Rubriche : romanzo rossonero

Nube tossica sulla Lucchese: evacuare lo spogliatoio

domenica, 31 dicembre 2017, 18:18

di alessandro lazzarini

Il 2017 rossonero si chiude con un giallo di quelli che piacciono ai tifosi: l'allenatore rossonero Lopez dopo la partita giocata a Pontedera infatti dice "Mi pare evidente che qualcuno deve andare via perché sembra non abbia voglia di stare alla Lucchese. E deve andare via. Devono arrivare altre persone". Roba succulenta per i dietrologi del calcio parlato, perché alcune delle loro teorie trovano conferma nelle parole di uno degli addetti ai lavori; se si fosse nel calcio che conta su dichiarazioni del genere costruirebbero ore ed ore di show i professionisti della critica pallonara un tanto al chilo, inventori di fenomeni a due zampe e fenomenologia del nulla che corre dietro a una sfera rotonda, quelli sempre a testa alta a riempire seriosamente di sciocchezze lo spazio che separa una pubblicità dall'altra.

Ora però noi che ogni fine settimana ci dilettiamo sui campi della serie C dietro alla Libertas vorremmo sapere i nomi di costoro, questi impostori che recitano uscendo dal personaggio e sabotando i nostri sogni, ma Lopez se ne guarda bene dal dare forma alla sua esternazione, "i nomi non è giusto farli", secondo tradizione politico-omertosa italiota secondo cui è buon costume lanciare il sasso e tirare indietro la mano. Certo a lui ha dimostrato coi fatti di essere personaggio di spessore non comune in questo ambiente malato che è il mondo pallonaro e possiamo perdonarlo se per una volta si abbassa al livello dei biechi guro dello scaricabarile, cioè i vari maestri dell'omertà che allenano le cosiddette 'grandi', fatto sta che noi vogliamo saperli questi nomi e siccome li vediamo correre come lio vede lui, non possiamo rinunciare a capire. 

Partiamo allora da quelli in campo a Pontedera. Il portiere Albertoni? No, dai, quello sta in porta, non deve nemmeno correre e se poi lo sottoponi a grandinate da parte degli avversari non può essere sempre impeccabile; Espeche? Gioca sempre novanta minuti ed è insospettabile; Maini? E' da anni a Lucca, deve dimostrare di valere la categoria, ci sembra strano giochi alla meno; Magli? Uhm, questo è arrivato e pensava di fare il titolare, invece gioca col contagocce, abbiamo un nome o stiamo tirando la croce addosso al primo che capita perché è una riserva? Chissà; Cecchini? Oddio, in effetti è irriconoscibile rispetto allo scorso campionato, se il suo modo di emanciparsi dalla Lucchese è giocar male abbiamo il primo nome, però ha passato l'estate infortunato, come a dire che avrebbe una scusante; Nolé? Il capitano non si tocca; Arrigoni?Si, per lui sono suonate le sirene della serie B, probabilmente questa società derelitta lo venderà, ma è sempre il migliore dei suoi, se è proprio lui quello che gioca alla meno 'si sta freschi'; Russo? Il giovanotto è un pesce fuor d'acqua, non tocca più il pallone ed è completamente inutile in campo, ma viene dalla serie D, ogni minuto in campo è una occasione da cogliere, possibile che sia proprio lui il 'senza voglia'? Sarebbe strano;Merlonghi? No, si vede che ce la mette sempre tutta; Del Sante? Poveraccio, è sempre infortunato, a meno che non faccia finta diremmo proprio che ha delle buone scusanti per il suo rendimento; De Vena? Boh, in effetti è un mistero, impalpabile, in area non è mai al posto giusto, fuori non prende mai una iniziativa, non salta un uomo malgrado il fisico brevilineo e non ci prova nemmeno, però si sbatte come pochi in copertura ed in fondo è da settembre che gioca allo stesso modo, cioè male, se stiamo parlando di lui la cosiddetta voglia di stare alla Lucchese allora non c'è mai stata. Certo, fra gli indiziati ci sono anche quelli che non erano in campo o sono entrati dopo. Baroni? Può essere che il ragazzo in prestito, alla sua prima stagione da professionista, dopo tanti elogi sperticati ormai si ritenga superiore a questa squadra a strisce così derelitta, ma sembra uno con la testa a posto però; Capuano? Il vecchio leone ha un rendimento abbastanza costante ed è a fine carriera, non pare sostenibile sia il sabotatore; Tavanti? E' mezzo infortunato da due mesi, cioè esattamente da quando si è cominciato a parlare di un suo trasferimento in serie B, se infortunato significa demotivato però ce lo dicano, altrimenti non può essere lui uno degli uomini che stiamo cercando; Cardore? Lo capiremmo, non gioca mai, ma non gioca mai anche perché quando è stato in campo non è che abbia dimostrato le qualità necessarie per la categoria, per lui può essere un problema ambientale, non lo sappiamo; Damiani? Anche lui ormai gioca in infermeria più che in campo; Bortolussi? Viene dai dilettanti e certo non gli si può rimproverare l'impegno.

Insomma, le parole di Lopez spiegano molto di ciò che sta accadendo alla Lucchese, ma se vogliamo renderle vere, concrete, come si è visto le cose si complicano; quello che vogliamo dire è che qualche giocatore rossonero è da tutto il campionato che sembra fuori categoria, insomma scarso (si può scrivere?), magari perché non è nella squadra o nell'annata giusta per lui, non vogliamo dare giudizi, ma possiamo ammettere senza che nessuno si offenda che questa squadra senza il suo numero 10 Fanucchi è praticamente il nulla in riferimento a quello che è il fine ultimo del gioco del calcio, cioè fare gol.

Cosa sta succedendo alla Lucchese, ci chiedete? Beh, è semplice, gli sta succedendo di perdere tutte le partite e di subire gol ogniqualvolta gli avversari sparacchiano un pallone vicino alla sua porta. Al campo sportivo di Pontedera la musica non cambia. Intanto solito stadio indegno della categoria e irrispettoso di chi paga un biglietto, con gente spedita nel pantano su due ridicole tribunette in tubi innocenti lontane anni luce dal campo e basse al punto di poter dire che del gioco non si vede praticamente niente. Quando i granata battono il centro in tre passaggi sono già davanti al derelitto Albertoni, letteralmente, dopo pochi minuti un calcio in area dell'ex Calcagni rimbalza sul centravanti di casa ed è già gol. Certo la Lucchese pareggia con Maini di testa, ma è ancora il 9 del Pontedera a ribadire nella sua rete, prima di arrotondare a tre gol fatti nella porta rossonera e uno nella propria il suo punteggio personale. A definire il punteggio il dramma personale di Bortulossi, che insacca di testa il 3-2 ma visto l'andazzo non può nemmeno festeggiare il suo primo gol fra i professionisti. A fine gara Lopez dirà ancora che se questo 9, Pesenti, avesse giocato per lui le pantere avrebbero vinto 7-3. Eh si, poveraccio, anche lui non ne potrà più di far giocare la propria squadra a vuoto, perché, purtroppo per chi fa le rose alla meno, nel pallone gli attaccanti sono quelli che decidono e giocare senza nessuno all'atezza di far gol è anche frustrante; se poi ci si aggiunge che a un certo punto va in frantumi anche la difesa ecco che la frittata è fatta.

Si arriva così alla parabola dei cosiddetti 'soci lucchesi', i salvatori della pantera che però per tirare avanti si son dovuti affidare ai prestiti di qualcuno che ora i soldi giustamente li rivorrebbe indietro e allora si è preso la società, trasformando la favola dei piccoli imprenditori che si spendono per la loro squadra del cuore in una farsa già scivolata nel ridicolo e che comincia a diventare un incubo che probabilmente tormenta i sogni dei calciatori rossoneri, che prima magari sognavano solo la Champions League, ora si accontenterebbero anche solo di un letto di serie C dove dormire tranquilli, senza nessuno inventore di donne soprammobili portaombrello che si fa burla della loro squadra su facebook..

Non c'è da girarci intorno, l'ambiente rossonero è intossicato e così se ne sono andate quelle qualità che facevano di una squadra tecnicamente mediocre una delle migliori compagini di questo campionato, vale a dire, orgoglio, carattere, combattività, quelle caratteristiche che sono determinante per i risultati e che rendono il calcio il gioco più bello del mondo, perché non basta solo saper giocare per vincere. Ad intossicare la Libertas sono stati i debiti, cioè lo stesso veleno che nell'epoca dei magnati e della ricchezza dei pochi devasta il popolo, costringendolo alla schiavitù finanziaria e trascinandolo nel ridicolo e nella disperazione quando non ce la fa a rimborsarli. Il che è proprio ciò che accade ai padroni della ex gloriosa Lucchese.

Un'altra nube tossica avrebbe aleggiato nell'aria negli ultimi giorni, quella che si è levata dall'eternit di una fabbrica in fiamme a Porcari costringendoci forse a respirare amianto e portando in superficie ancora una volta la farsesca commedia orwelliana della politica e dei politicanti attuali, schiavi della burocrazia e incapaci di immaginare un mondo diverso; mentre le fiamme alzavano fumo, nella Piana è andata in scena la burla delle ordinanze dei sindaci a non aprire le finestre, lavare la frutta eccetera eccetera, come se vivessimo nelle campane climatizzate dei film di fantascienza ambientati su Marte e l'aria che respiriamo in casa non fosse qualla che è anche fuori; il ridicolo diventa tale solo quando lo vivi in prima persona, come ad Artemisia a Capannori, quando nella sale si affaccia una ragazza a dire di non aprire le finestre a causa della nube tossica, mentre guardi fuori e vedi nel parco giochi all'aperto i bambini sulle altalene.

Sono ordinanze che non servono alla popolazione, ma solo a chi amministra per poter dire, qualora qualcuno si sentisse male, che lui lo aveva detto e così passarla liscia per non essersi preso le sue responsabilità: se l'aria è davvero tossica perché un incendio fa respirare amianto, una zona va evacuata, altrimenti risparmiamoci il burocratese che contribuisce solo a far sentire ai cittadini di esser presi per il culo una volta di più. La gente non è tutta scema come pensano i guru dell'opinione pubblica e i politicanti che si sottomettono alla tecnocrazia senza batter ciglio. Lo stesso vale per i tifosi della squadra intossicata, che ormai sono stati umiliati e privati della loro passione, non potendo più parlare di calcio, ma solo di risultati determinati da giocatori svogliati, partite vendute alla Snai e qualsiasi altra scia chimica pallonara che ha rovinato il gioco più bello del mondo in Italia fino a rendere consueti colossei freddi e deserti dove l'unico sentimento dominante è la rabbia.

 

 



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