Detto tra noi

Se questa è la Lucchese dei lucchesi...

sabato, 23 settembre 2017, 15:50

di fabrizio vincenti

Trasparenza, questa sconosciuta. Passano le gestioni, ma il vezzo di non informare i tifosi, di non mettere sotto la giusta luce le questioni cruciali della società non passa. Le vicende di questi giorni, che seguono bene ricordarlo quelle del giugno scorso quando si tentò la cessione della Lucchese a un personaggio con un passato calcistico almeno movimentato, sono l'ennesima dimostrazione di scarsa trasparenza. La Lucchese stava per passare di mano senza che la città ne fosse minimamente informata. 

Carlo Bini, amministratore unico, solo pochi giorni addietro, a domanda precisa se la Lucchese era oggetto di trattative aveva risposto:" Trattative in corso non ce ne sono, una telefonata non è una trattativa e per ora la Lucchese è in mano saldamente ai lucchesi". Era il 17 settembre, le lettere di convocazioni dei soci per la clausola di gradimento per la cessione del club a una società con sede a Roma e con 13mila, ripetiamo: 13mila, euro di ricavi nel 2015, già spedite o in procinto di esserlo. Un comportamento che cozza con la tanta sbandierata volontà di dare massima trasparenza. Proprio uno dei motivi che tutti avevamo salutato con piacere nel momento in cui la Lucchese era rientrata nelle mani di soli soci lucchesi ai quali va il ringraziamento per quanto fatto a gennaio scorso, ma non può e non deve essere un ringraziamento a prescindere da quanto stanno facendo o faranno. Sia chiaro. 

Ma le anomalie mica sono finite con un bluff in conferenza stampa. Mentre i soci della Lucchese e di Lucchese Partecipazioni (che possiede l'88 per cento del club) si stavano ritrovando per decidere sul gradimento o meno della cordata romana, ecco che come dal cilindro di un prestigiatore esce un nuovo nominativo, sempre portato dal socio sulla carta all'1 per cento, ma che pare avere i destini della Lucchese nelle mani grazie al consistente esborso erogato nei mesi scorsi sia pure nella forma, per ora, di ripetuti prestiti a Lucchese Partecipazioni. Crucuali per mantenera a galla la Lucchese, vista la scarsità dimezzi a disposizione degli altri soci.

In pratica, quando ancora non era morto ufficialmene un papa - grazie al voto contrario di alcuni soci di Lucchese Partecipazioni, di Lucca United e di Moreno Micheloni – ce ne era già pronto un altro con una rapidità ammirevole, sicuramente oggetto di interesse anche in Vaticano. Che la Lucchese debba essere ceduta è sotto gli occhi di tutti, anche se i soci non lo hanno mai detto a chiare note, tanto per parlare di trasparenza. Ma che debba essere ceduta in questo modo non ci stiamo proprio. Un cosa è non rivelare il nome dell'acquirente e le condizioni per tutelare la trattativa (incomprensibilmente anche a una parte dei soci rossoneri), un'altra è negare la trattativa stessa come avvenuto. 

Nei giorni scorsi abbiamo letto dichiarazioni di fuoco contro gli amministratori comunali, dichiarazioni mai così esplicite, forse perché la strategia, unita al refrain, vero ma pur sempe un refrain, che la città non vuole la Lucchese, è quella di preparare il terreno a gente di fuori e al disimpegno. Dichiarazioni del resto più volte pronunciate a mezza bocca e con più di un motivo di ragione. Ma va fatta chiarezza.

Delle due, l'una. O la Lucchese è una società privata a tutto tondo, e allora non si deve chiedere un bel nulla a Comune, sindaco e compagnia cantante, naturalmente lasciandosi le mani libere per vendere a chi si vuole, come si vuole e quando si vuole; oppure la Lucchese è una società privata con evidenti impatti sociali e pubblici, e allora si chiedono aiuti, si ricorda che è un bene di tutta la città, ma si deve, ripetiamo si deve, garantire trasparenza. Grazie anche a una parziale copertura dei mezzi di informazione, qui si sta provando a vendere la Lucchese totalmente al buio, nemmeno informando, se non a cose fatte, tifosi, città e amministrazione. Anzi, negando persino la trattativa. Se questa è la Lucchese in mano ai lucchesi, c'è poco da stare allegri. Chi ha intenzione di prendere questa società, esca allo scoperto, sempre che non tema la luce del sole.

 

 

 


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