Detto tra noi

E ora?

lunedì, 18 settembre 2017, 18:44

di fabrizio vincenti

Le esternazioni dell'amministratore unico della Lucchese Carlo Bini al termine della gara con il Monza mettono una pietra sopra i tanti discorsi spesi in questi mesi. Da quando, a fine gennaio scorso, la società è passata di mano le voci di un ingresso di nuovi imprenditori lucchesi nella Pantera si sono sprecate. Peraltro alimentate dagli stessi soci rossoneri, che più volte, pubblicamente, hanno dichiarato imminente l'ingresso di forze nuove. Un refrain più volte speso e rivelatosi totalmente velleitario. Dopo sette mesi non un imprenditore è entrato. Promesse tante, fatti zero. Anche fossero stati solo per poche migliaia di euro. Dunque, delle due l'una: o la Lucchese non interessa o nessuno si è voluto associare a questa compagine. Confortati dalla statistica, i discorsi sono i soliti da decenni del resto, propendiamo per la prima, del resto gli imprenditori illuminati del nostro territorio, gente buona a spendere 100mila euro per una festa di compleanno, preferiscono altri giocattolini. E la stessa Gesam Gas Le Mura campione d'Italia potrebbe crepare per questa gente a cui va il nostro disprezzo per la mancanza di interesse per il territorio da cui provengono e in cui le loro aziende operano. 

D'altro canto, a proposito di chiacchiere tante a fatti pochi come non dimenticare il sindaco Tambellini, le sue riunioni con i sindaci della Piana e foto per la stampa? Il Nostro se ne è uscito nei giorni scorsi con un lungo e accorato comunicato stampa in cui invita gli imprenditori a investire nello sport. Anche De Coubertin l'avrebbe trovato sdolcinato, oltre che essere un invito spinto all'onanismo visto l'assenza totale di prospettive. Ovvero quello chei i politici dovrebbero proporre. Se l'è cavata con un appello melodrammatico e didascalico, nel suo stile. Per il parcheggio fuori dalla gradinata, ancora nessun passo concreto. I mesi, intanto, passano. 

E le prospettive non ci piacciono. Portano in direzioni tutte da valutare, anche ricordando il precedente del giugno scorso. Carlo Bini ha chiuso gli occhi, forse cercando le forze per dire certe cose, prima di rispondere alla nostra domanda se c'erano contatti e trattative. "Una telefonata non è una trattativa", ha replicato. Buonanotte. Il problema che di telefonate, tante, e di ipotesi, concrete, ne è a conoscenza mezza città. E alcune di esse non solo per nulla tranquilizzanti. Ai soci lucchesi, che hanno tutto il diritto di sfilarsi, a maggior ragione chi nel calcio è stato coinvolto senza viverlo, chiediamo solo una cosa: che non cedano, per nessuna ragione al mondo, la Lucchese a soggetti su cui vi sono dubbi. Ne va della loro storia, della loro serietà e anche dei sacrifici che hanno fatto. Piuttosto riconsegnino il tutto al sindaco. Che a quel punto troverà la forza per un altro comunicato del suo ufficio stampa. Non ci piace il clima che sta maturando. Lo diciamo forte e chiaro: e ora?  


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