Rubriche : romanzo rossonero

Alle miserie attuali si ribella il solo Fanucchi

domenica, 24 dicembre 2017, 21:11

di alessandro lazzarini

In questo viaggio che abbiamo intrapreso per raccontare un anno di vita attraverso il calcio bisogna sempre tener ferma davanti al nostro cammino l'intuizione secondo cui lo straordinario successo riscosso dai ventidue che inseguono una palla rotonda sia frutto del modo unico in cui questo sport sia specchio del carattere del popolo che lo interpreta e dunque della società. Se non ci soffermiamo ancora una volta su questo aspetto fondamentale si rischia di non riuscire a trovare una spiegazione razionale a uno spettacolo come quello che ci hanno offerto Lucchese Libertas e Robur Siena nella partita natalizia che segna anche l'inizio del girone di ritorno del campionato di serie C. 

Allora, prima di addentrarci nel racconto sportivo, è necessario un sommario ripasso di cosa sia oggi la società, cioè il contesto in cui questa partita è maturata. Si vive in un mondo in cui l'economia non è un mezzo a disposizione dell'uomo per sopravvivere, ma l'uomo un ingranaggio che serve all'economia per crescere; il fine è il generare ricchezza, fine a se stessa, ricchezza che nell'era moderna mai si era come in questi ultimi anni addensata in pochissime mani. Ne consegue una realtà dove alcuni vivono in una opulenza che genera onnipotenza, cioè per costoro ogni desiderio è un diritto da poter acquistare e ogni sbaglio una eccezione da cancellare senza conseguenze. Di contro, una massa di cittadini che ritengono di doversi realizzare attraversare il lavoro dedicano gran parte del loro tempo per generare la ricchezza dei primi e ne ricevono briciole con cui assicurarsi una sempre meno dignitosa sussitenza; per questi popolani ogni desiderio che sia più di una spesa estemporanea significa rivolgersi a qualche banca o finanziaria e accumulare debiti che, se qualcosa non va per il verso giusto, diventano il chiavistello attraverso cui i cosiddetti ricchi si appropriano anche dei loro miseri averi con pignoramenti, ipoteche e via discorrendo.

Ora, non vi si può far torto se vi state chiedendo perché vi dovete ritrovare a leggere certe banalità quando avete aperto un articolo che dovrebbe parlare di calcio; però cercate di capire, la Robur Siena come squadra incarna il primo tipo di cittadino appena descritto: onnipotenza, serie A, spese folli a carico dei poveracci sottoforma di anni e anni di sponsorizzazioni milionarie della banca cittadina, sindaco che racconta che gli esponenti del partito (il PD) volevano mettere bocca nella campagna acquisti, poi il fallimento e la ripartenza immediata a spron battuto, giocatori fortissimi e squadra favorita, perché dal nulla da cui era uscita grazie alla grandeur democtratica ormai la compagine è entrata nella nobiltà.

La Lucchese invece, neanche a dirlo, rappresenta il secondo tipo di soggetto, il poveraccio insomma, con un gruppo di personaggi che ne hanno preso le redini senza avere la capacità economica di gestirla e così si sono rivolti a una 'banca' che, quando è venuto fuori che i soldi da restituire non ce li avevano, ha 'pignorato' la squadra, entrandone di fatto in possesso e lavorando, peraltro a pieno diritto, per cercare di recuperare quanto sborsato di tasca propria. Di questo e solo di questo si è parlato nelle ultime settimane riguardo il calcio rossonero e d'altra parte ora come ora questo e solo questo ha significato, perché parliamoci chiaro, qua non c'è in ballo la vendita di una squadra di pallone, ma il risarcimento di un debito.

Debito che però non è stato contratto in funzione di un qualche investimento che dovrà dare i suoi frutti a chi arriva e lo risarcisce, ma che è servito a sostenere gli oneri di ordinaria amministrazione! Il che significa che un compratore per entrare in società e guardare al futuro deve prima pagare anche il passato senza riceverne niente in cambio: il che imprenditorialmente non ha senso senza una grande passione mecenatistica e quindi ben difficilmente qualche imprenditore locale, cioè quelli trovati dal sindaco, accetteranno questa realtà e si dovrà probabilmente tornare a parlare di avventurieri preceduti da una reputazione raccapricciante, perché non sempre si potrà scongiurare l'avvento di tali personaggi se i presupposti dell'affare sono impraticabili per persone serie.

Ecco spiegato ciò che si è visto sul campo, cioè una non partita dove la Lucchese ha perso anche la proprie peculiarità più spiccate, cioè la grinta e l'orgoglio, uscendo ridicolizzata dal ricco e favorito avversario che si è trovato davanti undici pantere svogliate, demoralizzate, alcune delle quali già chiacchierate in categorie superiore per aver stoppato due volte di seguito il pallone senza scaraventarlo in tribuna. Solo il caso ha voluto che dopo appena tre minuti la Libertas andasse in vantaggio, perché poi i bianconeri hanno giocato da soli e senza ostacoli. Paradossalmente l'unico gesto calcistico degno di ammirazione mostrato dai rossoneri è stato anche quello che ha scritto definitivamente la parola fine alla contesa, come al solito ad opera del Lucchese Fanucchi, che dopo pochi minuti dall'inizio del secondo tempo si è ribellato allo spettacolo in cui era stato suo malgrado coinvolto offendendo e applaudendo ironicamente l'arbitro, mostrando così quanto meno un minimo di orgoglio e di reazione al sopruso che stava subendo. In undici contro dieci il Siena si è limitato a controllare scherzando i rossoneri e a pochi minuti dalla fine segnando pure il quarto gol con l'ex centravanti della Lucchese Marotta, che per tutta la partita ha provocato pubblico e avversari sul campo, suggellando la sua arroganza con una esultanza umiliante cui non è seguita alcuna reazione da parte degli svuotati giocatori di casa. D'altra parte il popolo ormai non conosce più limiti all'oppressione che è in grado di subire senza ribellarsi con la forza, che è l'unica arma che abbiamo a disposizione contro chi, partendo da una posizione di potere incontrastabile, ci sottomette senza pietà.    



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