Porta Elisa News

Brunori a "Taralucci e vino": "Acquistati Labriola e Sirbu, a breve presenteremo allenatore e giocatori"

lunedì, 15 giugno 2026, 22:23

Lunga intervista del patron della Lucchese Matteo Brunori al podcast “Taralucci e vino”, ben condotto da Marco Ulivi e Diego Ricci . Oltre un'ora di domande e risposte su tutto l'universo rossonero e sullo stesso Brunori che ha annunciato anche i primi acquisti e fatto il punto sulle strutture e sul settore giovanile.

“Il segreto del successo? Come sempre è solo il lavoro, che ripaga e che ha ripagato subito e voler esser circondato da professionisti. Quando ho pensato che avremmo vinto? Un momento preciso non c'è stato, ma avevo la convinzione di aver fatto bene lo avevamo da subito, poi è il calcio: un palo in più o una traversa di meno...”.

“Perché ho deciso di investire nel calcio? Per un progetto che è sostenibile, ma prima di tutto per passione e le passioni costano. E perché a Lucca? Avevamo già l'idea di cimentarci nel calcio, Lucca non era la prima, ma quando si è creata la possibilità la variabile empatica è stata alta. L'accoglienza? Tendenzialmente bene, è impensabile non capire che una tifoseria e una città non abbia uno strascico di scetticismo dopo tutto quello che è stato passato. Devo dire la tifoseria ha risposto bene, il rapporto è migliorato e come tutti i rapporti con il tempo possono migliorare se dalle due parti non c'è malafede. Il feedback dalla città è importantissimo: senza tifosi non c'è calcio. Aver riportato il vecchio logo? Merito di Lucca United”.

“Abbiamo parlato poco? Alcuni ce lo hanno rinfacciato, ma quando ci si inserisce in una realtà molto delicata si deve evitare di creare aspettative. Chi decide sulla squadra? Cerco di essere presente perché mi piace, è ovvio che ho massima fiducia nelle persone che ho vicino e ci si confronta. Una delle cose che mi rende felice è il rapporto che si è creato tra noi: siamo tutti mossi dalla passione. Comunque guardo i video sui giocatori, ma non entro nello spogliatoio mai. La Kings League? E' in Italia da poco ma sta già raccogliendo numeri importanti, c'è una fascia di ragazzi che non si vede allo stadio e si devono usare i metodi giusti, questo può essere uno di quelli: vederla dal vivo è impressionate, molto più che in tv”.

“I rapporti con il sindaco Pardini e il vice Barsanti? Mi prendono sempre in giro perché dico la solita frase ovvero che sono buoni: c'è una ottima interlocuzione, parliamo di cose concrete e di risolvere problemi, poi ovviamente conta il risultato: tutto questo lavoro deve portare un risultato”-. I rapporti con il Comune di Capannori? La Lucchese è di tutti, non penso che la dislocazione di un centro sportivo incida su quanto sia giusto stare su un territorio, e siamo andati a Capannori non a Pisa... Qualunque strada che porti un risultato alla Lucchese è sempre percorribile”.

“Le priorità? Alcune di queste devono viaggiare in parallelo, certi tipi di investimento sono sostenibili con le strutture, stadio è una priorità e la prima cosa che annunceremo come progetto, il centro sportivo è quello che rende futuribile il nostro percorso. Tra l'optimum e quello che c'è va trovato un equilibrio. Poi tra le priorità, anche il gruppo squadra: vincere aiuta a sviluppare tutto il resto. Altra priorità è il settore giovanile”. 

“I rapporti con le altre formazioni giovanili? Tra i mille difetti che ho non ho l'ignavia: negli ultimi 20 anni la Lucchese non ha avuto un buon rapporto con decine di dirigenti diversi, erano tutti criminali? Al tavolo a inizio stagione abbiamo chiesto una mano, un patto che non prevedeva la scuola calcio. Quale è stata questa mano? C'è stata? No, da parte mia la parola è stata rispettata dalle società del territorio no. Purtroppo a parole dicono tutti che la prima cosa è la Lucchese ma la risposta che ho avuto dal territorio sulla Juniores non è stata quella. Ognuno fa il suo percorso, poi il tempo potrà aiutare ma aggiungo che nessuno si è fatto vivo con noi per dire che non andava qualcosa... A distanza di circa di un anno non è andata come avevamo detto e questo punto iniziamo un percorso e poi vedremo.. Sul settore giovanili dobbiamo investire per riuscire a valorizzare qualche ragazzo in prima squadra, ma anche per creare senso di appartenenza e per uno scopo sociale”.

“Il progetto dello stadio? Avrete notizie presto, lo stadio e il centro sportivo sono importanti: creando spazi che creano reddito rendono sostenibile il resto. Gli introiti dello stadio non puoi limitarli al botteghino, la legge sugli stadi prevede appunto spazi che rendano alle società. Non si può più pensare solo alle tribune e alla loro ristrutturazione, ma agli spazi che potrebbero essere dietro alle tribune stesse. Lato centro sportivo, il tipo di investimento è diverso: è sulla qualità del lavoro del settore giovanile e il suo sviluppo”.

“Se sono favorevole alle squadre B? No e mi fermo per evitare querele. La squadra per il prossimo anno? Chi viene qui sa che deve fare un campionato di vertice, voglio sia un campionato divertente e con me le persone, i bambini: vincere non è la cosa più importante ma è quello che conta. Sono sicuro che ci divertiremo, la componente gioco deve essere rilevante, io non guardo più la Serie A che non mi diverte. Il calciomercato? I primi tre della lista sono stati presi tra cui un centrocampista forte come Labriola e un esterno come Sirbu. Chi resterà della passata stagione? Sicuramente qualcuno rimarrà, a partire da Santeramo. Giocatori forti ce ne sono tanti che vogliono venire da noi, ma giocatori che hanno valori come lui non è facile trovarli: tutti coloro che rispecchiano queste caratteristiche è un piacere averli”. 

“L'allenatore? In conferenza stampa. Finito di lavorare sulla programmazione, dal 22 al 25 faremo un paio di conferenze stampa su mister, gruppo squadra e progetti. Ritiro? Tra le opzioni, ci sono un posto vicino a Lucca. Il pullman della Lucchese? Non se ne parla: una delle prime cose che mi hanno detto i tifosi è di non parlare del pullman. Lucchese store? C'è qualcosa in progetto. I complimenti di Vasco Rossi per la nostra promozione? Che bello, lo stadio è l'ultimo baluardo di libertà delle persone, vive di microcosmi che si nutrono di emozioni, che ha un impatto sociale importante. Tante trasferte vietate? Tante, troppe e alcune ancora non ho capito ancora perché: il teatro dell'assurdo è stato con la Massese. Ci spiace per i tifosi e non è una cosa corretta nemmeno per la società, si falsano le cose e non è nemmeno giusto nella misura in cui chi deve gestire si limita a vietare. Se non si sanno gestire queste cose con centinaia o poche migliaia di persone...Dove vedo la Lucchese tra tre o cinque anni? La vedo in un contesto dove possa essere rilevante e il divertimento possa essere dato non solo dalla Lucchese ma dagli avversari”.

 




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