Rubriche : romanzo rossonero

Belli contro le grandi, si spera efficaci contro le piccole

lunedì, 17 dicembre 2018, 13:58

di alessandro lazzarini

La Libertas esce dal filotto di partite contro tre fra le squadre più forti del campionato con 5 punti, di cui 3 grazie alla riduzione della penalizzazione, la certezza che al primo tiro in porta degli avversari subisce gol e un inconcepibile nuovo modo di calciare gli angoli che permette agli avversari di respingere ogni calcio dei rossoneri, che ne avranno sprecati una quindicina senza crossare in due partite . Sono state queste la costanti di questo triplice impegno che, vista la caratura degli avversari, poteva assestare un duro colpo ai rossoneri che si erano ritrovati ultimi in classifica, ma che invece hanno dimostrato ancora una volta di essere una compagine di tutto rispetto capace di giocare a testa alta contro chiunque in una serie C che sulla carta si presenta con differenze di valori inconsuete per la categoria. 

Fatta eccezione per il periodo giocato con la difesa a tre a Novara e la prima metà del secondo tempo con la Pro Vercelli, infatti, la Lucchese ha dimostrato di potersela giocare alla pari anche con queste squadre che alla vigilia del campionato si credevano di esser ripescate in serie B; d'altra parte senza la penalizzazione la Pantera avrebbe una classifica eccellente se paragonata alle aspettative estive e tutto sommato da quella che sembrava essere l'improvvisazione di una stagione acciuffata per i capelli sembra uscita la migliore squadra degli ultimi anni. Fatta eccezione forse per l'undici che poteva schierare Forte e Terrani, chi mai si ricorda una Lucchese con un centrocampo così tecnico e un attacco altrettanto efficace e ricco di alternative? Certo, adesso c'è da tornare a vincere e in vista di questo fine partire senza lo svantaggio regolare di un gol potrebbe essere utile, specie se, come a Piacenza e anche in casa con la Pro Vercelli, si riescono a sbagliare gol praticamente già fatti. A riprova della forza dei rossoneri, alla prima sconfitta in trasferta, anche l'atteggiamento della prima in classifica, che di fatto ha ottenuto la vittoria con un solo tiro in porta, per poi prodursi in 80 minuti di incredibili perdite di tempo sempre tollerate dall'arbitro: emblematica una sostituzione per la quale sono stati necessari più di tre minuti intorno al 78esimo minuto di gioco. Sotto questi aspetti, oltre che per concretezza, la Libertas deve certamente migliorare, anche perché l'unico giocatore in grado di farsi rispettare sembra essere Martinelli.

L'altro fattore che non può lasciare indifferenti di queste ultime partite è quello riguardante il pubblico. Sarà pure stata giocata in orario demenziale e al freddo, ma le presenze sugli spalti del Porta Elisa registrate contro la Pro Vercelli sono un nuovo picco negativo in quella che pare una tendenza inarrestabile di disaffezione e indifferenza verso il calcio di serie C. Se si escludono amichevoli estive o insignificanti partite di fine stagione, mai a nostra memoria si era visto uno stadio così desolante, meno di mille presenze. Se si escludono alcune piazze in preda a sturbo da megalomania inspiegabile come ad esempio Pisa, ci pare che il fenomeno interessi un po' tutta la categoria, tanto è vero che anche a Piacenza, virtualmente prima in classifica e dotata di stadio e piazza di prima categoria, c'erano poco più di mille spettatori. Parliamoci chiaro: il calcio dei ricchi, delle televisioni e della castrazione di qualsiasi romanticismo, sta demolendo il folklore che si era legato a questo gioco e lo aveva reso una occasione di socialità tradizionale. L'asocialità del televisore da cento pollici ha ormai vinto e sta probabilmente spogliando questa festa popolare di ogni connotazione sentimentale, riducendola a spettacolo asettico dominato dalla rabbia dei ricchi, che in quanto tali sono condannati a vincere per forza ma non possono farlo tutti contemporaneamente.



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