Porta Elisa News
lunedì, 11 marzo 2024, 18:38
di gianluca andreuccetti
Il terzino. Un ruolo spesso sottovalutato o addirittura sminuito. Corsa, tecnica e spirito di sacrificio: queste le caratteristiche da avere per giocare in quella zona del campo. Non bisogna saper solo difendere, ma anche attaccare. Dall'inizio, fino alla fine della partita. Elia Visconti è alla sua terza stagione a Lucca e fino a questo momento ha dimostrato di potersi meritare un palcoscenico di livello come quello della Serie C. Cresciuto nei settori giovanili di Inter e Bologna, il classe 2000 è arrivato nel 2021 dal Pro Piacenza, mostrando di anno in anno una crescita costante. Intervenuto ai nostri microfoni, Visconti - che in occasione del match giocato a Pontedera ha vestito per la centesima volta la maglia della Pantera - ha parlato della sua avventura con la Lucchese e di tanto altro.
Come sta? Contro l'Olbia è uscito per infortunio...
"Non molto bene. A breve farò degli accertamenti e lì vedremo. Spero di non rimanere per tante partite fuori e di continuare a dare una mano alla squadra".
A Pontedera è arrivata la centesima presenza con questa maglia, un traguardo non da tutti...
"La Lucchese si sta rivelando uno step fondamentale per la mia carriera. In Serie C è difficile vedere un giocatore che rimane per tre anni nella stessa squadra. Sono molto contento".
Secondo lei, rispetto allo scorso anno il livello di competitività del girone B si è alzato?
"Sì, ma a mio parere non di molto. A differenza dello scorso anno, nel nostro raggruppamento ci sono squadre abituate ad un altro tipo di palcoscenico, come ad esempio il Perugia. Nel girone di ritorno il livello del campionato si è alzato perché i punti iniziano a pesare".
A livello personale come giudica il suo campionato?
"Mi sono aggregato tardi alla squadra e all'inizio della stagione non ero al massimo. In questa seconda parte, sono cresciuto sia fisicamente che a livello di prestazioni".
Dopo un inizio brillante, nell'arco di questa stagione la Lucchese ha avuto tanta discontinuità...
"Sono i giocatori ad andare in campo ed è giusto assumerci le nostre responsabilità. Dall'altra parte però, penso che a livello di episodi siamo stati molto sfortunati. In molte partite abbiamo creato tante palle gol, raccogliendo poco o nulla. In altre invece abbiamo calciato poche volte in porta, portando a casa dei buoni risultati. Alla fine è una ruota che gira".
Un calciatore avversario che quest'anno l'ha messa in difficoltà?
"Direi Paz del Perugia. Un'ala destra rapida, difficile da fermare in velocità. Affrontarlo non è stato affatto semplice".
Una squadra che invece l'ha stupita?
"Senza ombra di dubbio la Torres. Lo scorso anno hanno centrato la salvezza nella parte finale del campionato, mentre adesso occupano il secondo posto in classifica".
Pagliuca, Maraia e Gorgone: quali sono le differenze che ha riscontrato tra questi tre allenatori?
"Sono tre tecnici che mi hanno dato tanto, ma soprattutto di livello. Nonostante sia alla sua prima esperienza in Serie C, mister Gorgone sta mostrando di non avere timore nel proporre il proprio calcio. A livello di preparazione, lui e Pagliuca sono più maniacali rispetto a Maraia, che invece lasciava molta libertà nel gestire alcune situazioni tattiche".
Un allenatore a cui è particolarmente grato?
"In primis direi Campolunghi, tecnico che avuto ai tempi delle giovanili del Pro Piacenza. Un altro è stato Zanchetta, nell'Inter U17".
Obiettivi? Un sogno nel cassetto?
"La mia ambizione è quella di conquistare i playoff e poi giocarsela con tutti. Il mio obiettivo è quello di fare il salto di categoria".
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