Porta Elisa News

Obbedio, Favarin e una rappresentanza dei giocatori per ore a colloquio con Moriconi

mercoledì, 9 gennaio 2019, 23:57

Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto: ecco quello che si devono essere detti i giocatori e lo staff tecnico rossonero che dopo l'ennesima buca data da Arnaldo Moriconi, atteso nella giornata di martedì per un faccia a faccia sulle prospettive, hanno deciso di muoversi nel pomeriggio di oggi, per fare rotta in via Nuvolari, a Carraia, quartier generale delle aziende di Moriconi. 

Obbedio, Favarin, insieme a Lombardo, De Vito e Bortolussi si sono recati di persona negli uffici di quello che pare essere tornato a essere il padrone di fatto, ma non in punta di diritto della Lucchese, vista la recente cessione al romano Aldo Castelli, con contorno di personaggi vari. Moriconi, infatti, pur non avendo più nulla nella Lucchese (l'1 per cento che è restato a Città Digitali non è formalmente nelle sue mani visto che in quella società non ha quote) continua a essere il dominus, e dunque anche il responsabile di quanto sta accadendo, al punto da negare la parola ai mezzi di informazione ai tesserati con la stampa, come comunicato dallo stesso addetto stampa rossonero. Proprietario senza essero nelle quote? E' quello che si chiedono in tanti, anche continuando a veder aggirarsi per i corridoi e le scrivanie del Porta Elisa, non si sa a che titolo, la signora romena Anca Moldovan, che di Città Digitali è l'amministratrice unica da qualche settimana. 

L'incontro tra Moriconi e le delegazione della squadra, che attende da giorni una chiarimento su cosa sta succedendo e anche sulla posizione di Enrico Tommasi,  il direttore generale inviso a un po' tutti, senza per ora poteri di firma e che anche nella mattinata di oggi ha avuto duri confronti con alcuni tesserati, è durato quasi quattro ore. Massimo riserbo su quanto si sono detti, ma non è difficile immaginare che il proprietario-non proprietario abbia ribadito che la società è in mano a altri. Il tutto mentre continuano però i contatti con possibili soggetti interessati a rilevare (per l'ennesima volta?) la società. Lo scenario del luglio scorso pare ripetersi: allora Moriconi  fece intendere di non essere intenzionato a riprendersi la Lucchese a un passo dall'esclusione (ma anche da un fallimento gravido di conseguenze per tutti i protagonisti) ma in realtà stavo muovendosi nell'ombra per riprenderne il controllo. A distanza di mesi, la commedia potrebbe riproporsi. O forse no. L'incertezza è massima, l'ultima puntata sembra ancora da scrivere. Ma un fallimento, di certo ipotesi da non scartare a priori, finirebbe per pesare sulle spalle di chi ha gestito la società. Indovinate il nome. 

 




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