Porta Elisa News

Vichi: "La società non è stata ancora venduta"

giovedì, 30 giugno 2022, 10:15

Ancora niente nero su bianco, a smentire la conclusione delle trattative per la cessione della Lucchese è lo stesso presidente rossonero Alessandro Vichi che in una nota ufficiale comparsa sul sito del club specifica come l'affare, che ricordiamo prevede due opzioni diverse una di una cordata campana, l'altra della cordata italo-australiana di Anthony Scali, non sia ancora andato in porto.

"In merito alle notizie apparse su alcuni organi di stampa –scrive Vichi – la Lucchese 1905, nella persona del presidente Alessandro Vichi, smentisce categoricamente, ad oggi, l’avvenuta cessione della società. Si specifica quindi che l’esistenza di trattative in corso, anche ben avviate, non comporta di fatto la già avvenuta conclusione delle stesse e che ogni gruppo interessato all’acquisto del club è rappresentato direttamente dagli imprenditori di riferimento, senza collegamento di aziende alcune. Qualora le trattative giungessero alla definizione, sarà la stessa società a comunicarlo tramite i propri canali ufficiali, convocando inoltre una apposita conferenza stampa per l’insediamento della nuova proprietà".

Poi un accenno direttamente a una delle due trattative, quella con la famiglia Scali che arriva 24 ore dopo la pubblicazione della notizia: ”Smentiamo categoricamente che la società australiana Nick Scali Furniture sia interessata all’acquisto della Lucchese 1905. Non abbiamo mai ricevuto alcuna manifestazione di interesse e nemmeno mai incontrato alcun rappresentante della suddetta azienda, che non conosciamo e con cui quindi ribadiamo non vi è alcun legame o contatto. Chiediamo a chi ha pubblicato tali notizie false di smentire il tutto immediatamente, poiché in caso contrario saremo costretti a tutelarci tramite le vie legali”. 

In realtà, a essere molto vicino all'acquisto della Lucchese non è il gruppo Scali Forniture come soggetto giuridico di cui è amministratore unico il figlio Anthony, ma direttamente il suo fondatore Nick Scali, che peraltro è tornato a vivere in Italia  da qualche tempo dopo aver fondato nell'ormai lontano 1962 la Nick Scali Furniture ora quotata in borsa. Un po', usando una metafora per far comprendere la situazione ai lettori, come se Silvio Berlusconi volesse rilevare direttamente il club e non attraverso una delle sue società ora peraltro passate ai figli. 




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