del suo politico di riferimento e naufragata nel ridicolo in autunno con continui appelli a vendere, conditi da una minaccia di querela al figlio di Facchetti reo di aver portato all'attenzione nazionale la litania e con il sottofondo di una trattativa-farsa (per colpa di chi non è dato saperlo, ma diremmo della società) mediata da sindaco con degli imprenditori lucchesi.
Ora però per capire cosa ne sarà di questa Libertas c'è da salvarsi, impresa che dovranno portare a termine persone come Obbedio e Lopez, uomini rari che hanno già dimostrato di esser tali e che adesso sono chiamati a confermare la loro statura morale lavorando pur sapendo che il loro destino a Lucca è probabilmente segnato dall'arrivo di una nuova proprietà con altre idee per il futuro. Comunque vada, sarebbe bello che la nuova dirigenza, se confermerà nei fatti di dare quella stabilità e ambizione finora venute meno, volesse offrire a questi due Uomini l'opportunità di lavorare almeno un anno in condizioni decenti: se lo sono meritato e Lucca sportiva sarà sempre loro grata.
La salvezza, si diceva, dipende da una serie di variabili che vanno anche oltre il campo, perché se arriverà l'attesa penalizzazione per l'Arezzo, sarà obiettivo decisamente possibile, ma se questa penalizzazione dovesse venir meno, al momento sembra assai improbabile riuscire ad evitare gli spareggi retrocessione.
Perché, volete sapere? Ecco cioè il motivo potrebbe essere spiegato con raffinata prosopopea tecnico-tattica, ma la verità dei postulati è sovente annichilita dalla sintesi che solo la saggezza popolare sa condurre ad estrema chiarezza, come l'appassionato che sulle tribune scuote il capo sconsolato e ci illumina: "i nostri attaccanti non sarebbero boni nemmeno per donare lo sperma". Quel migliore sintesi noi, poveri illusi di poter governare e raccontare i fatti con le parole, possiamo mai raggiungere? Certo, certo, non è che presi ad uno ad uno i ragazzi che giocano in avanti siano di per sé necessariamente scarsi, forse, ma nel complesso il dramma calcistico che affligge la Pantera è quello, il goal, che magari è conseguenza dell'orchestra e non del singolo, ma questo sposta di poco la questione.
Lopez lo sa e cerca di sopperire facendo suonare una musica complessa, ma che intanto sia efficacie per limitare i danni, nella speranza che Fanucchi si inventi qualcosa, mentre Bortulussi sarebbe la punta accanto al quale qualsiasi goleador di razza vorrebbe giocare, ma il puntero non c'è. Ora, non ci stancheremo mai di ripetere quanto il calcio, con le sue complicazioni tattiche e caratteriali, somigli al mondo che c'è fuori da qualsiasi tribuna: cosa marca la differenza fra un sistema connotato in cui tutte le pedine sono un ingranaggio che deve rispettare i compiti senza sgarrare per raggiungere l'obiettivo e un sistema che prevede l'estro e la libera iniziativa di qualche individuo più dotato per conseguire i suoi scopi? Nel primo caso basta un #compagnochesbaglia per far saltare il banco, l'ingranaggio diventa incontrollabile e nessuno può sopperire perché il talento non c'è o se c'è è imprigionato nei delicati meccanismi messi in piedi per sostenere l'idea artefatta.
A Carrara l'automa ideato da Lopez offre la sua miglior prova recente, tutti gli ingranaggi girano al punto giusto, la difesa non corre rischi, il centrocampo pressa e viene pure sfiorato il gol, ma poi si presenta l'inconveniente #compagnochesbaglia, impersonato da Tavanti che improvvisa malamente e rompe il giocattolo, condannandolo a una sconfitta che, una volta saltati gli equilibri precostruiti, diventa inevitabile. Vanno fatti 8-10 punti in 8 partite, auguri.
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