Detto tra noi

Chi possiede la Lucchese?

giovedì, 24 gennaio 2019, 08:28

di fabrizio vincenti

"Che senso ha tutto questo?", ci chiedono in tanti in questi giorni. Nessuno, viene da rispondere di getto, perché la razionalità sembra essersene andata da tempo dalle parti del Porta Elisa e delle sedi varie che possiedono i padroni, anzi il padrone, del vapore rossonero. Nessun senso aver intentato una causa contro Menichini, destinata a sfracellarsi anche se a giudicarla ci fosse stato un pivello alle prime armi. Nessun senso pare aver depositato, oltre il 30 settembre scorso, termine ultimo imposto dalla Figc, una fideiussione sostitutiva (ricordate come tanti araldi della proprietà sottolineavano che era tutto a posto, ricordate la conferenza stampa senza conferma dell'invio entro i termini della fideiussione?). Nessun senso sembra avere il deposito di una nuova fideiussione in questi giorni, dopo che la Lega aveva più volto ripetuto che c'erano dei tempi massimi da rispettare. Tempi che, bene dirlo, non ci convincono e in punta di diritto ci lasciano addirittura perplessi, visto che il caso della Lucchese è leggermente diverso da quello delle altre quattro formazioni con fideiussione targata Finword. Queste ultime hanno fatto un ricorso, e lo hanno perso. La Lucchese ha sostituito, oltre il termine massimo del 30 settembre, la fideiussione che poi pare non vada bene per niente. 

Nessun senso, dunque? No, uno ce n'è. E vale per capire le mosse che sinora Arnaldo Moriconi ha effettuato. Pararsi le terga da spiacevoli conseguenze. Ovvero evitare il fallimento o l'esclusione del club, che sarebbe stata una iattura per chi ha gestito il club anche l'estate scorsa, almeno sino a quando in qualche modo la Lucchese continuerà a gravitare, temporalmente parlando, nella responsabilità dell'imprenditore dalla ieratica barba. Che nel frattempo, dopo la presentazione farsa del 28 dicembre scorso, prova, insieme al fido Fabrizio Martinelli, asserragliato nella sede fortino della Sice, a vendere a chi capita la società. Basta però che sia lui a menare la danza. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Personaggi in ordine di apparizione del mondo dell'imprenditore lucchese: Pietro Belardelli, Stefano Todini (mediatore il mai dimissionato Ivan Reggiani), gli avvocati pisani e ancora Pietro Belardelli, Lorenzo Grassini e dulcis in fondo Aldo Castelli e compagnia, dietro cui qualcuno ipotizza ci sia il solito Belardelli. Una cessione gestita da Moriconi ha le stimmate della problematicità, pare aprire le porte dell'inferno sempre e comunque. Altri acquirenti non sono graditi, come testimonia il caso di alcuni imprenditori lucchesi che in fretta e furia sono tornati sui loro passi. Un caso? 

Ma a rendere apparentemente ancora più surreale, e invece molto chiaro, il quadro ci pensano i pagamenti di questi giorni. Menichini. Fatture del gpl per l'Acquedotto. Fideiussione. Altre spese varie. La Lucchese ha vinto al Superenalotto? Qualcuno sta cacciando soldi. Delle due, l'una. O è la triade romana, apparsa e scomparsa dal campo visivo del Porta Elisa alla velocità della luce e rappresentata, anche in queste ore, a Lucca da Enrico Tommasi, un personaggio che ci auguriamo non metta più piede, nemmeno per sbaglio, allo stadio una volta che sarà finita questa penosa vicenda, perché in qualche modo finirà; oppure le tracce portano a Moriconi. Che di certo non si può permettere di veder escludere la società ora. Troppo presto, rispetto alla sua gestione diretta, per non pagarne conseguenze. Lo sanno tutti.  Chi possiede la Lucchese e dunque porta il carico di responsabilità per lo scempio in atto? A voi la risposta. E più ancora a tutti gli organismi in qualche modo chiamati in causa.


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