Rubriche : romanzo rossonero

Il calcio senza senso non è degno di essere raccontato

venerdì, 25 gennaio 2019, 09:06

di alessandro lazzarini

Parleremmo di calcio se avesse senso, ma è indubbio che l'attuale situazione societaria non permette un racconto delle partite con Pistoiese e Carrarese che possa assumere un significato, dal momento che non è dato sapere cosa ne sarà della Lucchese nell'immediato futuro: ulteriore penalizzazione per la fideiussione non valida? Esclusione dal campionato per lo stesso motivo come richiesto dall'Associazione calciatori? Società messa in mora dai creditori, incluso il Comune, e quindi chiusura dei giochi? Sono tutte ipotesi che portano a pensare che il campionato sia una disputa inutile, ma sono gli unici scenari che tengono banco sulla stampa e nell'opinione pubblica, perché la proprietà, chiunque sia, se ne guarda bene dal pronunciare le sue intenzioni, dal far sapere qualcosa, dal sostenere uno scambio civile con il proprio pubblico riguardo le sue intenzioni. Certo, ci sono indizi che lasciano qualche spiraglio: il pagamento dell'allenatore Menichini, la documentazione per far valere le proprie ragioni riguardo la fideiussione, il via libera a Obbedio per operare sul mercato; segnali che una struttura esiste e si muove, ma niente viene detto sulle questioni che incombono e sembra quasi un sadico gioco al massacro nei confronti degli appassionati che della Pantera sono affezionati. 

Affezionati che peraltro sono sfiniti da queste manfrine ie da due anni di precarietà che è divenuta insopportabile, al punto che non si può certo dire che in un momento così tragico per la passione della tifoseria la città si sia stretta intorno alla sua istituzione sportiva più rappresentativa. E' vero, c'è stata la marcia di qualche centinaio di tifosi in centro a rivendicare qualche risposta anche istituzionale, ma poi allo stadio non si è certo visto un pubblico numericamente dignitoso, anzi, è stato un desolante deserto, peraltro comprensibile dato l'umore surreale che accompagna le partite dei rossoneri. Intendiamoci, gli ultras e quelle poche centinaia che ormai bazzicano il Porta Elisa mettono sul piatto una passione e un tifo commoventi, come fra l'altro si meritano giocatori che hanno dimostrato più serietà ed attaccamento alla maglia di tanti vecchi tromboni, ma è inevitabile prendere atto del fatto che uno degli esiti della infausta parabola dei 'soci lucchesi' e della loro resa a Moriconi è la completa devastazione del seguito della Lucchese.

In futuro non c'è solo da ricostruire una società, ma anche la credibilità in una passione violentata da soggetti che non sono stati mai in grado di mostrare un minimo grado di civiltà e di rispetto nei confronti dei sentimenti che molta gente ripone intorno a quella che costoro considerano solo ed esclusivamente una proprietà privata. Ingenerose in questo senso le critiche dei tifosi al sindaco, il quale evidentemente è completamente disinteressato alle sorti della principale squadra cittadina e subisce il fatto di doversene occupare come un fastidio, ma che di certo non può far pressoché niente dal momento che effettivamente le squadre di calcio sono proprietà private e soprattutto perché qualsiasi persona seria si sia avvicinata per imbastire una trattativa con l'attuale proprietà è stata costretta a scappare a gambe levate.

Non ce ne vogliano i ragazzi che sia con la Pistoiese che con la Carrarese hanno messo sul campo molto più di quanto ci si sarebbe potuti aspettare, ma questo non è il davvero il momento di occuparsi delle loro gesta sportive, qua l'urgenza è smettere di essere presi per il culo ed essere informati del destino a cui sta andando incontro la Libertas, perché se ciò che avviene sul campo è fine a se stesso ed è già stato programmato di mandare tutto in malora, è giusto che la gente lo sappia. Il giochino del disimpegno, del silenzio e dei colpi di scena all'ultimo momento non è più sostenibile. E' una questione di educazione e dialogo civile, mica stiamo chiedendo di fare qualcosa di diverso da ciò che è stato programmato e viene portato avanti col più ignobile cinismo.



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