Rubriche : fotomosaico

Le opere colossali di Lucca

fotoalcide

lunedì, 5 agosto 2013, 12:26

di simone pellico

Le opere colossali di Lucca sono considerate tradizionalmente tre: le Mura urbane, il sistema di regimazione delle acque della piana, e l’acquedotto borbonico di Lorenzo Nottolini. Nell’acquedotto l'acqua correva rapida da Guamo, su quattrocentosessanta gambe di pietra dallo stacco coscia di dieci metri. Scattava dai blocchi di partenza di una cisterna a monte e arrivava ad un'altra a valle, entrambe rinchiuse dentro il corpo di un tempio. L'acqua scorreva come un messaggio su filo fra due bicchieri di marmo, come un oracolo divino fra entità templari. Un Nettuno neoclassico che batteva la sua lingua azzurra su denti lapidei, lungo un sorriso poi spezzato per far passare l'autostrada.
 
Dopo la corsa di oltre tre chilometri, l'acqua si tuffava a San Concordio nella cisterna a valle, per passare sotto terra in apnea le tagliate e tornare a respirare sotto il baluardo di San Colombano. Appena il tempo di riprendersi dall'immersione, che già doveva scomporsi come mare che risale gli affluenti, nel sistema venoso di tubature interne alla città, al fine di bagnare gli occhi secchi delle fontane urbane.
 
Un occhio sempre aperto aspettava e aspetta nella fontana monumentale in piazza Antelminelli, con palpebre di marmo e ciglia leonine. Aspetta la lacrima del Nottolini per irradiarla al centro, per riflettere il cielo e la città che vi si tuffa dentro, compresi i suoi cittadini. Come i tifosi lucchesi dopo una vittoria, come i pesci rossi, e neri, che nella fontana si sono tuffati e battezzati dopo la conquista della serie B nel ’90.
 
Meno sobri dell’acqua, avevano corso su gambe dopate dall’adrenalina di una stagione perfetta, dopo aver raccolto il testimone lasciato da Orrico e Maestrelli sotto alla Ovest. La staffetta finita nella vasca in piazza era iniziata infatti al Porta Elisa, dove erano sgorgati da un altro ovale, quello di gioco. Lì era rimasto a chiudere le quinte il Casale, la scontata comparsa nell'ultimo atto di quella epopea lucchese.
 
Usciti dallo stadio, la corsa pazza dei tifosi come lingue di fuoco verso l’acqua del Nottolini, su di un trampolino lungo ventisette anni di attesa, trentasette impareggiati gol fatti, dieci gol subiti, due sole sconfitte e una coppa Italia di serie C ancora calda. Le opere colossali di Lucca, si diceva, sono considerate tradizionalmente tre: le Mura urbane, il sistema di regimazione delle acque della piana, e l’acquedotto borbonico di Lorenzo Nottolini. E la stagione ‘89-90, aggiunge qualcuno.



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