Porta Elisa News
lunedì, 12 ottobre 2015, 12:54
di diego checchi
Armando Reggiannini, osservatore per le Nazionali Giovanili italiane, ma anche grande appassionato di calcio e con la Lucchese nel cuore, era a vedere il derby fra Pistoiese e Lucchese. Questa per lui è una partita particolare visto che abita in provincia di Pistoia ed ha anche un passato importante con gli orange. Un derby personale che è venuto a vedere anche per i tanti amici all’interno delle due società. Con lui facciamo una disamina sul momento della Lucchese e Reggiannini è perentorio su certe situazioni.
Come ha visto la partita di sabato scorso?
“Mi sembra che nel primo tempo la Lucchese sia stata più disinvolta rispetto alla Pistoiese e in grado di fare la partita. Poi, nel secondo tempo, gli ospiti hanno avuto un calo fisico e la squadra di Alvini ha alzato i ritmi. A quel punto il complesso di Baldini è andato in difficoltà e ha subito gol. La Pistoiese ha sbagliato anche un rigore e ha colpito una traversa, ma attenzione: la Lucchese non è una squadra alla deriva, perché, fino in fondo, ha provato a pareggiare la gara ed è stato bravo il portiere Iannarilli a compiere un intervento”.
Quali dovrebbero essere gli obiettivi di questa squadra?
“Dovrebbero essere fare un campionato di metà classifica e valutare i giovani interessanti che ha. Se poi rientrano Mingazzini e Mori si innalza il livello d’esperienza. Credo che per arrivare in alto ci vogliano ben altri investimenti”.
La società ha parlato di play off.
“Non credo sia una squadra da playoff, ma ripeto, con gli innesti che sono fuori per infortunio, non mi preoccuperei più di tanto”.
Il presidente ha proclamato il silenzio stampa. Secondo lei è utile?
“Secondo me è sbagliato perché parlare con la stampa fa parte del gioco. Non si risolve nessun problema a stare in silenzio. A cose normali i tesserati hanno il dovere di parlare per rapportarsi con la città.”
Quindi non considera la sfida contro l’Ancona decisiva per il futuro di Baldini?
“È una partita importante contro una squadra alla portata della Lucchese. Forse un po’ più esperta ma giocando in casa ha il dovere di vincere e basta”.
Se venisse messo in discussione Baldini, verrebbe messo in ballo anche Galli?
“Non mi sembra il momento giusto di mettere in discussione l’allenatore e nemmeno il direttore. Vista dal di fuori non mi sembra ci siano le condizioni per fare una rivoluzione a metà ottobre. Nonostante il secondo tempo sia andata in difficoltà, non mi è sembrata una squadra alla deriva. Poi, se il presidente denota delle mancanze e cose simili, allora non possiamo saperlo. Però sono decisioni da fare per ultimo e per forza”.
Come si risolve la sterilità offensiva?
“A dire il vero ho visto Pozzebon per la prima volta sabato scorso. È partito bene, poi si è perso nel finale di gara. Secondo me con il recupero di Mingazzini e Mori, che portano più esperienza, aumenta sicuramente anche la capacità offensiva. Caso mai bisognerebbe andare ad intervenire su una spalla di qualità per il giocatore romano, ma le liste sono chiuse e quindi non resta che lavorare con questi giocatori trovando le soluzioni in casa”.
Come vede questo campionato di Lega Pro?
“C’è una squadra che sta dominando il campionato e poi diverse compagini che se vincono due gare di fila si ritrovano in alto. Quindi niente è ancora compromesso. L’importante è stare tranquilli”.
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