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Il negativo biennio di Fascetti e lo scampato pericolo della retrocessione all’ultimo respiro

martedì, 28 dicembre 2021, 15:16

Lucca, negli anni ‘90, non era un posto “qualunque” nella geografia del calcio italiano. Tornata in Serie B dopo oltre ventisette d’assenza, la squadra rossonera aveva incantato l’Italia intera grazie alla zona moderna e veloce di Corrado Orrico, prima di aver rilanciato la carriera di Marcello Lippi (reduce da un esonero a Cesena) e aver provato a competere per la promozione ingaggiando Eugenio Fascetti. 

L’esperienza del tecnico viareggino, che si presentava al Porta Elisa con un curriculum di ben 4 promozioni in Serie A ottenute con le panchine di Lecce, Lazio, Torino e Verona, non fu certo entusiasmante. Nella prima annata, dopo un ottimo avvio di campionato con la squadra che navigava ai margini della zona-promozione, i rossoneri fecero registrare una forte flessione nel girone di ritorno. 

Serie B 93-94, la più competitiva nella storia del campionato cadetto

Dopo aver chiuso al quinto posto il girone d’andata (5 vittorie, 9 pareggi, 3 sconfitte), la squadra di Fascetti si rese protagonista di un girone di ritorno ben al di sotto delle aspettative. Ed i numeri, in tal senso, ne sono la migliore testimonianza: solo tre vittorie, ben 13 pareggi e 6 sconfitte. La squadra dell’ex tecnico del Verona, quindi, mostrava una certa malsana abitudine al pareggio e una disabitudine ai tre punti che, specie nel girone di ritorno, aveva riposto anzitempo i sogni di poter ambire alla promozionein Serie A. 

Certo, proprio quell’anno non era semplice lottare per i primi posti. L’annata 93-94era estremamente probante, probabilmente la più competitiva nella storia del torneo cadetto. Ed i bookmakers, gli stessi che offrono anche alcuni tra i migliori bonus casino, vedevano almeno cinque o sei squadre più forti dei rossoneri. 

D’altro canto, quando in Serie B è presente una squadra come la Fiorentina, che vantava Claudio Ranieriin panchina, Gabriel Omar Batistutaal centro dell’attacco e un vice-campione d’Europa come Effenberg(capitano, poi, del Bayern che vinse la Champions nel 2001), è semplice immaginare quale sia l’esito finale.  

Senza dimenticare, poi, il Brescia(allenato da Mircea Lucescu), anch’esso promosso al termine della stagione, che poteva contare sui servigi di un certo Gheorghe Hagi, di lì a pochi mesi protagonista assoluto ai Mondiali diUSA ‘94ed ingaggiato, quell’estate, dal Barcellona, un ritorno nella Liga dopo aver vestito la maglia del Real Madridprima di approdare in terra bresciana.  

Il Bari,secondo al termine del torneo, vantava calciatori del calibro di Joao Pauloe Igor Protti, Quella Serie B, inoltre, poteva contare sulla presenza di grandi attaccanti come Galderisi (protagonista della storica promozione del Padova), Bierhoff(sbocciato all’Ascoli dopo non aver convinto l’Inter a trattenerlo) e Hubner,che in quegli anni iniziava a mettersi in mostra con la maglia del Cesena.  

L’illusorio avvio della stagione 94/95 prima della “caporetto fascettiana” del Bentegodi 

Anche la Lucchese, tuttavia, poteva sfoggiare una coppia d’attacco coi fiocchi, quella formata da Paci e Rastelli, la migliore nella storia del calcio lucchese del dopoguerra. Ma quell’anno, la coppia brillò meno del solito. Nonostante il girone di ritorno tutt’altro che entusiasmante, e un decimo posto finale complessivamente al di sotto delle aspettative, il patron Maestrellidecise di ripartire dal sanguigno tecnico toscano.  

L’avvio di stagione, nonostante qualche piccola delusione, come ad esempio la netta sconfitta diCesena, sembrava aver premiato la scelta del presidente rossonero: alla undicesima di campionato, dopo il roboante successo interno contro il Como(5-1, tripletta di Paci), la squadra si trovava seconda in classifica, alle spalle del Piacenza, con ben 19 punti accumulati. 

Un ruolino di marcia decisamente positivo, che, però, era destinato ad esaurirsi in breve tempo. Da quel momento, infatti, la squadra racimola solo cinque punti in otto partite, senza mai riassaporare il gusto della vittoria: la squadra crolla dal secondo all’undicesimo posto in classifica, lontana 5 lunghezze dalla zona-promozione, mantenendo comunque un buon margine (+7) dalla zona-pericolo.  

Ci si attendeva, quindi, che la squadra di Fascettireplicasse quanto esibito nella scorsa stagione, con un campionato tranquillo senza squilli e patemi d’animo. Ma così, purtroppo per i tifosi toscani, non sarà. Dopo aver iniziato il girone d’andata con la netta affermazione contro il modestoAscoli(5-1), la squadra di Fascetti si smarrisce definitivamente. 

E nelle successive dodici partite, la squadra non conoscerà mai la gioia dei tre punti, portando a casa la miseria di 6 punti. La “Caporetto fascettiana” si materializza al Bentegodi al cospetto del Chievo diMalesani, trascinato da un Michele Cossatoin splendida forma. La Lucchese, alla quarta sconfitta nelle ultime cinque partite, si trova al quart’ultimo posto in compagnia dello stesso Chievo e dell’Acireale. 

Quei drammatici trenta minuti del 4 giugno 1995 e la gioia per lo scampato pericolo

Il cambio di panchina, di conseguenza, diventa inevitabile. La guida tecnica viene affidata a Giampaolo Piaceri,storico vice-allenatore dei rossoneri, che debutta con un netto 3-0 contro il Palermoal Porta Elisa ed una sconfitta, di misura, in trasferta contro la fortissima Atalanta.Le successive due giornate, però, sembrano sulla carta agevoli:Veneziae Fidelis Andria, infatti, non hanno più nulla da chiedere al campionato.  

La Lucchese, però, non ne approfitta: coglie solo due punti e si ritrova, a sole due giornate dal termine, con un misero punticino di vantaggio sull’Acireale, quart’ultimo. La penultima, sulla carta, non è certo agevole per i rossoneri, impegnati sul campo di una Salernitana in lotta con l’Atalanta per la promozione in Serie A, mentre l’Acireale fa visita ad un Perugiafuori dai giochi per la promozione e salvo da mesi.  

Una giornata drammatica, sportivamente parlando, per i tifosi toscani. L’Acireale, infatti, passa in vantaggio al Curi al 60°. Tre minuti più tardi, grazie ad un gol di Tudisco, la Salernitana mette sotto la Lucchese. Il primo piccolo sospiro di sollievo, dieci minuti dopo, arriva dal Curi:Cornacchini, su calcio di rigore, ha pareggiato i conti. In quel momento, con ancora una giornata da disputare, Lucchese e Acireale si trovano a pari punti.  

All’Arechi, però, il forcing degli uomini di Piaceri viene premiato con un goal dell’uomo della provvidenza, quel Roberto Paci ancora oggi amato e venerato in terra lucchese. Un goal di fondamentale importanza. Non l’ultimo, però, della straordinaria annata del bomber rossonero, che grifferà anche la rete della salvezzacontro il Piacenza all’ultima giornata, in cui il Porta Elisa, strabordante di entusiasmo, festeggiava per lo scampato pericolo. L’anno dopo arriverà Bolchi. E Lucca, come per incanto, tornerà a sognare. 

 

 



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