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Riecco Pagliuca, viaggio tra i pregi e i difetti di un allenatore che lascia il segno

sabato, 12 giugno 2021, 14:01

di diego checchi

Il nuovo tecnico della Lucchese Guido Pagliuca è una vecchia conoscenza rossonera ed è molto amato dai tifosi perché è stato uno dei principali artefici, insieme ai suoi ragazzi, di quella partita memorabile di Correggio del 4 maggio 2014 quando la Lucchese ritornò in Lega Pro. Il mister di Cecina inculcò in quella squadra una mentalità vincete, supportata da un lavoro tattico maniacale e tanta qualità. Pagliuca ama giocare un calcio offensivo, sicuramente con la difesa a quattro, con tre centrocampisti, una mezza punta e due attaccanti oppure con tre attaccanti puri, cioè due esterni e una prima punta, che in entrambi i casi non deve essere una prima punta classica ma un giocatore che sappia venire fuori a prendere palla e anche legare il gioco un po' come fece Caboni proprio in rossonero. Pagliuca, in quella stagione, fece 82 punti superando di un solo punto la Correggese e fu decisiva la rete del giovane Pecchioli visto che la squadra vinse per 2 a 1. 

La sua prima parte dell'esperienza a Lucca finì l'anno successivo in seguito ad una sconfitta per 2 a 1 al Porta Elisa contro la Pistoiese quando, a dirigere nella stanza dei bottoni era arrivato Giovanni Galli, voluto dal presidente Bacci e l'allora direttore sportivo Bruno Russo era stato esautorato dalla sue funzioni. E proprio quel Bruno Russo che adesso è presidente della Lucchese, insieme ai suoi nuovi soci ha voluto ancora Guido Pagliuca per tentare subito la promozione in Serie C dopo una brutta retrocessione patita sul campo nell'ultima stagione. A parte la parentesi lucchese, la carriera di Pagliuca parte da lontano e infatti correva l'anno 2009 quando prese per la prima volta una squadra in Serie D, il suo Cecina, e lo portò alla salvezza; purtroppo, la società fallì e non si iscrisse al torneo l'anno successivo. Prima di quella esperienza aveva allenato nelle giovanili del Rosignano, sia gli allievi che i giovanissimi.

In seguito Pagliuca fu chiamato al Borgo a Buggiano dove vinse subito il campionato di Serie D con 69 punti davanti al Pontedera. Per lui si preannunciava una carriera folgorante, tant'è vero che la stagione successiva arrivò la prima esperienza con i professionisti con il Gavorrano in C2. Il tecnico venne però esonerato per alcuni problemi con la società e c'è un aneddoto da raccontare: alla fine di quella stagione Russo voleva già portare Pagliuca a Lucca ma il Gavorrano non lo liberò in tempo ed allora, in seguito, accettò l'offerta del Bogliasco. Purtroppo anche in Liguria le cose non andarono bene e a gennaio venne sollevato dall'incarico. 

Nel 2013 arrivò a Lucca, dove rimase poco più di una stagione come abbiamo già detto, e successivamente venne chiamato all'Imolese a stagione in corso dove terminò il campionato arrivando al sesto posto senza però guadagnarsi la riconferma. In seguito arrivò l'esperienza al Real Forte Querceta dove entrò a settembre del 2016 arrivando  al nono posto ma l'anno successivo venne esonerato dopo solo tre partite. Poi ci fu una "mezza" stagione al Ghiviborgo dove chiuse il girone d'andata in prima posizione con un ritmo da promozione ma anche qui alcune divergenze con la società portarono al suo allontanamento a marzo, dopo la partita di Agliana. 

L'anno dopo Pagliuca accettò di andare a fare il secondo di Marco Baroni alla Cremonese in Serie B ma l'esperienza non durò molta e i due vennero esonerati dopo pochi mesi. L'ultima stagione eccolo alla Pianese con rinnovato entusiasmo, ma qui il rapporto viene chiuso ad aprile per motivi disciplinari dopo che nella gara contro il Lornano Badesse aveva rimediato ben tre giornate di squalifica, che dovranno essere scontate nella prossima stagione. 

Pregi e difetti. I pregi del tecnico nato il 17 febbraio 1976 sono tanti perché sul campo è tra i numeri uno della categoria e riesce sempre a costruire un rapporto splendido con i suoi giocatori e a salvaguardarli dalle pressioni esterne. Durante gli allenamenti lui è un "martello" nello spiegare le esercitazioni e in partita le squadre giocano a memoria con movimenti codificati e ben chiari nella testa degli interpreti.

Tra i difetti non si può non dire che Pagliuca ha un carattere focoso, sanguigno e fumantino. Molte volte se la prende con arbitri e assistenti ed è per questo che nella sua carriera ha collezionato un numero importante di espulsioni. A volte se la prende anche con i dirigenti della società per cui lavora e per questo che la sua carriera non ha avuto un'impennata nonostante a livello tattico potrebbe tranquillamente stare tra la Serie C e la Serie B. Detto questo, a Lucca potrà ritrovare quella scintilla e l'ambiente giusto per provare a vincere, anche perché con lui ci dovrebbero essere persone di sua fiducia, come il vice Stefano Fracassi ed il preparatore atletico Riccardo Guidi che lavorarono già con lui nella precedente esperienza Lucchese.




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