Porta Elisa News
sabato, 22 luglio 2017, 09:55
di diego checchi
Sali minerali in mano e camminata tranquilla per Nicola Mingazzini al suo quarto anno in rossonero e quando gli diciamo che lui è l’highlander lui sorride e poi inizia a parlare come se fosse un fiume in piena raccontando le sue sensazioni, parlando della squadra e come sempre dicendo quello che pensa perché ora mai ha un esperienza tale che gli permette di far capire a tutti il suo pensiero senza fraintendimenti e tentennamenti. Insomma questa è un intervista tutta da seguire.
Quando ha preso la decisione di continuare a vestire la maglia rossonera e a giocare a calcio?
“Devo dire che mi hanno convinto sia il direttore Obbedio che mister Lopez con i quali ho un rapporto straordinario. Dopo una chiacchierata in tutta franchezza dove mi hanno espresso quali erano le loro volontà nei miei confronti ho deciso di firmare il rinnovo del contratto. So che su 38 partite mi dovrò gestire e fare quelle giuste. Qui alla Lucchese il mio compito deve essere anche quello di far crescere i giovani”.
In questi primi giorni di ritiro lo abbiamo sempre visto in prima linea...
“In estate mi sono curato ed il problema che mi ha costretto a saltare le ultime gare di playoff è ormai alle spalle. Se ho deciso di continuare a 37 anni sono conscio di dover lavorare con serietà e anche tanto per tenermi in forma. Poi è logico che in alcune situazioni mi gestisco ma questo è normale.
.Come sta vedendo la Lucchese in questo momento?
“Sarò molto sincero. Se qualcuno si aspettava che alla partenza per il ritiro la Lucchese fosse già al completo e con colpi altisonanti sul mercato si sbagliava. Noi abbiamo bisogno di stabilità così come sta dando questa società a partire dal gennaio scorso. Nel periodo di Natale vivevamo l’onta del fallimento sulle nostre teste e credo che questo non debba più accadere. Bisogna ringraziare la società per tutto quello che ha fatto, rispettando le scadenze e pagando in maniera regolare. Il direttore Obbedio sa fare il suo lavoro. Siamo convinti che allestirà una squadra competitiva. I giovani sono di prospettiva. Se crescono velocemente e noi vecchietti continuiamo a tirare la carretta ci leveremo anche quest’anno delle soddisfazioni. Ma per fissare degli obbiettivi bisogna guardare strada facendo”.
Che Serie C si aspetta quest’anno?
“Sarà un livello ancora più alto. I primi due anni era un livello mediocre. L’anno scorso il livello si è alzato. Quest’anno sarà un campionato ancora più competitivo e di qualità. Ritornerà a breve ad essere la vecchia Serie C. Penso che le favorite di questo campionato saranno Pisa, Piacenza, Alessandria ed anche la Pro Piacenza”.
Vuole mandare un messaggio ai tifosi?
“Il messaggio più bello glielo abbiamo dato lo scorso anno l’ultima partita contro il Parma mettendo sul campo tutto ciò che avevamo con un avversario di una categoria superiore. Di fatti alla fine sono stati proprio loro ad ottenere il passaggio di categoria. Ritrovarsi allo stadio davanti a 6/7 mila persone è stato fantastico. Chiedo loro di continuare a darci quell’entusiasmo che ci hanno regalato le ultime partite dei playoff. Spero che abbiano capito che per noi sono fondamentali”.
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