L'evento

Più alto e più oltre, Bergamini prova a scalare il Muztagh Ata

sabato, 16 luglio 2016, 08:02

Muztagh Ata 7546 metri (Cina)

Campione é chi ci crede sino in fondo. Campione é chi non si accontenta. Campione é chi ha fame di nuove vittorie e proprio mentre si gode quella appena raggiunta, ha già il pensiero alla successiva. E l'alpinista lucchese Riccardo Bergamini è  un campione. Non ci sono dubbi Il 28 ottobre 2015, in Nepal, nella catena montuosa dell'Himalaya,  raggiungeva una nuova vetta tra le più alte al mondo, il monte Himlung a 7126 metri dove portò con sè un galigardetto della Lucchese. Due anni prima é stato il primo toscano ad aver raggiunto una cima di oltre 8000 metri, il monte Cho Oyu in Tibet, alto 8201, senza l'ausilio dell'ossigeno supplementare.

Ma il fascino del mettersi in gioco, l'avventura di nuove avventure fra le montagne più alte e la scoperta e la conoscenza dei popoli che vivono alle loro pendici, hanno spronato Riccardo a rimettersi in marcia, per un altro ambizioso obiettivo, per un'altra grande impresa. Il 23 liglio partirà per provare a arrivare in vetta al monte Muztagh Ata, alto 7546 metri. Una montagna si trova nella provincia dello Xinjiang, nella Cina sud-occidentale, dominando maestosamente il deserto del Taklimakan. La prima salita fu tentata dall'esploratore svedese Sven Hedin nel 1891, seguito nel 1947 da Eric Shipton e H.W.Tilman. Ma la cima fu raggiunta per la prima volta da una spedizione cino-sovietica nel 1956. 

Vista l'alta quota, il Muztagh Ata presenta spesso, soprattutto nella parte superiore, condizioni climatiche dure, con temperature estremamente rigide (fino a -40), vento e, in caso di scarsa visibilità, problemi di orientamento. Per arrivarvi, attraverso il Kyrgizstan, sdervono tre giorni di viaggio dalla capitale Bishkek, percorrendo la storica e famosa via della seta. Il mezzo di trasporto dei bagagli per allestire il campo base saranno i cammelli.

L'intensità dello sforzo compiuto dagli alpinisti impegnati nelle montagne più alte del mondo, non ha eguali nel mondo dello sport. Una lunga tappa del Giro d'Italia o del Tour de France, dura dalle sei alle sette ore, un incontro di tennis di cinque set tra le quattro e le cinque ore. Bisogna guardare alle grandi attraversare in mare per ritrovare un simile impegno fisico e psicologico prolungato nel tempo. Ma quando la tempesta imperversa, il marinaio può chiudere la porta della cabina, l'alpinista chiude solo quello che può: il bavero della giacca, il cappuccio intorno alla testa. E continua. Se si ferma é morto. 

Le basi per raggiungere queste tipo d'imprese sono quattro, come dichiara lo stesso Bergamini: la resistenza, la forza, la preparazione tecnica e la testa. "La testa é quella che mi ha permesso in particolari circostanze, di sentirmi inarrestabile. Conosco bene i miei limiti – spiega – ma ci sono alcuni momenti nei quali posso sentirmi in stato di grazia, per cui é veramente difficile che non centri l'obiettivo prefissato".

Come in tutte le precedenti spedizioni alpinistiche extraeuropee, questa sarà la nona, Bergamini avrà come compagno di "cordata" il Gruppo Sofidel, azienda leader nel settore cartario e proprietaria del famoso marchio Regina, che quest'anno festeggia il 50esimo compleanno di attività e il patrocinio del Club Alpino Italiano sezione di Lucca. Nuovi amici aiuteranno Riccardo per realizzare l'impresa, la Banca di Pescia e i negozi di articoli di montagna presenti a Lucca, Pesci Camping Store all'arancio e Apuane Outdoor di S.Anna. Si potrà seguire la scalata di Bergamini direttamente dal suo blog:http://www.riccardobergamini.net
o dal suo profilo facebook "Riccardo Bergamini. Forza Riccardo!



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