Porta Elisa News

Il ritorno di Micheloni: "Ricompattare i tifosi, rafforzare il rapporto tra tifosi e società"

mercoledì, 30 luglio 2014, 08:19

di fabrizio vincenti

Proverà a fare il pendolino. Tra i tifosi e la società. E tra la società e i tifosi. In un incarico che un po' tutti i tifosi auspicavano con una serie di riunione tenute nelle scorse settimane. Un convincimento che alla fine anche la Lucchese ha fatto proprio, superando anche qualche resistenza iniziale. Moreno Micheloni, socio fondatore della nuova Lucchese sin dai tempi del campionato di Eccellenza, è stato nominato ufficialmente Delegato della società ai rapporti con i tifosi. Dopo un anno vissuto ai margini degli incarichi dirigenziali, è l'occasione per provare a dare una mano in un settore delicato come quello della tifoseria. 

"Sono molto contento - spiega - prima di tutto perché sul mio nome si erano mosse un po' tutte le componenti del tifo e poi perché la società, partendo dalla componente lucchese della stessa, ha creduto che potessi essere io la persona giusta per questo incarico che specie all'estero ha assunto una grande rilevanza. Si tratterà di svolgere un ruolo di "pendolino" tra le richiesta della tifoseria, di ogni sua componente e persino dei singoli tifosi, e le esigenze della società. Servirà un confronto finalizzato a creare un clima sempre migliore allo stadio e nei rapporti tra tifosi e società".

Quali gli obiettivi a breve?

"Innanzitutto mi auguro un ricompattamento della tifoseria che continua a essere un po' divisa al suo interno e questo non aiuta, poi, come detto, ricostruire e migliorare con il dialogo e con le iniziative concrete il rapporto tifosi-società. Proverò a fare quello che anni fa fece il professor Bianchi, ben sapendo che il suo spessore era di primo livello".

L'ultimo anno è stato ai margini della Lucchese.

"E ci ho sofferto, indubbiamente la scelta voluta da Rosadini di non mandarmi più in panchina come accompagnatore, una scelta comunicata anche con arroganza, mi ha fatto male. Non è stato facile quest'ultimo anno perché ho avuto la sensazione di non essere gradito, una sensazione sgradevole visto che la Lucchese per me è come una casa. Ho preferito stare in mezzo ai tifosi a quel punto ma non per fare uno sgarbo a qualcuno quanto perché ho ripreso a stare dove stavo prima di essere un dirigente e in ogni caso in tribuna ho continuato a capitarci". 




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